16 - 18 aprile Sulmona (Aq). Un programma ricco, incentrato sui primi cinque libri delle Metamorfosi di Ovidio, con letture, musica, presentazione degli Atti e, ovviamente, il concorso di traduzione e commento del testo
In nova fert animus mutatas dicere formas.
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XXV Certamen Ovidianum Sulmonense
Metamorfosi: Tradizione e Traduzioni
Concorso Internazionale di Latino, Sulmona, 16, 17 e 18 aprile 2026
Sulmona, culla di poesia e memoria, torna a essere crocevia di lingue, idee e visioni. Dal 16 al 18 aprile prende vita la XXV edizione del Certamen Ovidianum Sulmonense — un evento che non è soltanto una competizione, ma un crocevia in cui la tradizione si accende di nuove visioni.
È un’esperienza viva che unisce rigore e immaginazione, tradizione e futuro, resa possibile grazie all’impegno dell’IIS Ovidio – Liceo Classico “Ovidio”, del Rotary Club Sulmona e dell’Associazione Amici del Certamen, da anni cuore pulsante dell’iniziativa.
Non è un semplice concorso di latino. È un viaggio dentro il linguaggio che ha costruito l’Occidente, un’immersione viva in una parola antica che continua a generare senso. È una sfida alta e affascinante in cui studenti provenienti da tutta Europa — e oltre — si confrontano con l’eco immortale di Ovidio, traducendo, interpretando, reinventando. Perché tradurre, qui, non significa soltanto comprendere: significa scegliere, rischiare, dare forma nuova a ciò che attraversa i secoli.
Il tema di quest’anno, “Le Metamorfosi: tradizione e traduzioni”, è insieme omaggio e dichiarazione di intenti. Le parole di Ovidio non vengono custodite come reliquie, ma rimesse in circolo, sottoposte a nuove letture, restituite al presente con sensibilità contemporanea. In questo processo, ogni studente diventa interprete e autore, ponte tra ciò che è stato e ciò che può ancora diventare.
Per tre giorni, Sulmona si trasforma in un laboratorio culturale diffuso. La prova di traduzione è il fulcro, ma intorno ad essa si sviluppa un intreccio di incontri, riflessioni, momenti artistici e istituzionali che coinvolgono l’intera città. Le sale del Museo Ovidio si animano, le voci si moltiplicano, il sapere si fa dialogo. La cultura, non resta immobile: si muove, cambia, si rinnova — proprio come nelle Metamorfosi.
In un’epoca dominata dalla velocità, il Certamen rappresenta una scelta controcorrente. Richiede lentezza, profondità, precisione. Allena lo sguardo critico, educa alla complessità, restituisce valore alla parola. È la prova che la scuola può essere ancora un luogo capace di generare futuro, partendo da radici solidissime.