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#iorestoacasa ad Aliano e nella Lucania di Carlo Levi. Di Nicola Coccia

22 Marzo 2020

Carlo Levi, membro del Comitato Toscano di Liberazione, scrisse il Cristo si è fermato a Eboli in un appartamento di Firenze durante l'occupazione tedesca. Dal confino ad Aliano, un viaggio nell’opera più importante del nostro dopoguerra

#iorestoacasa

Con il Patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco e il Patrocinio dell'Accademia Nazionale di San Luca, I Parchi Letterari, in collaborazione con la Società Dante Alighieri, Vi invitano a celebrare insieme la Giornata Mondiale della Poesia indetta dall’Unesco e la Giornata Internazionale delle Foreste istituita dalle Nazioni Unite con il 

Parco Letterario Carlo Levi 

Aliano e la Lucania di Carlo Levi

di Nicola Coccia*

 La Basilicata è la regione più sconosciuta, più misteriosa e, forse, proprio per questi motivi, la più affascinante. Orazio c’è nato, Pitagora ci ha vissuto. Greci, arabi, normanni e saraceni ci sono passati. Re e baroni hanno costruito castelli che hanno resistito ai secoli e ai terremoti. Frati e monaci hanno costruito eremi, conventi, monasteri e abbazie che richiamano pellegrini da mezzo mondo. La religiosità ha radici lontanissime. La processione della Madonna nera, la Madonna di Viggiano, protettrice della Basilicata, è imponente. Si sale e si scende da una montagna alta 1750 metri.

A Matera la processione della Madonna della Bruna coinvolge tutta la città. Comincia prima dell’alba e si conclude la notte del 2 luglio. I riti arborei sono antichissimi. Quello di Accettura, che dura tre giorni, risale all’epoca longobarda. Quasi tutti i paesi si trovano fra i 500 e i 900 metri. Per tornare a casa bisogna alzare lo sguardo verso il cielo. Forse per questo ci sono tanti scrittori e poeti: da Isabella Morra a Rocco Scotellaro, da Leonardo Sinisgalli a Albino Pierro. 

A Venosa è nato Carlo Gesualdo, uno dei primi madrigalisti del Cinquecento. A Tricarico Antonio Infantino, leader dei tarantolati. A Matera un grande uomo di teatro: Gerardo Guerrieri che sceneggiò Ladri di biciclette. A Bernalda Francis Ford Coppola, uno dei padri del cinema, è tornato a trovare le sue origini. Anche Ed Mcbain, che ha scritto una cinquantina di gialli sull’87° distretto di polizia e sceneggiato Gli Uccelli di Hitchcock ha origini a Ruvo del Monte. A Oppido c’è la più grande cineteca d’Europa. Il paesaggio ha ruolo importante. Ci sono pinete e spiagge, monti, boschi, laghi, dighe, foreste e parchi fra i più estesi d’Europa. 

 I residenti sono solo 560.000. I lucani che abitano fuori dalla Basilicata sono molti di più. Le strade e le vie di comunicazione restano difficili. Per questo il fascismo inviò in questa regione un quinto dei “ribelli”. Circa 3.000 su 15.000. Il regime sdradicava gli antifascisti dalle loro famiglie, dal loro paese, dai loro contatti e li confinava in posti sperduti: nelle isole o nei piccoli centri dell’Appenino. A Ventotene ce n’erano 800. E qui con Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni nacque l’idea dell’Europa unita. Dopo la Liberazione gli edifici dove vivevano sono stati abbattuti. Del luogo dove è nata l’Europa restano solo i nomi delle strade a loro dedicate.

La loro storia, che è la nostra storia, si trova in Basilicata. A Marconia, frazione di Pisticci, i confinati hanno costruito la piazza principale, intitolata alla figlia di Marconi, Elettra. Accanto c’è il monumento al confinato. A due chilometri ci sono le casette dove dormivano. Tutte insieme formano un ferro di cavallo. Là sono stati “rinchiusi”, fra i tanti, Umberto Terracini, il pittore Pompeo Borra e Renato Bitossi, primo vicensindaco di Firenze liberata. 

