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#iorestoacasa e sfoglio Anversa degli Abruzzi. Dal Tasso a Escher con d'Annunzio. Di M. Giannatonio

23 Marzo 2020

#iorestoacasa e vago con scrittori, artisti, poeti e botanici per i sentieri dell'Oasi WWF Gole del Sagittario nel Parco Letterario Gabriele d'Annunzio. Scritti e citazioni di letterati e viaggiatori su Anversa e il suo territorio.

...se vieni con me per un sentiere che hai passato cento volte, il sentiere ti sembrerà novo...” Gabriele d'Annunzio
 #iorestoacasa e vago con scrittori, artisti, poeti e botanici per i sentieri dell'Oasi WWF Gole del Sagittario nel 
 Parco Letterario Gabriele d'Annunzio
 
 Scritti e citazioni di letterati e viaggiatori su Anversa e il suo territorio

a cura di Mario Giannantonio

 L’antico abitato di Anversa degli Abruzzi è adagiato su uno sperone roccioso a 660 metri d'altitudine e domina l'ultimo tratto delle suggestive Gole del Sagittario, oggi Riserva Naturale del WWF. Attraversata dalla tortuosa strada che costituisce la cerniera naturale tra la Valle Peligna e la valle superiore del Sagittario, Anversa fu scelta da Gabriele d'Annunzio (1863-1938) per l'ambientazione de La fiaccola sotto il moggio. Il dramma gli fu ispirato da alcuni viaggi nella zona, tra cui un’escursione a cavallo che fece nel 1881 e una gita a Scanno nel settembre 1896. Affascinato dalla storia e dal paesaggio del territorio e grazie alla consulenza di Antonio De Nino, storico e studioso delle tradizioni abruzzesi, scrisse "la perfetta delle mie tragedie" che portò in scena nel 1905.

Anversa è stata per secoli luogo di richiamo per letterati, botanici, artisti e viaggiatori; il paese ha suggestionato, tra gli altri, Torquato Tasso,  Edward Lear, Keppel Richard Craven Maurits Cornelius Escher. L'artista olandese ammirava il paesaggio delle Gole dal piccolo nucleo di Castrovalva, antichissimo borgo a 820 metri di quota. Celebre è la sua litografia esposta al Museum of Arts di Washington in cui appaiono in primo piano Castrovalva, in basso Anversa degli Abruzzi e in lontananza Cocullo, il paese cui San Domenico abate donò un proprio dente facendo scaturire nella popolazione una fede che andò a soppiantare il culto pagano della dea Angizia, protettrice dai veleni, tra cui quello dei serpenti. Culto ben presente nella tragedia dannunziana e che richiama ancora oggi gli antichi riti dei serpari. (SdM)

Torquato Tasso, 1592, Sonetto in onore delle nozze di Don Scipione Belprato Conte d’Anversa
In un bel prato, e trà bei fiori e l’erba,
Catena di topazio e di diamante,
Voi strinse, e donna di valor costante,
Ch’Amor la tese alla stagione acerba.
Or corona immortal v’infiora, e serba,
Di fida sposa, e di pudico amante,
A cui rado fra noi pari, o sembiante
Fece coppia gentil lieta, o superba.
Sono i fior, le virtù, che state, o verno
Non fan men belli per ardore, o gelo,
Aura di casta fama, il dolce odore.
Prima gli colse, e poi gli avvinse Amore,
E disse, Qui son fiori; alfine in Cielo
Fian chiare stelle di splendore eterno.

Michele Torcia, 1792, Saggio itinerario nazionale pel Paese dei Peligni 
“… Anversa, quantunque questo paese sia situato in mezzo ad aspre montagne e che abbia dalla parte occidentale l’altissima rupe di Pizzo-Marcello e la Cesa di fiori: contutto ciò essendo rivolta al sole oriente risulta così ben riscaldata dai riflessi dè suoi raggi, che nel più cupo inverno o non vi cade la neve, o raramente vi alligna…)

"Fiume Sagittario… Le trotte vanno scherzando sotto l’acqua ed i merli di fiume ed altri uccelli insidiatori per sopra…"

Richard Keppel Craven, 1837, Viaggio attraverso l’Abruzzo. Excursions in the Abruzzi and northern provinces of Naples
La principale sorgente del Sagittario nasce dalla cima, o piuttosto pinnacolo, di un blocco formato da grandi rocce calcaree, tenute insieme dalla mano della natura a formare una piramide che preclude apparentemente ogni ulteriore passaggio, cosicché è possibile raggiungere la sommità solo arrampicandosi, da un blocco all’altro.
Queste rocce sono pittoresche variate da tratti di vegetazione e disseminate sulle innumerevoli cateratte che precipitano attraverso la superficie scoscesa di questo singolare cono, aggiungono un singolare effetto a quello scenario originale.”

Edward Lear, 1843 -1844 Viaggio illustrato nei Tre Abruzzi. Illustrated excusions in Italy
“Molto prima del sorgere del sole ero sulla strada che conduceva alla Foce, in compagnia di un uomo e di un mulo da soma (…) oltre gli Stretti di san Luigi il passo diventa ad ogni istante più terribile e sublime; da un lato domina in un’ampia vallata, sopra la quale, a ridosso di una roccia a picco, un paesino, Castro di Valva, sembra affacciarsi sospeso e vacillante; ma vicino ad Anversa (il cui castello è visibile dall’ingresso della gola) le magiche rupi, che cingono il sentiero, superano veramente ogni immaginazione.” 

Edward Lear, 1846, Viaggio attraverso l’Abruzzo pittoresco
“Il paese di Anversa, che secondo Giustiniani ha ottocentocinquanta abitanti, si trova su di una ripida altura e il suo castello diroccato domina l’ingresso del passo. Il castello di Anversa, si vede all’ingresso della gola, le stupende rocce, che sono da una parte e dall’altra del sentiero, superano ogni immaginazione.” 

