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#iorestoacasa nei luoghi del futuro Parco Letterario Cicerone e la Via dell’Acqua. Di Giuliano Fabi

15 Aprile 2020

#iorestoacasa e visito i luoghi del futuro Parco Letterario Cicerone e la Via dell’Acqua: "...certamente non ho luogo migliore dove possa rifugiarmi da Roma, soprattutto d’estate”. Cicerone, De legibus. Di Giuliano Fabi

..."Certamente non ho luogo migliore dove possa rifugiarmi da Roma, soprattutto d’estate”. Cicerone, De legibus

I luoghi del futuro Parco Letterario Cicerone e la Via dell’Acqua in corso di progettazione con il Comune di Arpino (Fr), il Comune di Isola del Liri (Fr), il Comune di Sora (Fr) e l'Associazione "Scorrendo con il Liri” 

Cicerone e la Via dell'Acqua
La Terra dei Cinque Miracoli
di Giuliano Fabi
Associazione "La terra dei Cinque Miracoli

Siamo in località san Domenico di Sora in crocevia tra le citta di Arpino, Isola del Liri e Sora sulla sbocco della superstrada che da Sora si innesta sulla A 1 verso Roma, alla confluenza del fiume Liri col fiume Fibreno . Qui abbiamo il terzo miracolo della natura nella terra dei cinque miracoli. Il fiume Liri ha carattere torrentizio e va in piena con le piogge in autunno ed inverno, mentre il Fibreno essendo sorgivo va in piena con lo scioglimento delle nevi delle vicine montagne d’Abruzzo ,della primavera e dell’estate. Questa portata costante ha reso possibile la bellezza delle tre cascate di Isola del Liri e lo sviluppo industriale a valle cartiere, lanifici e concerie senza bisogno di dighe.

Il luogo è suggestivo. La millenaria abazia con annessa chiesa in stile romanico fu costruita da San Domenico di Sora, il santo costruttore di monasteri in un momento di grande fermento in cui il monachesimo benedettino operava la rinascita nazionale ed europea seguita alle invasione barbariche e alla caduta dell’impero romano. Costruita con materiale di risulta di un antica necropoli di famiglia patrizia romana è il fulcro di un contesto ricco di acque allo sbocco di tre Valli: la Valle Roveto, la Valle di Comino e la media Valle del Liri. Nelle immediate vicinanze un parco comunale che costeggia il Liri, ricco di biodiversirtà e accanto l’antica cartiera Mancini con alcune centrali idroelettriche, ora praticamente archeologia industriale. E qui affiorano i resti del Ponte Marmone, un antico ponte a più luci, che attraversando il fiume Liri collegava le città di Sora e Arpino alla strada che conduceva verso Cerretae Mariane (Casamari) e di lì verso Roma. Il ponte fu distrutto nel 1229 da Federico II che volle punire la Guelfa Sora per non essersi piegata alla leggi e agli interessi dell’Imperatore. Il ponte non fu più ricostruito e una barca per secoli ha consentito l’attraversamento del fiume la località ancor oggi prende il nome di Barca di San Domenico.

Il Fibreno segna il confine tra il territorio comunale di SoraIsola del Liri. In realtà tutto il contesto della abazia di san Domenico è un enclave Sorano all’interno del territorio di Isola del Liri. Le motivazioni: essendo Sora sede di Curia Vescovile non poteva farsi sfuggire il privilegio di avere nel suo territorio comunale una chiesa di cosi grande importanza storica. Il Fibreno segna anche il confine tra Sora e Arpino che ha arretrato i suoi confini comunali nella frazione di Carnello, tre km a monte del Fibreno,in direzione della sorgente e poco più avanti del Lago di Tremoletto, un antico lago prosciugato, ora monumento naturale e area di decantazione delle acque in caso di piena del Fibreno. Il Fibreno qui ha una struttura pensile: le sponde e il pelo delle acque sono più elevate del territorio circostante e, a tutela delle abitazioni per lo più agricole del circondario in caso di piena esiste una canale scolmatore e la già menzionata area del lago di Tremoletto.

E su questo luogo ricchissimo di acque e su questa confluenza furono i luoghi di nascita di Marco Tullio Cicerone; ma facciamolo dire dalle stesse sue parole estratte dal libro “De legibus”: “Questa è la patria comune mia e di mio fratello…. qui la stirpe qui i miei antenati…sappi che io sono nato qui”.

In realtà questo è un lembo d’Italia di rara bellezza dove natura e storia sono incastonate quasi a dipingere un quadro di armonia unica, che la pressione degli anni in cui, in nome del benessere economico, ritenevamo fosse tutto lecito ha lasciato intatto. Le acque sorgive del Fibreno provengono dalle sorgenti della Riserva Naturale del Lago di Posta Fibreno, 50 sorgenti in un contesto paesaggistico unico col corollario delle montagne del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, il primo dei cinque miracoli della natura a cui si faceva riferimento prima. 

La famiglia di Cicerone attorno a queste acque aveva costruito la sua fortuna. Abbiamo modo di ritenere che fosse impegnata nell’arte della follatura dei panni di lana e possedesse qui delle gualcherie: piccoli opifici dotati di maglio idraulico dove venivano battuti i panni di lana per renderli compatti e impermeabili. E abbiamo un riferimento storico per questo. In uno dei suoi scontri in senato dal tribuno Fufio Calieno, Cicerone fu definito in senso dispregiativo figlio di un Gualcheraio. 