 Ad Aliano, in provincia di Matera, dove Mussolini confinò Carlo Levi, tutto è rimasto intatto. Nel 2016 Aliano, 960 abitanti, si è candidata a diventare capitale italiana della cultura per il 2018. Voleva rappresentare tutti i confini italiani. La candidatura non è passata, ma probabilmente verrà riproposta. Questo piccolo centro, che ha ispirato uno dei più grandi capolavori della letteratura – Cristo si è fermato a Eboli- non è facile da raggiungere neppure oggi, anche se è il comune più visitato della Lucania, dopo Matera. Il viaggio, che dalla Toscana dura quasi un giorno, ripaga ampiamente i disagi. Ci vuole un’auto per spostarsi. Si può noleggiare a Potenza o a Matera. Il paesaggio è bellissimo. Sembra di attraversare la Val d’Orcia. Il panorama muta e si inasprisce man mano che ci si avvicina a Aliano, immerso fra i calanchi, coni d’argilla simili a quelli della Cappadocia.

Il paese, 500 metri sul livello del mare, è uguale a come lo ha descritto Carlo Levi nel Cristo. Le case sorgono solo su un lato. La piazza è poco più di uno slargo. La Fossa del Bersagliere, dove gli abitanti scaraventarono un militare al quale avevano dato ospitalità, ma che voleva approfittarsi di una donna, è sempre immobile. Le credenze popolari e le pratiche magiche sopravvivono nell’architettura. Le case hanno sembianze umane per tenere lontano lo spirito maligno: le finestre sono gli occhi, la porta d’ingresso è la bocca, la scala d’accesso è la lingua. 

Vicino a queste abitazioni c’è la casa del confino di Carlo Levi, la caserma dei carabinieri, la casa di don Traiella, quella del podestà, la scuola. Tutto come nel 1935-36. Certo non c’è più la malaria. Non ci si sposta col mulo, ma col fuoristrada. Nelle case sono arrivati gli elettrodomestici, gli apparecchi televisivi, i computer e la fibra ottica. Ad Aliano oggi c’è un borgo albergo, due ristoranti, alcuni B&B, l’ ufficio postale, il bancomat, la farmacia, negozi e ben otto musei e tre in via di costruzione.

Nella pinacoteca ci sono 24 opere pittoriche di Carlo Levi, le sette litografie sul Cristo che lui stesso regalò a Aliano e le foto che ritraggono l’antifascista torinese da quando era bambino fino al suo funerale. Sì, perché Carlo Levi ha voluto essere sepolto a Aliano proprio nel punto che non doveva oltrepassare e dove si fermava a dipingere. La tomba è nel punto più alto del paese. Unico ebreo in un cimitero cattolico. E’ sepolto accanto ai contadini che ha raccontato nel Cristo si è fermato a Eboli. 

Il libro, scritto a Firenze durante la guerra, è anche l’unico diario del confino lasciato da quei 15.000 antifascisti rinchiusi in un carcere a cielo aperto. Vittore Branca, l’Indiana Jones della nostra archeologia letteraria, ha definito il Cristo, “l’opera più importante del nostro dopoguerra”. Rocco Scotellaro, sindaco socialista di Tricarico, l’ha definito “Il più appassionato e crudele memoriale dei nostri paesi. Ci sono parole e fatti da far schiattare i signori nel sonno e sempre per la forza della verità ci sono morti e lamenti da far impallidire i santi martiri”. 

Se oggi Aliano non è solo luogo di ispirazione di un grande scrittore, ma anche luogo della nostra Storia e della nostra Democrazia, lo si deve anche al gran lavoro che ha fatto e sta facendo nell’arco di vent’anni di attività il Comune, il circolo Panevino e il Parco Letterario Carlo Levi, uno tra i primi dei sei Parchi Letterari che sono stati realizzati, per ora, in Lucania.

Nicola Coccia, marzo 2020

*Nicola Coccia ha cominciato a collaborare all’«Avanti» nel 1966. Ha lavorato nella redazione fiorentina del «Lavoro» di Genova, diretto da Sandro Pertini. Assunto alla «Nazione» nell’estate 1978, si è occupato dei principali fatti di cronaca che hanno segnato la storia di Firenze negli ultimi 30 anni. Premio Carlo Levi 2016 per l’opera L’arse argille consolerai: Carlo Levi dal confino alla Liberazione di Firenze attraverso testimonianze, foto e documenti inediti. Edizioni Ets, Pisa

Vedi il servizio Aliano Capitale per un giorno di TRM ART Speciale a cura di Giuseppe Giannasio e Antonello Lombardi

Vedi il servizio di TRM Art dedicato alla XIX edizione del Premio Letterario Carlo Levi (2016)

La cerimonia per la premiazione della XXII edizione è per ora in programma per il 30 aprile.

Vedi anche la puntata di Borghi d'Italia di TV2000 dedicata ad Aliano e al Parco Letterario Carlo Levi


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