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Creature alate

20 Febbraio 2026
Creature alate
Siete consapevoli di essere tutti uguali, maschi e femmine, senza ruoli, senza autoritarismi, senza guide, senza direttori, senza presidenti.
…E passando oltre con quello fervore, levò gli occhi e vide alquanti arbori allato alla via, in su' quali era quasi infinita moltitudine d'uccelli.
Di che Santo Francesco si maravigliò…e entrò nel campo e cominciò a predicare alli uccelli ch'erano in terra; e subitamente quelli ch'erano in su gli arbori se ne vennono a lui insieme tutti quanti e stettono fermi. 
…Voi siete molto tenuti a Dio vostro Creatore, imperò che v’ha dato libertà di volare in ogni luogo…ancora gli siete tenuti per lo elemento dell’aria che egli ha deputato a voi. E Iddio vi pasce e davvi i fiumi e le fonti per vostro bere, e davvi li monti e le valli per vostro refugio, e gli alberi alti per fare li vostri nidi.
Compiuta la predicazione, Santo Francesco fece loro il segno della croce e diè loro licenza di partirsi;
e allora tutti quelli uccelli si levarono in aria con meravigliosi canti. 

Mi emoziona osservare la vostra naturalezza, il costante contatto fisico con i vostri nidi. Quasi a voler condividere con i vostri simili, l’amore che riversate verso quella piccola tana sospesa sulle rocce o galleggiante al centro delle paludi.

Continuo a chiedermi chi sia il vostro Re? Dove si trovi il vostro Generale? Quante siano le vostre guardie del corpo?
Ma…non ho mai avuto una vostra risposta. Eppure a qualcuno dovrete pur obbedire! E se proprio non desiderate umiliarvi all’obbedienza, almeno provate a spiegarmi chi! tende i vostri fili invisibili facendovi ruotare simultaneamente come marionette impazzite.
Chi emette per primo il richiamo e il segnale di virata?
Chi decide che è giunta l’ora di precipitare al suolo o cambiare rotta repentinamente, impennando i vostri corpi all’unisono verso il cielo!!! 

Non avete una risposta vero?...Ne ero certo.
Ma…probabilmente questa risposta…non esiste. 

 Non esiste una regola razionalmente e umanamente classificabile. Non esiste un comandante, non esiste un Re onnipotente…Siete consapevoli di essere tutti uguali, maschi e femmine, senza ruoli, senza autoritarismi, senza guide, senza direttori, senza presidenti.

Con…certo affanno, noi umani abbiamo tentato di interpretare le vostre improbabili e misteriose evoluzioni che scardinano i più elementari principi della nostra fisica.
Si…è probabile che ai confini del vostro esercito volante sfreccino alcuni volontari che con discrezione mantengono compatto il gruppo e lo difendono dai predatori.
Si…è altrettanto probabile che un ultrasuono impercettibile lanciato a turno da qualche individuo più premuroso, venga captato dai vostri orecchi consigliandovi una virata improvvisa.

Probabile…possibile…verosimile…plausibile…INSPIEGABILE.

Il successo delle vostre incredibili prodezze sembra il risultato di un misterioso quanto intelligente processo decisionale collettivo.
Le vostre evoluzioni straordinarie sembrano danze allegre accompagnate da manifestazioni di gioia.
Un atto di pura bellezza estetica.

Ecco allora perché rimango estasiato nel vedervi virare all’unisono impastando i vostri piccoli corpi come granelli di sabbia lanciati alla rinfusa contro un vento di maestrale.
Per me continuate ad essere Creature.    Libere Creature alate. E tali Creature sono… il naturale e diretto prodotto di un… Creato impenetrabile. 

Ma ora, lasciate che osservi le vostre evoluzioni. Atterraggi delicati, precisi, mirati. Decolli rocamboleschi che coinvolgono la vostra colonia con impeto crescente e durante i quali sembrate puntare tutte le vostre attenzioni, i vostri sforzi, la vostra incredibile concentrazione.
Certo…ho capito, ho capito cosa state meditando. Come al solito…come?...come al solito vi prendete gioco di me. So perfettamente ciò che state pensando…l’uomo, il solito meschino…il solito inventore supponente…lo so, lo so…lo so, il solito presuntuoso!
Mi state accusando…Mi state quasi ridicolizzando con frasi umilianti. 

 “Anche tu uomo meschino, riesci a decollare nel cielo? a volare nello spazio? A sorvolare i continenti?
Ma Certo! Certo che ci riesci!
Ma prova a guardare le tue macchine, le tue costose tecnologie, i tuoi circuiti elettronici, i tuoi calcoli avveniristici… i tuoi progetti sublimi.
Cosa hai inventato? Cosa hai scoperto?
E’ semplice, quanto elementare.
Le Ali!
Hai inventato le Ali!
Hai usato le Ali!, Hai costruito le Ali!, ma…vedi?, guardaci!, Guardaci qui, da vicino!…più vicino!
Noi le abbiamo già le-Ali! Non abbiamo motori…né ingranaggi…né bulloni, né…carburanti. Si muovono da sole le nostre Ali ecco…vedi?...soprattutto, sono rivestite di sole piume morbide e impalpabili”.