Cicerone è considerato il padre della lingua latina. Le regole grammaticali del latino che studiamo nei licei sono estratte prevalentemente dalle sue opere. Fu quello che oggi chiamiamo un avvocato che capì l’importanza della eloquenza, del ben parlare e della comunicazione e in questo è di una modernità spettacolare. Nella Roma di allora fu l’uomo nuovo, un intellettuale proveniente dalla periferia da famiglia benestante che aveva trovato nelle acque del Fibreno il luogo dove far crescere la propria ricchezza. Nel già nominato “De Legibus “ , libro sottoforma di dialogo alla maniera dei dialoghi di Platone, dove col fratello Quinzio e l’amico Attico passeggiando sulle rive del Fibreno, specula sul rapporto tra leggi e giustizia. Le leggi, sostiene, le fanno gli uomini e quindi sono fallaci come tutte le attività umane; spesso le aggiustano ai propri interessi personali e di casta o addirittura “ad personam”. Devono quindi ispirarsi al concetto universale di Giustizia, ai diritti naturali degli uomini alla vita, alla libertà e alla felicità, diritti che ripresi dai padri Pellegrini sono il primo articolo della costituzione americana. Devono poi ispirarsi alla voce intima della coscienza che già di per se ci consente di giudicare ciò che è bene e ciò che è male. 

E infine fu un martire della libertà. Fu l’ultimo difensore delle prerogative del senato contro il nascente impero e cioè l'evoluzione della repubblica romana verso,l’impero ovvero l’uomo solo al comando. Mettendosi coraggiosamente, con le sue filippiche, contro Antonio: non appena questi si mise d’accordo per il secondo triunvirato, con il futuro imperatore Augusto , Cicerone si trovò nella scomoda posizione di voce critica nei confronti di chi aveva avvocato a sè i pieni poteri. Fu ucciso a Formia dai loro sicari e la sua testa fu portata a Roma dove fu fatto scempio della lingua che aveva parlato troppo. 
Un personaggio fondamentale della nostra Storia e per noi anche un nome legato al territorio da fare riscoprire al visitatore.

Appendice

L’avvento della cristianità non fece passare inosservata la cosa e la tradizione cristiana ci racconta di un martirio avvenuto sulle sponde del Fibreno: il martirio di Santa Restituta, patrona di Sora. La tradizione vuole che Restituta appartenesse all'illustre famiglia romana dei Frangipane e che fu condotta da Roma a Sora da un angelo per evangelizzare la città. Intervenne contro la sua missione allora il console Agazio che prima volle rendersi conto dei miracoli della cristiana e poi, colpito dalla sua bellezza, chiese di sposarla, rifiutato. Agazio, dispose che la santa, Cirillo e due dei nuovi convertiti venissero decapitati presso Carnello, sulle sponde del fiume Fibreno il giorno 27 maggio del 275. Regnava l'imperatore Aureliano. Cosi recitava il testo della condanna della Santa : “si getti la testa nel medesimo fiume (Fibreno) affinchè sia divorata dai pesci la lingua bestemmiatrice dei nostri dei." Troppo evidente l’accostamento dell’episodio al modo in cui morì Cicerone difensore delle liberta civili. Insomma due martiri della liberta civile e religiosa, gemellati da un fiume: il Fibreno.

Questo fiume infine ha un ulteriore legame con la simbologia cristiana della purezza d’animo rispetto dell’ambiente e dialogo tra i popoli rifiuto dei privilegi e senso morare per chi si accinge a ricoprire cariche politiche. Sulle sponde del Fibreno, secondo le cronache, sostò San Francesco e qui avvenne uno degli episodi più importati della sua vita. I principali biografi del Santo, Luca Wadding, San Marco da Lisbona e Tommaso da Celano, narrano che durante il suo viaggio verso Monte Sant’ Angelo sul Gargano nell’anno 1222 passò a Sora Posta e sostò nel territorio di Vicalvi raccogliendosi in meditazione in una cappella ai piedi dell’omonimo castello. I benedettini di Montecassino lo invitarono a ricevere presso di loro l’Ordine Sacerdotale e prepararono una grande festa. Il poverello in un primo momento accettò; ma la notte, nella cappella oggi detta dell’Apparizione, ricevette in sogno un angelo che mostrandogli un’ampolla di acqua limpidissima, gli disse: “Chi vuole accedere al ministero sacerdotale, deve avere un animo puro come l’acqua di questa ampolla”. Il Santo, toccato da queste parole, poichè in gioventù la sua vita non era stata proprio limpida, rifiutò il ministero sacerdotale e rimase umile frate per sempre; nella simbologia cristiana un messaggio a chi si accinge a ricoprire cariche politiche.

Giuliano Fabi, Associazione "La terra dei Cinque Miracoli"

17 aprile 2020


Riproduzione riservata © Copyright I Parchi Letterari

In foto:
Confluenza del fiume Liri col fiume Fibreno
L'abazia di San Domenico di Sora alla confluenza del fiume Liri col fiume Fibreno (Barca si san Domenico)
Isola del Liri
Arpino
Villa di Cicerone

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