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L'Ambasciatore di Israele a Ferramonti di Tarsia

06 Giugno 2022
L'Ambasciatore di Israele a Ferramonti di Tarsia
Il primo giugno 2022 si è consumato un evento storico di una importanza inenarrabile: per la prima volta un Ambasciatore dello Stato d’Israele ha fatto visita al Campo di Concentramento di Ferramonti di Tarsia (CS), il più grande costruito in Italia

Il primo giugno 2022 si è consumato un evento storico di una importanza inenarrabile: per la prima volta un Ambasciatore dello Stato d’Israele ha fatto visita al Campo di Concentramento di Ferramonti di Tarsia (CS), il più grande costruito in epoca fascista.

L’Ambasciatore, Dror Eydar, ha voluto fortemente visitare Ferramonti per vedere con i suoi occhi dove furono imprigionati migliaia di Ebrei che non avevano commesso alcun male ed alcun reato ma furono rinchiusi per il solo fatto di essere Ebrei in virtù della vergogna delle Leggi Razziali, emanate nel 1938 dal Regime Fascista Italiano, guidato dal Duce Mussolini. 

Durante la manifestazione, svolatasi alla presenza delle varie autorità politiche, militari e civili, è emerso, senza alcun dubbio, lo sdegno ed il ripudio per le leggi razziali che portarono la costruzione del Campo di Concentramento di Ferramonti di Tarsia (CS) in uno dei luoghi più malsani d’Italia: vi era ancora la malaria e la vita nel campo non era per niente facile o piacevole.

Il Sindaco di Tarsia (CS), l’avv. Roberto Ameruso, ha fatto gli onori di casa raccontando all’Ambasciatore come se pure rinchiusi senza motivo, e patendo inenarrabili sofferenze, gli internati Ebrei non furono disprezzati dalla popolazione di Tarsia (CS) ma anzi furono aiutati con gesti di solidarietà ed umanità che hanno segnato quelle genti e le popolazioni successive. Infatti, la popolazione di Tarsia pur subendo per legge la creazione del Campo di Concentramento e vivendo in prima persona il disagio - fisico e psicologico- a cui gli internati erano costretti non hanno mai dimenticato i principi di solidarietà prestandosi, per come potevano, ad aiutare gli internati.

Ed è proprio sulla scia di questo legame creatosi tra gli ebrei internati e la popolazione di Tarsia che il Sindaco di Tarsia (CS) ha consegnato all’Ambasciatore d’Israele la Delibera di Giunta Comunale di Tarsia contenente la proposta di conferimento della Cittadinanza.

Durante l’incontro si è poi avuto l’intervento della Prof. Teresina Ciliberti, Direttore del Museo Internazionale della Memoria di Ferramonti di Tarsia, che ha rappresentato all’Ambasciatore come il Campo di Concentramento di Tarsia sia stato un “unicum” nel panorama nazionale ed internazionale. Infatti, nella prima fase- dalla costruzione sino all’Armistizio del 1943- fu Campo di Concentramento con tutte le restrizioni previste dalla legislazione fascista, anche se vi furono episodi di solidarietà della popolazione locale. Successivamente, dall’armistizio e sino alla sua chiusura il Campo divenne, grazie all’arrico dei ragazzi del Pentcho, un luogo di forte sionismo: gli sfollati non vollero lasciare Ferramonti per tornare alle loro case ma si adoperarono per andare in Palestina e parteciparono alla successiva creazione dello Stato di Israele. Da qui, conclude la Ciliberti, l’esigenza di approfondire lo studio su questa forte fase sionistica presente a Ferramonti e che lo lega indissolubilmente ad Israele. 

Dopo gli interventi delle varie autorità presenti, tra cui il Consigliere Regionale Calabrese On.le Luciana De Francesco, ha preso la parola l’Ambasciatore d’Israele, Dror Eydar il quale ha sostenuto come la Shoah fu il culmine della persecuzione degli Ebrei, iniziata dai romani, perché gli stessi non hanno avuto, sino al 1948, uno Stato Ebraico. L’Ambasciatore ha proseguito sostenendo come sì, a Ferramonti non vi fu alcuno sterminio ma gli Ebrei furono comunque privati della loro libertà senza colpa alcuna ed ha concluso specificando che la sua visita a Ferramonti non era un visita privata ma che lui rappresentava in quel momento l’intero Stato di Israele.

Dopo la fine del convegno l’Ambasciatore, insieme ai presenti, ha piantato, nel piazzale del Campo di Concentramento di Ferramonti, un albero di cedro quale simbolo di pace e fratellanza tra i popoli. Successivamente si è svolta la visita del Museo all’allestito nel Campo di Concentramento all’interno del quale l’Ambasciatore ha potuto anche visitare il Parco Letterario dedicato ad Ernst Bernhard alla presenza del dott. Stanislao de Marsanich che ha portato i saluti dei Parchi Letterari manifestando l’importanza della visita di Sua Eccellenza l’Ambasciatore, e della storica Amy K. Rosenthal per ParkTime magazine.

Si è poi conclusa tra gli applausi dei presenti la visita dell’Ambasciatore di Israele che ha suggellato la storicità della sua visita con una frase scritta sul quaderno delle presenze del Campo di Concentramento di Ferramonti “ Ero Emozionato di vedere il luogo dove erano i prigionieri di Sion, gli Ebrei che non avevano una casa per accogliergli. Sono venuto oggi per dire a loro: Non abbiamo dimenticato! Abbiamo mantenuto la promessa di tornare a casa, a Sion, dopo 2000 anni di grande esilio! Grazie a Dio! 

Avv. Umberto Filici

Componente del Comitato Tecnico- Scientifico del Museo della Memoria di Ferramonti di Tarsia


Ernst Bernhard
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Ernst Bernhard

Ferramonti di Tarsia (Cs)

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