“Del resto voi, appartenenti al genere umano, avete sempre raffigurato creature celesti munite di ALI. Solo Ali. Ali sugli altari, Ali sui monumenti barocchi, Ali dappertutto…..uomini e donne alati, volteggianti nelle nuvole, inondati da raggi dorati. Avete inventato gli angeli e li avete dipinti SEMPRE con le nostre Ali e li avete raffigurati in trionfi travolgenti nella bigotta convinzione che con le nostre Ali…si potesse raggiungere nei cieli l’onnipotente Dio creatore! Ma…non vi rendete proprio conto che la vostra onnipotenza è meschina, misera, bigotta, spregevole?
Nell’antica cultura assira la vostra divinità era già rappresentata da un toro con le ALI e dal terzo secolo dopo Cristo la consapevolezza della tua umile esistenza ti ha portato, uomo, a divinizzare sempre più te stesso indossando le ALI. Ali verso il cielo, Ali barocche sulle tuniche ondeggianti, ali incollate alle schiene lucide e patinate dei vostri santi, Ali illuminate da roboanti raggi dorati….ali, sempre Ali”.

Come?...Non ho capito…ah…Ci crediamo esseri superiori?…mmm…come?... abbiamo sempre creduto con arroganza, superbia e…sfrontatezza di poter governare il mondo!!...come?...non capisco…ah…mi stai dicendo che…siamo dei poveri illusi!...dei vanitosi pieni di tracotanza…ma… perché, perché mi dici questo? Cioè fammi capire bene…mi stai dicendo che…vantiamo la nostra potenza infinita perché…costruiamo i grattacieli e?…le autostrade e…che?...inventiamo la bomba atomica …scaviamo le gallerie? e…come? Voliamo nello-spazio e…ci vantiamo di creare e…che? Di-fabbricare…di modificare il mondo…
Aspetta, aspetta un momento…No!...aspetta…aspetta!…guardami negli occhi, altrimenti non capisco. Hei!...scusami…non…non voglio importunarti, ma…ma mi ascolti? Sono qui…non sono un nemico, solo…solo sono interessato a capire i tuoi pensieri.

Ti guardo attentamente, cerco di scrutare nei tuoi occhi attenti, un cenno…solo un cenno che possa mostrarmi la tua disponibilità a…ad interpretare i miei pensieri.
 Guarda che sono tanti i pensieri che si accavallano nel mio cervello e…sono certo che tu…tu potresti aiutarmi a…a capire…ad approfondire…a risolvere ciò che mi risulta assolutamente incomprensibile.

Come-scusa? Con la nostra onnipotente sapienza!! Ma certo, scusa…non ci vuole poi molto per capire che noi umani siamo esseri assolutamente superio... Come?...aspetta, aspetta un momento non ho capito bene…mi stai dicendo:
allora - prova tu - uomo a costruire……il MARE!?!” 

“Ma tu uomo…che ne sai…
Che ne sai dei nostri giudizi, del nostro pensiero, delle nostre emozioni. Tu pensi. E pensi di essere l’unico al mondo a pensare.
Tu, mirabile esponente del genere umano, comparso due virgola cinque milioni di anni fa sei ancora persuaso di essere il dominatore del mondo…
Il costruttore delle città, l’esploratore dei continenti, lo sfruttatore unico e indisturbato delle risorse del tuo pianeta”.

“La tua pervicace presunzione alimenta l’arroganza della tua boria. Il vanto delle tue conquiste, la superbia delle tue scelte”.

“Ma noi…noi uccelli che ci muoviamo all’interno di una materia apparentemente invisibile siamo nati duecento milioni di anni fa e dunque prima, ma molto prima di te”.

“E’ attraverso il nulla che noi viaggiamo e dal nulla sembriamo sostenuti.
Hai studiato che l’aria pesa uno virgola due chilogrammi al metro cubo e che agitando le mani puoi toccarla, respingerla, incanalarla, espellerla. Ma…noi…lo sapevamo già.
Prima…molto prima dei tuoi esperimenti di fisica”.

“Solo lui, scienziato geniale, stregato da tanta bellezza; lui, Leonardo, fulgido esempio di suprema intelligenza umana, ha accettato con umiltà ed ammirazione i limiti dei suoi poteri riconoscendo a noi Creature Alate l’insuperabile primato di volare al di sopra del genere umano”. 

«Farai l'anatomia dell'alie d'uno uccello, insieme colli muscoli del petto motori d'esse alie. E il simile farai dell'omo, per mostrare la possibilità che è nell'omo a volersi sostenere infra l'aria col battimento d'alie». 

“Ma tu, uomo, che ne sai?
Perché sei ostinato a ritenerti l’unico essere nell’universo capace di comunicare e di pensare?
Sei pronto a gridare allo scandalo, ad accusare il tuo vicino, a denunciare il suo comportamento invadente. Parli le lingue? Puoi viaggiare ed attraversare i continenti, sorvolando gli oceani con le macchine che hai inventato?”