Pietro Destephanis notaio, 1854, Monografie dei Comuni della Valle Peligna
“… Le donne però si covrono con covertjo di lana detto ‘fasciaturo’. Le popolane sia di Anversa che di Castro portano sul capo un fazzolo di mussolo piegato in figura triangolare, hanno la gonnella a crespe di panno di lana, di colore torchino, cinta con oncinelli di ferro filato...” 

Enrico Abbate, 1903, Guida dell’Abruzzo 
“…l’asprezza delle pareti a nuda roccia, l’altezza a cui si ergono, la tortuosità delle gole, il penetrarvi debolmente la luce, il cupo rumore delle acque del fiume, danno luogo ad un fascino inenarrabile...”

Emidio Agostinone, 1912, Altipiani d’Abruzzo
“…le montagne scendono a picco, scheggiate, arse, paurose; il fiume gorgoglia fra i massi, precipita in cascatelle, fugge a rivoli, si raccoglie a laghetti.”

Gabriele d’Annunzio, 1904, lettera ad Antonio De Nino
“Ad Anversa restano i ruderi di un palazzo edificato da un De Sangro. Scritto al Sindaco per sapere se tra le pietre vi sia lo stemma gentilizio della famiglia. (Esiste un'iscrizione già nota). Un signor Di Gusto mi risponde che non si trova alcuna traccia di stemma. Ora, tu che sai tutto, potresti indicarmi lo stemma ..." 

Gabriele d’Annunzio, 1905, La Fiaccola sotto il moggio (incipit)
“Nel Paese Peligno, dentro dal tenitorio di Anversa, presso le gole del Sagittario, la vigilia della Pentecoste, al tempo di Re Borbone Ferdinando I …”

“È bello il Sagittario, sai? Si rompe e si schiuma, giù per i macigni, mugghia, trascina tronchi, tetti di capanne, zagole (…). È bello sai?…”

Anne Macdonnell, 1908, In the Abruzzi
“… Nel tratto che va da Villalago ad Anversa il corso del Sagittario riempie lo spettatore di paura e di un selvaggio piacere… Eppure questa terra di picchi e di baratri, di creste e di burroni, colma di forme inquiete e di grandi silenzi, serba per il visitatore le sue sorprese …” 

 A. Tortoreto, 1909, Attraverso gli Abruzzi in Automobile
“Poco oltre l’abitato di Anversa, si prospetta all’occhio dell’osservatore l’anfiteatro maestoso, come un fortilizio gigantesco, delle montagne che scendono a perpendicolo, quasi a strozzare in una immensa e ciclopica saracinesca le acque rumorose del Sagittario…”

Emidio Agostinone, 1912, Altipiani d’Abruzzo
…le montagne scendono a picco, scheggiate, arse, paurose; il fiume gorgoglia fra i massi, precipita in cascatelle, fugge a rivoli, si raccoglie a laghetti.”

 Thomas Ashby, 1920, Sagre e feste d’Abruzzo
A circa metà strada da Scanno c’è il paese di Anversa, che ha due chiese antiche, la parrocchiale di San Marcello e la Madonna delle Grazie, con bei portali rispettivamente gotico e rinascimentale, e i ruderi di un castello costruito nel 1406, dove Gabriele D’Annunzio ha ambientato la Fiaccola sotto il Moggio. Il paese si trova all’imbocco della gola del Sagittario, straordinariamente stretta e selvaggia, un luogo davvero impressionante. Al tempo di Edward Lear, essa era attraversata solo da un sentiero, e Lear ne fu tanto colpito che passò vari giorni a disegnarla. “Mi mancano le parole - egli scrive - per dare anche solo una pallida idea della terribile magnificenza della scena”

Giovanni Pansa, 1924, Miti, leggende e superstizioni dell’Abruzzo
“Ad Anversa (provincia di Aquila) è in voga una tradizione secondo la quale i Baroni del luogo (chi afferma i Belprato, chi i Di Sangro e chi i Di Capua) pretendevano di esercitare il diritto di prelibazione sulla giovane che andava a nozze… Allorquando le giovani spose uscivano dal palazzo baronale, dopo aver fatto omaggio della propria verginità al loro signore, indossavano una tunica rossa che lo stesso barone loro offriva in segno di riconoscimento dell’oltraggio subito.”

Estella Canziani, 1928, Attraverso gli Appennini e le terre degli Abruzzi
“Sopra di noi c’è il cielo azzurro e dietro di noi bianche cime innevate. Ai lati della strada i pendii rocciosi scendono a picco ed ogni cresta, ogni crepaccio, ogni cespuglio sembra fissarci implacabile.”

Maurits Cornelis Escher, 1929, Taccuino di viaggio
“Ho trascorso quasi un giorno intero seduto a disegnare a lato di una stretta strada di montagna. Sopra di me c’era la scuola di Castrovalva e mi divertivo a sentire le chiare voci dei bambini mentre cantavano le loro canzoncine”.

*Mario Giannantonio. Consigliere delegato alla cultura del Comune di Anversa degli Abruzzi, referente culturale per il Parco Letterario Gabriele d'Annunzio e Consigliere delegato del Club dei Borghi più belli d'Italia


In foto
Del Vecchio, Anversa e la Majella
Del Vecchio, Castrovalva
de Marsanich, Oasi WWF Gole del Sagittario
Del Vecchio, Anversa con la neve
Maurits Cornelis Escher, Castrovalva, Museum of Arts di Washington. (In primo piano Castrovalva, in basso Anversa degli Abruzzi e in lontananza Cocullo).



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