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In Casentino con Emma Perodi e Le Novelle della nonna. Di Paola Benadusi Marzocca

28 Aprile 2020

In Casentino con Emma Perodi e leggo Le Novelle della nonna. Streghe, orchi, diavoli e fate nelle foreste della Valle dove San Francesco ricevette le stigmate e Dante combattè la battaglia di Campaldino. Di Paola Benadusi Marzocca

In Casentino nel Parco Letterario Emma Perodi, l'autrice de Le Novelle della nonna che riportò le streghe, gli orchi, i diavoli e le fate nelle foreste della Valle Santa dove San Francesco ricevette le stigmate e Dante combattè la battaglia di Campaldino. 
Di Paola Benadusi Marzocca*

Di Emma Perodi giornalista e scrittrice in un'epoca storica in cui la società negava alle donne molti diritti, fra cui quello di essere se stesse, si può dire che fu una donna coraggiosa, che non si perse mai d'animo dinanzi alle innumerevoli difficoltà che dovette affrontare. Nata da un'agiata famiglia borghese a Cerreto Guidi (Firenze) nel 1850, le cui notizie sono desumibili dal romanzo autobiografico, "Diciotto mesi in convento. Romanzo educativo", un feuilleton rivolto ai bambini e pubblicato a puntate sul "Giornale per bambini", poi raccolto dall'editore milanese Trevisini nel 1892. La protagonista, una bambina di nome Elena, intelligente, vivace, costretta a barcamenarsi nel mondo ipocrita degli adulti, nel caso specifico un convento di suore, è l'alter ego di Emma. Orgogliosa, con un forte senso della giustizia e della verità , come spesso hanno i bambini, Elena conosce il francese e ama molto leggere. Ma il messaggio che trasmette il libro rispecchia i tempi, ossia il dovere è predominante sulla parte piacevole della vita; immaginazione e libertà non sono valori di per sé, ma mezzi per fare assimilare ai bambini che non c'è tempo da perdere: occorre quanto prima crescere ed essere laboriosi, obbedienti e saggi.

 Nello stesso periodo nacquero "Le novelle della nonna. Fiabe fantastiche" pubblicate in cinque volumi nella "Biblioteca fantastica" di Edoardo Perino. Stupisce che sia inutile cercare il nome di Emma Perodi nelle enciclopedie letterarie: esso non vi compare. Eppure poche scrittrici dell'epoca sono state più prolifiche di libri per bambini e adulti. Che dire? Abbastanza normale considerando il periodo in cui visse, un fine ottocento complesso e abbastanza misogino nell'Italia post-unitaria, decisamente arretrata rispetto, per esempio, alla Francia, dove già George Sand scriveva non solo per realizzare una vocazione, bensì per vivere secondo le proprie idee sfidando i moralismi di un'epoca, decisa a farsi manifesto vivente, fatto questo di cui la Sand era pienamente consapevole; "l'orrore della vita" è un'espressione sandiana che ritorna nelle lettere e che si ritrova in forma esplicita nell' "Histoire de ma vie". Tutto ciò suscitò odi violenti, ma ebbe anche estimatori quali Victor Hugo e Marcel Proust

 Senza cercare paragoni si può tuttavia sottolineare che Emma Perodi fu sottovalutata, anche se, instancabilmente, con tenacia e passione portò avanti sia l'attività di giornalista che di scrittrice a Firenze, a Roma e infine a Palermo dove rimase per vent'anni fino alla morte. Aveva avuto una figlia nel 1878, fuori dal matrimonio, senza rivelare mai il nome del padre. Fu per questo motivo che cercò di non farsi notare troppo? In effetti la sua vita si collega alla condizione femminile dell'epoca, in cui il tema dell'emancipazione femminile non era stato ancora affrontato, anzi quasi ignorato in Italia. Ma torniamo alle "Novelle della nonna" che fin da bambina hanno alimentato e stimolato la mia fantasia. Mi sono sempre meravigliata che fossero così poco conosciute al di là dei confini casentinesi. Forse ha contribuito la vocazione regionale, la cornice che unisce le 45 fiabe attraverso la figura catalizzante della nonna Regina Marcucci, la narratrice per eccellenza che dinanzi a un pubblico attento di adulti e bambini, riuniti intorno a un focolare d'inverno e nell'aia d'estate, comincia a raccontare la sua storia. 