Io, uomo, rimango qui, inchiodato alla mia terra, senza ali, né piume.
Dovrei ricorrere a tecnologie sofisticate e complicate per potermi misurare con voi.

“Certo! Voi umani attraversate il mondo con i vostri apparecchi volanti, ingombranti, rumorosi, costosissimi”.

“Anche noi attraversiamo i continenti. Dal Sud Africa all’Europa. Non distruggiamo i nostri territori, partiamo in gruppo, in formazione e percorriamo migliaia e migliaia di chilometri”.

Contemplo estasiato le vostre coraggiose e incredibili planate sulle acque limpide delle paludi. Osservo incantato il librare dei vostri stormi sulle valli profumate, sui boschi, sulle creste innevate delle montagne.
Non posso inseguirvi. Non ho le ali. Vi accompagno con la fantasia mentre sorvolate le isole, planate sulle immense distese ghiacciate dell’Artico, attraversate il Mediterraneo, superate le superfici variegate delle regioni del Nord Africa ed iniziate la lunga, estenuante traversata del deserto.

Non conoscete le lingue dei paesi ospitanti; non conoscete le lingue dei paesi trasvolati. 
Eppure…riuscite a comunicare…emettete i medesimi segnali, vi chiamate invitandovi alla convivenza, alla condivisione, alla pace.

Migliaia di uccelli acquatici si accalcano in migrazione.
Vi osservo in silenzio nei vostri habitat luminosi, protetti da sottili erbe ondeggianti che avvolgono le umide paludi della foce.

Ma…vedete…quanto è diverso il nostro mondo umano da quegli angoli remoti che con estrema fatica vi impegnate a difendere, fuggendo verso lidi nascosti nella vana speranza che per noi rimangano inaccessibili.

Intelligenze superiori, lontane dallo scibile umano; così perfette ed organiche che solo la nostra mediocrità umana può declassare ad istinto.

“Ma tu, uomo, che ne sai?
Che ne sai quale energia per te misteriosa sintonizza i nostri sguardi, le nostre azioni, i nostri contatti?
Quale incredibile potenza permette a noi, migliaia di individui, di comunicare l’inizio delle fasi del decollo per intraprendere l’impegno di una sterminata migrazione.
 Che ne sai quale soprannaturale dote ci suggerisce la direzione da seguire o il cambiamento di rotta in una frazione di secondo?”

Il tuo librarsi nell’aria è soprannaturale.
Ti osservo dal basso e tento di interpretare i tuoi versi, i gorgheggi, la modulazione dei tuoi richiami.

Precipitate al fondo della falesia. Proiettili scagliati contro il mare. Scomparite al mio sguardo estasiato, inghiottiti dalle nebbie opache dei flutti.
La gioia incontenibile di vedervi in ascesa, nella vostra spettacolare delicatezza, nella vostra austera nobiltà, nel vostro puro candore, mi commuove.. 

Voglio essere lì, protetto dalle vostre piume ordinate.
Accolto nei vostri nidi col profumo del mare.
Voglio ascoltare i vostri richiami, i vocalizzi corali notturni.
Voglio essere pervaso dalla delicata brezza notturna che accarezza la superficie dell’oceano portando nella vostra colonia i profumi del vostro universo.

Il ruggito sommesso del mare è garanzia di libertà.
Il mormorio della sua massa liquida, iridescente, accompagna il vostro riposo e la notte lunga e ristoratrice veglia sul vostro regno.

Vorrei di nuovo confondermi con voi, ma non ho piume, né parlo il vostro linguaggio. Fuggireste tutti, all’improvviso, lanciando grida di allarme.
L’uomo.
Cattivo, invadente, crudele.
Ho devastato e incendiato i campi. Ancora si sprigionano esalazioni di fumi nauseanti.

Lo stormo è compatto, in attesa del segnale.
Un fragore assordante di canti e lamenti, di trilli e starnazzi si leva nell’aria. La moltitudine luminosa assume le forme pastose di una valanga strisciante di neve e di fango.
Mirabilmente l’amalgama fremente si solleva verso il cielo lievitando e gonfiandosi come forme di pane bianco nel forno.

Si scompone in una miriade di piccoli corpi luminosi.
L’ondata possente vira su sé stessa in cerca di orientamento. Il cambio di direzione è governato dalla magia di pochi esemplari; quelli più intelligenti, posizionati lungo i margini dello stormo.
La scelta dell’orientamento è decisa dall’olfatto. E’ il profumo del Sud che raggiunge le vostre narici sensibili.
Un’ultima acrobazia di gruppo vi impegna in evoluzioni fantastiche dalle quali emergete di nuovo custoditi dai vostri richiami.

Sento nascere ora piume confuse sul mio dorso glabro.
Il vento le lambisce…con delicatezza e…le ordina per bene le une accanto alle altre.
Ecco…sono belle…lunghe…candide come quelle vostre.

Sono pronto finalmente….So che verrò accolto con amore. Parto verso il cielo…infinito… con voi.

E non ritorno. 

Lodovico Alessandri

Immagini di Lodovico Alessandri


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