Questo è un faro che si trova a Pantelleria dove sono stata qualche dicembre fa. Chi mi conosce sa che non sono pratica, che non mi informo abbastanza, che sono refrattaria ai telegiornali (così violenti) e così ecco la mia maniera di partecipare: con una poesia ( 'I migranti', inedita, di seguito). Non ho avuto il coraggio di fotografare il grosso scafo rovesciato che si poteva vedere giù al porto di Pantelleria. Era colorato, una grossa pancia vuota, dura.
I Migranti
Siete fatti di carta
per noi.
Di pallida carta di giornale.
Non avete
una voce.
Le vostre urla attutite
non ci giungono
che qualche secondo
al giorno.
Il vostro sangue
non macchia.
Le nostre tovaglie
sono bianche.
Bianche e profumate.
E quando proseguirete
(fiume in fuga
impazzito)
noi tutti
non avremo
che imparato
a scandire meglio il nome
delle nostre paure
con bocche
colme di sangue
scuro.
in attesa
del vostro perdono.