 Fiaba, in latino "fabula" è la narrazione di fatti meravigliosi, fantastici. Ebbene queste "Fiabe fantastiche" di Emma Perodi, come in ogni fiaba che si chiami tale, hanno un valore a sé e sono diverse le une dalle altre e per questo si avvicinano alle grandi fiabe classiche. Sono infatti articolate, ricche di colpi di scena, di fatti sensazionali e, a volte, misteriosi, anche miracolosi; ci sono animali che parlano, uomini come animali, streghe, nani e befane. Leggendole si entra nella feroce e inevitabile battaglia fra il bene e il male, la luce e l'ombra che si scatena in tutte le sue declinazioni in alcuni casi chiamando in causa santi, diavoli, la Madonna e Gesù Cristo.

Storicamente si svolgono in Casentino fra il 200 e il 400, una vallata ridente, attraversata dall'Arno, tutt'una con la valle Santa, dove alla Verna San Francesco ricevette le stigmate vincendo la sua battaglia contro il demonio. E' una valle che a me ricorda il villaggio degli Hobbit assediato da ombre oscure e magici incantesimi che appunto Tolkien con "Il Signore degli Anelli" ha reso immortale, un villaggio parallelo e magico, situato in una dimensione che appartiene a tutte le storie fantasy del mondo. Tra le "novelle della nonna" ne ho scelte alcune, quelle più ricche di elementi gotici, fantastici e noir traducendole in un certo senso, riscrivendole con un linguaggio attuale, sfrondate dagli elementi che più appesantivano, a mio parere, la narrazione. Ho cercato tuttavia di lasciare intatta l'atmosfera di magia e mistero propria del Casentino, territorio appartato, circondato dalla più grande estensione di boschi che c'è in Italia, ricco di paesi antichi, pievi romaniche, castelli e rovine di castelli proiettando queste fiabe in una sorta di medioevo fantastico che travalica i suoi confini e appartiene al folklore popolare di tutti i tempi. 

 Paola Benadusi Marzocca, 21 aprile 2020

*Paola Benadusi Marzocca nata a Poppi (Arezzo). Laureata in Filosofia nel 1975 a 23 anni. Pubblicista dal 1979. Iscritta alla SIAE . Ha scritto il suo primo articolo sulla “Voce Repubblicana”. A questo ne sono seguiti tanti altri su “Il Tempo” (direttore Gianni Letta, poi Barbiellini Amidei) e su “50 e PIÙ”, rivista dell’Associazione Commercianti. Dal 1990 ha collaborato con “Il Giornale” (direttore Indro Montanelli) con articoli sulla letteratura per ragazzi. Ha collaborato dal 1975 con la 3° rete radiofonica con Manlio Del Bosco; per la 2° rete televisiva con Paola Debenedetti scrivendo testi di storia per ragazzi che sono stati rappresentati con il sottotitolo “Storia” in una rubrica per ragazzi molto seguita. Fra le fiabe, Lo Schiaccianoci e L’uccello di fuoco. Ha collaborato anche con Marina Tartara e la scrittrice Angela Bianchini per una trasmissione sul Risorgimento italiano. Specializzata in Letteratura per Ragazzi, attualmente collabora con “Liber”, rivista specializzata in Letteratura per Ragazzi, con “Scuola Democratica” (Il Mulino) e “Succedeoggi”, testata online. 

Tra le pubblicazioni: Fiabe magiche per grandi e bambini liberamente ispirate a Le novelle della nonna di Emma Perodi. Tau Editrice, 2019
Il Duca bandito. Vita e morte di Alfonso Piccolomini. Tau Editrice, 2019
Vita di Sante BentivoglioUn destino si compie: Santi di Cascese da Poppi a Signore di Bologna. Tau Editrice 2017

Il Parco Letterario Emma Perodi e le foreste casentinesi. In un equilibrato connubio tra paesaggio, patrimonio culturale e attività tradizionali il Parco Letterario è ambientato negli storici Comuni di francescana e dantesca memoria di BibbienaPoppiPratovecchio StiaChiusi della VernaOrtignano RaggioloCastel Niccolò, riuniti sotto l’egida del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna.

Vedi la cartografia del Parco Letterario Emma Perodi

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