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#iorestoacasa e giro il Vietnam come in un film. Di Stanislao de Marsanich

16 Aprile 2020

#iorestoacasa e giro il Vietnam come in un film lungo i bracci veloci del Mekong fermati nel tempo da Marguerite Duras. Di Stanislao de Marsanich per www.lagenziadiviaggi.it
Appunti di viaggio in Vietnam come in un film
I bracci veloci del Mekong fermati nel tempo da Marguerite Duras. 
Di Stanislao de Marsanich per www.lagenziadiviaggi.it

"Mai, in tutta la mia vita, vedrò fiumi belli come il Mekong e i suoi bracci che scendono verso gli oceani. Nel paesaggio piatto a perdita d’occhio questi fiumi scorrono veloci, si riversano in mare come se la terra si inclinasse”. I luoghi fermati nel tempo da Marguerite Duras ne L’amante sono oggi facilmente raggiungibili con moderni voli Vietnam Airlines, che già a bordo introducono il passeggero ai meravigliosi sapori di un Paese che non è una “guerra” (come nell’immaginario di molti di noi) ma un eterogeneo complesso di storia millenaria, paesaggi, tradizioni, culture religiose e generosa accoglienza che inebriano il viaggiatore fin dallo sbarco. Il viaggio organizzato dal Ministero della Cultura, Sport e Turismo della Repubblica Socialista del Vietnam e Vietnam Airlines in occasione dell' International Travel Expo  a Ho Chi Minh City è l’occasione per visitare alcune località del Vietnam meridionale rese mitiche da letteratura e filmografia internazionali.

 La storia di Ho Chi Minh City la si può assaggiare soggiornando negli storici alberghi Majestic e Continental che hanno visto scrivere Graham Greene e André Malraux. Eleganti boulevard e incantevoli stradine si fanno spazio tra grattacieli e palazzi coloniali in perfetto stato di conservazione o con il valore aggiunto della stratificazione del tempo e della destinazione d’uso: da residenze signorili a mercatini cinesi, da pagode a vetrine delle grandi griffe della moda. L’imponente Cattedrale, il Palazzo della Riunificazione (già Palazzo Presidenziale), la grandiosa Pagoda cinese e la Posta disegnata in parte da Gustave Eiffel rischiano di fare solo da sfondo al Museo della Guerra dove oggi vietnamiti, americani, cinesi e francesi commentano insieme la tragicità delle foto di queste strade protagoniste di film e servizi giornalistici impressi nella memoria collettiva. 

 Saigon è una città vivace anche la notte. Ristoranti di tutti i generi introducono a una cucina famosa nel mondo. Imperdibile il canh chua, una zuppa di pesce del Mekong cotto con ananas, pomodori e germogli di fagioli con un goccio di tamarindo. A un paio di ore di macchina da Saigon, risaie, piantagioni di caucciù e foreste di mango fanno da sfondo a un paese che, forte del proprio passato (10 siti Unesco e otto patrimoni immateriali dell’Umanità), sta correndo velocemente verso un futuro avveniristico. 

A Sadec, il “giardino della Cocincina”, la Duras ha passato parte della sua adolescenza e la Maison blu del mandarino Huynh Thuan, nota per i meravigliosi interni del film di Jean Jacques Arnaud, è la base privilegiata per prepararsi a una crociera unica nel suo genere: “Nel sole brumoso, il sole dell’afa, le rive non si vedono, sembra che il fiume tocchi l’orizzonte. Scorre sordo senza far rumore, come sangue che circoli nelle vene.” 

Le isolette abitate da pescatori e contadini accolgono il visitatore in deliziosi ristoranti raggiungibili con minuscole canoe che si fanno strada tra il verde scuro di agrumeti e palmeti e il rosa intenso dei fiori di loto. L’atmosfera da fiaba è arricchita dal canto dei grilli e dal vento che scuote le foglie e annuncia l’arrivo del temporale pomeridiano, ultime avvisaglie del monsone estivo. Non lontano da qui il Delta del Mekong libera tutta la sua vitalità. Il mercato galleggiante di Cai Rang nei pressi di Can Tho è straordinario. Piano piano case, grattacieli, pagode, alberghi e l’intera città sfociano prepotentemente nel fiume che diventa un incredibile formicaio dove si dorme, si mangia, si commercia, ci si incontra senza mai scendere dalle barche. L’organizzazione è perfetta, i numeri impressionanti, la regola semplice: numerosissime imbarcazioni cariche di merci sono ancorate in mezzo alla corrente e vengono ripetutamente abbordate da migliaia di barchini che comprano e vendono al dettaglio. Piccoli e scattanti bar galleggianti inseguono turisti e passeggeri per rigenerarli con cibo cotto e bibite più o meno fresche. Sulle coste cataste di tronchi di legno pregiato provenienti dall’alto corso del fiume che nasce in Himalaya, aspettano di essere smistate per fornire il raffinato artigianato locale.

Le meravigliose pagode della provincia di Soc Trang rilevano la grande vitalità culturale della regione del Delta. Oltre ai riti prettamente vietnamiti, le tradizioni khmer evidenziano la vicinanza con Cambogia e Laos. La grandiosità dei riti cinesi rivela quanto nei secoli il Celeste Impero abbia palesato in maniera più o meno energica la sua imponente vicinanza. Imperativa una visita a un tempio caodista. Fondato nel 1920, il Caodismo è un compendio tra Confucianesimo, Taoismo, Buddismo, Cristianesimo e Islam.  In templi coloratissimi a metà strada tra cattedrali e pagode – una “fantasia in technicolor” secondo Graham Greene – Confucio, Laozi, Buddha e Gesù Cristo dividono l’altare. Molti gli spiriti guida venerati tra cui Victor Hugo, Giovanna d’Arco, sant’Antonio Abate, Pasteur, Churchill, Shakespeare e Lenin. 

A meno di un’ora di volo da Can Tho, resort meravigliosi, spiagge bianche, palme e acque turchesi fanno di Phu Quoq un Eden nel Golfo di Thailandia. L’isola è nota per la produzione di pepe nero e della salsa di pesce di cui i vietnamiti sono ghiotti, ma che è vietato imbarcare in aereo per il rischio di rendere l’aria irrespirabile nel caso si rompesse la confezione. Negli allevamenti di perle è possibile fare acquisti vantaggiosi, certi di portare a casa non un semplice souvenir ma un regalo di alta qualità che verrà sicuramente apprezzato. L’isola, che durante la guerra ha ospitato un campo di concentramento la cui visita, pur scioccante, è doverosa, è una meta da sogno anche nella stagione delle piogge (maggio-ottobre) quando i prezzi sono più convenienti. Anche qui riserva naturale e marina sono un esempio vincente di come lo sviluppo turistico del Vietnam segua i principi di sostenibilità nel coinvolgimento della popolazione. E che fanno del Paese una delle destinazioni più dinamiche del sud est asiatico.

 Stanislao de Marsanich, Appunti di viaggio in Vietnam

Articolo originale pubblicato su www.lagenziadiviaggi.it del 1 ottobre 2015

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