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#iorestoacasa in Ghana. L'altra Africa dove gli occhi non bastano. Di Stanislao de Marsanich

12 Maggio 2020

#iorestoacasa in Ghana. L'altra Africa dove gli occhi non bastano. Di Stanislao de Marsanich per www.lagenziadiviaggi.it

Appunti di viaggio in Ghana.
L'altra Africa dove gli occhi non bastano. 

Di Stanislao de Marsanich per www.lagenziadiviaggi.it

Un proverbio ghanese sostiene che “uno straniero può avere grandi occhi, ma non per questo vede necessariamente bene” e bisogna aiutarlo se in difficoltà. La generosità della popolazione verso il forestiero è un aspetto caratterizzante del viaggio promosso da Ghana Tourism Authority e Brussels Airlines e svela una destinazione adatta a ogni esigenza. La ricca diversità paesaggistica e culturale rendono il Ghana una meta privilegiata per chi si reca nel continente nero per la prima volta. Chi invece il Mal d’Africa lo ha già, trova qui una dimensione nuova, accogliente, sicura e ancora incontaminata. 

 A poche ore dall’Italia, l’atterraggio ad Accra è emozionante. In un istante suoni, profumi e colori ti avvolgono con un calore tropicale. L’architettura della capitale è una perfetta miscela tra modernità e tradizione e si rivela nei mercati e nei maestosi monumenti come il mausoleo di Kwame Nkrumah, primo presidente del Ghana e primo leader dell’Africa nera a ottenere l’autogoverno nel 1957. La sua denuncia del neocolonialismo e il suo credo panafricano sono ancora popolari e celebrati dal grande Arco di trionfo che sostiene la Stella Nera dell’indipendenza. 

 In città non è difficile scoprire singolari iniziative di successo. Straordinaria è l’idea dei falegnami del sobborgo di Teshie-Nungua, specializzati nell’allietare la vita nell’aldilà con bare che ricordano la professione terrena dei clienti: grandi bottiglie, macchine fotografiche, torte con panna e canditi, automobili, sono pezzi unici e su misura in legno perfettamente cesellato. Il tributo alla memoria dello zio pescatore di un carpentiere del borgo marinaro di James Town, è diventato in pochi anni fonte di reddito e origine di raccolte originali per collezionisti previdenti. 

 Non lontano la spiaggia di Labadi è un gioiello mantenuto integro grazie all’impegno dei favolosi alberghi che la sfiorano. Lussureggianti giardini accolgono uomini d’affari provenienti da tutto il mondo insieme a letterati e artisti. Luogo di incontro e confronto, Labadi è un paradiso di pace accarezzato dalla brezza dell’Oceano. Anche la vita notturna riflette la vitalità di una delle capitali più sicure del continente. Discoteche moderne e locali popolari regalano ore piacevoli per scambiare opinioni con i tanti giovani che qui vogliono rimanere e crescere. Sono proprio la sensazione di sicurezza e la disponibilità delle persone che permettono a Javier, un amico spagnolo che abita qui da anni, di percorrere ogni settimana decine di chilometri in bicicletta lungo sentieri di campagna che lambiscono piantagioni di cacao, boschi di mango, torrenti e cascate idilliache, per poi riposarsi nelle fattorie. 

 A meno di un’ora di volo da Accra, Tamale è la base per raggiungere il Mole National Park. Villaggi e campagne si alternano in un capolavoro di colori. Cambiano etnie e credo religiosi fino ad arrivare alla moschea di Larabanga, piccola perla di 500 anni conservata con orgoglio all’ombra del grande baobab che a sua volta svela le indelebili influenze animistiche. Il Mole è il più grande dei 16 parchi nazionali del Paese e garantisce alla fauna selvatica un corridoio ininterrotto tra Ghana e Burkina Faso.

Un’elevata concentrazione di elefanti, antilopi, babbuini, coccodrilli e varie specie di uccelli che è possibile scoprire anche con percorsi di trekking. Lo Zaina Lodge nel parco si contraddistingue per eleganza e sostenibilità. I proventi vengono redistribuiti a favore della popolazione locale che qui lavora da più di un decennio con il giovane americano Andrew J. Murphy, cofondatore e ceo. Un esempio virtuoso di ecoturismo dove è possibile assaporare un ottimo jollof, riso cotto in brodo di carne arricchito con verdure, pomodoro, cipolle, pollo o polpette. A fine giornata il tramonto a bordo piscina affacciati sulla savana con gli elefanti che vanno lentamente a dissetarsi nei laghetti vicini, libera gli ospiti da ogni pensiero. 

 Cinquecento km più a sud, Kumasi è la capitale dell’antico regno Ashanti, i signori dell’oro, la cui successione dinastica è riconosciuta dalla Costituzione della Repubblica. Custode del leggendario “sgabello d’oro”, simbolo del potere reale, l’attuale re Osei Tutu II è benamato dalla popolazione ed esercita le sue funzioni dal visitabile Palazzo Manhyia. Kumasi (Patrimonio Unesco per gli edifici Ashanti) possiede il secondo mercato del Paese. Un caos meraviglioso tra botteghe, traffico, vicoli, scale, spezie e rumorosi fabbri, ingentilito dalle raffinate stoffe tribali del vicino villaggio di Adanwomase

Una sosta nella rigogliosa foresta pluviale del Kakun National Park e una passeggiata lungo il ponte di corda sospeso a 40 metri di altezza, sono una tappa obbligata prima di arrivare a Cape Coast, 250 km a sud di Kumasi. Fondata nel 1610 dai portoghesi come base per il commercio con gli Ashanti, la cittadella diventò presto uno dei poli del commercio dell’oro e della tratta degli schiavi e motivo di guerre infinite tra portoghesi, spagnoli, svedesi, danesi e francesi per finire in mano inglese. Il delizioso villaggio di pescatori con le sue case coloniali si trova ai piedi dell’imponente fortezza fondata dagli svedesi. Patrimonio Unesco come i vicini forte portoghese di Elmina e quello danese di Christiansborg, l’eleganza architettonica e il colpo d’occhio sul Golfo di Guinea coesistono con una storia secolare intrisa di morte e sofferenze. Anche da qui passarono milioni di persone tenute prigioniere in condizioni inimmaginabili, comprate nell’entroterra per essere poi imbarcate e rivendute nelle Americhe. Una delle “porte del non ritorno” dell’Africa Ovest il cui monito ancora oggi non riesce a rimuovere una delle più assurde perversioni della mente umana.

 Stanislao de Marsanich, Appunti di viaggio in Ghana

Articolo originale pubblicato su www.lagenziadiviaggi.it del 24 ottobre 2017

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