La pieve romanica di Castel San Niccolò (Ar) dedicata a San Martino Vescovo di Tours
a cura di Alberta Piroci Branciaroli
L'ottava tappa dei Cammini letterari nel Parco* è stata arricchita da questa pubblicazione che è stata donata ai presenti e che contiene una innovativa decodificazione dei bassorilievi del capitello che si trova a sinistra vicino all'altare. Il personaggio a cavallo da sempre è stato interpretato come il santo titolare della pieve romanica, San Martino, ma la difficoltà sta nel comprendere fino in fondo gli altri elementi . Non si tratta infatti del noto miracolo del dono del mantello poiché mancano elementi che ci riportino a quello. La presenza di un serpente che sta fagocitando un animale di cui si scorge parte del corpo e due zampette posteriori mi ha fatto pensare all'episodio della costruzione del ponte e il patto con il diavolo che il santo vescovo di Tours fece in valle d'Aosta nella località che prese nome dall'episodio Pont Saint Martin. Nella valle del torrente Lys infatti ancor oggi durante il Carnevale il fatto viene rappresentato. Il santo chiese l'aiuto del diavolo per costruire un ponte e venne a patti con lui che pretese l'anima del primo che sarebbe passato sul ponte appena fosse stata terminata la costruzione. ma l'intelligenza e la fede del santo trovarono il modo di ingannare il diavolo: tenuto a digiuno per qualche giorno un cane, alla fine della costruzione del ponte il vescovo lo nascose sotto il suo mantello e poi dopo aver gettato un pane sul ponte liberò il cane che lo attraversò per azzannare il pane.
Il serpente che si snoda lungo il capitello è il serpente il dragone dell'Apocalisse e il piccolo animale che si vede solo in parte il cane. Dunque a quel miracolo si riferiscono le figure sul capitello? E' una ipotesi suggestiva che ho fatto anche dopo aver avuto contatti con la Soprintendenza di Aosta. Buona lettura
Alberta Piroci Branciaroli
L’iniziativa costituisce un momento di grande soddisfazione per il Comune di Castel San Niccolò che fin dalla sua istituzione ha sostenuto il Parco Letterario Emma Perodi e Foreste Casentinesi, in quanto lo ha visto come elemento che avrebbe potuto unire Arte, Letteratura, Storia e Natura, verso un unico obiettivo: la valorizzazione del nostro territorio.
Non è stato facile trovare un legame tra le Novelle della Nonna e Castel San Niccolò, visto che in nessuna è presente un riferimento preciso. Per fortuna è stato San Martino a darci una mano, e quindi la panchina non poteva che essere collocata davanti alla Pieve a Lui dedicata: un luogo che, insieme al Castello rappresenta la memoria del nostro passato e che da un millennio vede il riunirsi della popolazione di Strada. Poiché Strada è il paese della pietra lavorata, questo materiale è stato usato per la costruzione della panchina; pietre antiche che coniugano insieme il vecchio e il nuovo linguaggio delle espressioni artistiche che l’uomo sa imprimere sulle materie prime.
Un ringraziamento a S. E. il Vescovo Emerito Mario Meini per aver accolto, con la massima disponibilità che sempre lo contraddistingue, questa opera all’interno del giardino della Pieve; alla vicesindaco Prof.ssa Angela Lachi che ha seguito il progetto, a tutto lo staff del Parco Letterario Emma Perodi, alla presidente ed amica Arch. Annalisa Baracchi, alla coordinatrice Prof.ssa Alberta Piroci.
Antonio Fani, Sindaco di Castel San Niccolò
Siamo giunti all’ ottava tappa dei Cammini Letterari a Castel San Niccolò dove oltre la panchina e il leggio sarà posizionato un pannello presso la pieve romanica dedicata a San Martino di Tours. Tra i capitelli decorati da maestranze lombarde e scalpellini locali, quello che raffigura un cavaliere e un grosso serpente a fauci spalancate, potrebbe trovare un’innovativa decodificazione in un episodio dell’agiografia del santo vescovo di Tours, avvenuto a Pont Saint Martin (Valle d’Aosta). Il cammino che si snoda dalla pieve verso il castello, è suggestivo sia dal punto di vista naturalistico che storico, fungendo da collegamento tra l’antica pieve e la rocca dei conti Guidi.
Un percorso tra Arte, Letteratura e Natura, capace di riannodare i fili della storia, delle leggende, delle parole scritte e delle opere d’arte, tutte testimonianze imprescindibili per la conoscenza del contesto culturale locale.
La Perodi con il rimando alla vicenda di San Martino, conduce alla scoperta di stupefacenti corrispondenze tra le tradizioni locali, la storia e il mondo della fantasia, elementi che elabora sapientemente nelle sue narrazioni.
Annalisa Baracchi, Presidente del Parco Letterario Emma Perodi e le Foreste Casentinesi
*Dopo il Castello di Porciano, il Santuario della Verna, Farneta, Moggiona, l’Eremo di Camaldoli, Badia Prataglia e Ortignano Raggiolo, l'ottava tappa dei Cammini Letterari nel Parco ha toccato Castel San Niccolò.
Il Parco Letterario Emma Perodi e le Foreste Casentinesi nasce nel luglio 2018 grazie a una convenzione tra i Parchi Letterari , il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e il Centro Creativo Casentino, insieme ai Comuni di Bibbiena, Pratovecchio Stia, Poppi, Chiusi della Verna, Castel San Niccolò e Ortignano Raggiolo.
L’obiettivo è raccontare il territorio e il suo paesaggio attraverso le pagine letterarie di tutti i tempi partendo dalla figura di Emma Perodi, novellatrice, scrittrice, giornalista e pedagogista, donna d’avanguardia di fine Ottocento, profondamente legata al Casentino grazie a Le Novelle della Nonna, ambientate proprio in questo territorio.
La sinergia e la collaborazione con il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi sono state e saranno sempre il “punto di forza” del Parco Letterario, grazie all’impegno condiviso e alla comune volontà di valorizzare il patrimonio ambientale, artistico e letterario dell’intero Casentino.
Le “tappe” sono intese come eventi organizzati nei vari siti, accompagnati da installazioni artistiche permanenti: una panchina letteraria, un leggio e un totem, opere fabbrili del maestro Magni, ciascuna dedicata a una Novella legata al luogo. A questi si affiancano convegni, presentazioni di cartografie e pubblicazioni a cura del Parco Letterario stesso presieduto da Annalisa Baracchi, coordinati dalla Responsabile scientifica del Parco Letterario, Alberta Piroci, e dallo scrittore-giornalista Paolo Ciampi, oltre a momenti musicali in luoghi di particolare suggestione.
A questi eventi speciali si affianca, durante tutto l’anno, un’intensa attività di ricerca e studio, con una serie di incontri, convegni, presentazioni di film, visite guidate ed escursioni naturalistiche, in cui arte, letteratura e territorio trovano una sintesi perfetta di armonia e partecipazione. Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna