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Il Parco Letterario “Carlo Levi”

Il Parco Letterario “Carlo Levi”

24 Novembre 2025

Una recente novità editoriale conferma ed esalta il ruolo che da oltre un ventennio il Parco Letterario Carlo Levi svolge sul piano socio-culturale in sinergia con le Istituzioni locali, offrendo un prezioso contributo alla divulgazione nella comunità lucana di valori non solo letterari. Si tratta della pubblicazione ad opera della Perugia Stranieri University Press, di un corposo volume di 380 pagine, intitolato Il turismo letterario in luoghi di confino, esilio e prigionia - Literary tourism in places of confinement, exile and imprisonment che contiene gli Atti del Convegno internazionale di Aliano.

 L’interessante tema del convegno, tenutosi nell’autunno del 2024 grazie all'Amministrazione comunale di Aliano ed all'Associazione nazionale dei Parchi Letterari, è del tutto coerente con la testimonianza dell’opera letteraria e pittorica di Carlo Levi e della sua attività politica ispirata ad una intransigente lotta contro la dittatura fascista. Felice, pertanto, fu a suo tempo la decisione di scegliere come sede il paese, che durante il fascismo aveva ospitato oltre quaranta confinati e che dal confinato più illustre era stato immortalato nel Cristo si è fermato a Eboli, il celebre memoriale letto in tutto il mondo grazie alle innumerevoli traduzioni.

In apertura del volume sono proposti i contributi dell’autore di questa sintetica nota e di Lodovico Alessandri, che, come si spiega nella prefazione, «hanno una funzione introduttiva, ci permettono di comprendere questo luogo unico, sia in una dimensione ampia (l’esilio nella letteratura lucana contemporanea: Confino, carcere ed esilio nella letteratura lucana: Carlo Levi, Camilla Ravera, Francesco Saverio Nitti), sia nello spazio memoriale della casa di Carlo Levi (Guida all’ascolto dei muri imbiancati di Casa Levi)». 

 La ricca serie di relazioni è distribuita in due parti, la prima Narrazioni di viaggio in luoghi e situazioni di confino e memoria storica, la seconda Patrimonializzazione e funzione turistica dei luoghi di confino, esilio e prigionia, in cui sono proposte testimonianze, analisi e riflessioni da parte di studiosi di diverse nazionalità e provenienti da diverse Università: dalla Francia all’Ungheria, dal Portogallo all’Indonesia, dalla Slovenia alla Catalogna, oltre naturalmente all’Italia. Il libro crea così un caleidoscopio di esperienze relative al confino, all’esilio e alla prigionia, che afferiscono a luoghi e tempi, storie e narrazioni differenti ma non irrelate fra loro: da Dante a Voltaire, dalla cella di Torquato Tasso a Ferrara al castello della prigionia di Isabella Morra a Valsinni, dalla casa di Anna Frank ai luoghi di detenzione e di tortura a Genova, dai monti del Cadore teatro della Resistenza a una casa di clandestinità in Argentina divenuta luogo di memoria. E molto altro ancora. Sono pagine dense, che in vario modo concorrono a una vivida rappresentazione e a una corretta comprensione di fenomeni storici e letterari spesso drammatici e sempre di palpitante attualità. E risultano a tratti avvincenti, perché sembrano essere attraversate da un invisibile eppur reale filo rosso, che come un salvifico e provvidenziale filo di Arianna riconduce al sentimento che Carlo Levi definiva “il coraggio della libertà”. Un sentimento che merita di essere coltivato con cura particolare, soprattutto in un tempo in cui in tutto il mondo soffiano minacciosi i venti delle guerre e delle autocrazie. 

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Si propongono qui di seguito i riassunti dei due contributi più intimamente legati ai luoghi leviani, che ospitarono il convegno. 

Angelo Colangelo 
Confino, carcere ed esilio nella letteratura lucana: Carlo Levi, Camilla Ravera, Francesco Saverio Nitti 
Riassunto
Il testo analizza il ruolo della Lucania-Basilicata nella storia culturale e politica italiana tra antiche radici filosofiche e vicende novecentesche legate al confino fascista. Dopo aver evocato la lunga tradizione letteraria regionale, segnata dalla “lucanità” e da un forte legame con la civiltà contadina, si concentra sulla trasformazione della regione in “terra di confino” dopo le leggi fascistissime. Qui furono inviati oltre cinquemila tra politici, mafiosi e comuni cittadini, inclusi intellettuali di rilievo come Eugenio Colorni, Guido Miglioli, Franco Venturi, Camilla Ravera e Carlo Levi. Le loro esperienze di carcere ed esilio politico, narrate in opere di valore letterario e documentario, testimoniano condizioni di vita difficili ma anche una ricchezza culturale inattesa. In particolare, Una donna sola di Ravera e Cristo si è fermato a Eboli di Levi offrono ritratti intensi della società lucana degli anni Trenta. 

Lodovico Alessandri
Guida all’ascolto dei muri imbiancati di Casa Levi 
Riassunto
Durante la sua esperienza di confino politico ad Aliano (1935-1936), il pittore e scrittore torinese Carlo Levi trasformò una condizione di isolamento in una potente fonte di ispirazione letteraria e artistica. Attraverso il contatto diretto con la realtà contadina lucana, Levi maturò un’acuta osservazione antropologica che confluì in Cristo si è fermato a Eboli. La narrazione intreccia memoria storica, descrizione del paesaggio e testimonianze orali, evidenziando il valore culturale e identitario del borgo. A questo riguardo si sottolinea l’importanza del turismo letterario consapevole, incarnato dal Parco Letterario Carlo Levi, come strumento di tutela e valorizzazione di luoghi, tradizioni e memorie che hanno ispirato opere d’arte. La descrizione della casa di Levi e delle pratiche quotidiane locali rivela un patrimonio immateriale unico, capace di connettere passato e presente. La conservazione di tali “valori autentici” diviene atto di resistenza culturale e occasione di scambio tra comunità e culture differenti.


Immagine: Casa di Carlo Levi ad Aliano, di Stanislao de Marsanich

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