Contenuti del Parco

Eventi

Capodanno nei luoghi del Verga

Vizzini (Ct). Capodanno a Vizzini nei luoghi de I Parchi Letterari® Giovanni Verga: un tuffo nella tradizione dei sapori dei luoghi verghiani. [continua...]

Manifestazioni Verghiane

Vizzini (Ct), 9-10-11 settembre.Nell’ambito Manifestazioni Verghiane 2011, per la categoria Teatro, il 9,10 e 11 Settembre sono in programma gli Itinerari Verghiani, letture dei brani del Verga nei luoghi originari, curati dal regista Federico Magnano. [continua...]

Le domeniche ne' I Luoghi dei Personaggi di Giovanni Verga

Vizzini (Ct) ,22 maggio, 5 giugno, 26 giugno 2011. Il Parco Letterario® dedicato a Giovanni Verga presenta “Le emozioni delle domeniche” a Vizzini ne' "I Luoghi dei Personaggi di Giovanni Verga". [continua...]

Giovanni Verga - Vizzini (Catania)

Gli Scenari



Vizzini

I luoghi verghiani abbracciano una vasta area. Dall’entroterra siciliano delle terre di Vizzini, circondate dall’altipiano degli Iblei, alla piana di Catania che introduce alla città etnea che con i suoi palazzi barocchi fa da cornice alla vita cittadina dell’illustre scrittore; dalle falde dell’Etna, riempiti i polmoni di aria incontaminata ed ossigenata la mente dall’alto del vulcano, tetto d’Europa, ci si rituffa nella mitica riviera dei ciclopi per rivivere l’epopea de I Malavoglia nel borgo di Aci Trezza. 

Il Parco Letterario® Giovanni Verga consente al viaggiatore di assaporare il piacere di riscoprire alcuni angoli della Sicilia rivisitati dallo sguardo e dalla penna del grande autore verista. Il Parco non ha solo valenza turistica può bensì vantare una peculiarità culturale che nella sua specificità coinvolge tutte “le terre” del Verga.
Un viaggio nel Parco Letterario® Giovanni Verga è un passaggio all’interno di emozioni sprigionate dal mondo dei contadini e dei pescatori dell’ottocento siciliano; è uno stato d’animo che fa annusare alla nostra mente l’odore del respiro della memoria.

Il programma è principalmente impostato sulla drammatizzazione dei percorsi utilizzando la formula del teatro di reviviscenza.

Con Verga a Vizzini

Palazzo Trao
Percorsa la scalinata intitolata a Lucio Marineo, in via Santa Maria dei Greci, sorge l'inconfondibile Palazzo barocco della famiglia Ventimiglia, citato nel romanzo di Mastro Don Gesualdo.  Nel prospetto è collocata una lapide marmorea con la scritta: casa Mastro Don Gesualdo Motta.  Di particolare pregio architettonico è il portale d'ingresso lavorato in pietra locale e le inferriate dei balconi.

"Dal palazzo dei Trao, al di sopra del cornicione sdentato, si vedevano salire infatti, nell'alba che cominciava a schiarire, globi di fumo denso, a ondate, sparsi di faville". "Una vera bicocca quella casa i muri rotti, scalcinati, corrosi, delle fenditure che scendevano dal cornicione fino a terra; le finestre sgangherate e senza vetri; lo stemma logoro, scantonato, appeso ad un uncino arrugginito, al di sopra della porta" . Da Mastro Don Gesualdo.

   Cortile di Palazzo Trao (Mastro Don Gesualdo)  Portone di Palazzo Trao

Casa Mastro-don Gesualdo
Situata in via Santa Maria dei Greci, riveste un interesse letterario in quanto è inserita nei percorsi Verghiani:  "Brucia il palazzo, capite? Se ne va in fiamme tutto il quartiere! Ci ho accanto la mia casa, perdio! - Si mise a vociare mastro - don Gesualdo  Motta" . Da Mastro Don Gesualdo.

Palazzo Rubiera
Il Palazzo Rubiera riveste un notevole interesse letterario dato che è inserito nei percorsi Verghiani:
"Una volta, al tempo dello splendore dei Rubiera, c'era stato anche il teatro. Si vedeva tuttora l'arco dipinto a donne nude e a colonnati, come una cappella"
"La casa della baronessa era vastissima, messa insieme a pezzi e bocconi, a misura che i genitori di lei andavano stanando ad uno ad uno i diversi proprietari, sino a cacciarsi poi colla figliuola nel palazzetto dei Rubiera, e a porre ogni cosa in comune tetti alti e bassi; finestre d'ogni grandezza, qua e là, come capitava; il portone signorile incastrato in mezzo a facciate da catapecchie".  Da Mastro Don Gesualdo.

Palazzo La Gurna
Prima metà del secolo XIX.
In questa casa, si tenne il banchetto nuziale di Mastro Don Gesualdo e Donna Bianca Trao. Il prospetto presenta ai lati dell'ingresso principale due colonne su alte basi in pietra vulcanica, secondo una tipologia costruttiva tipica degli edifici privati di Vizzini. Il nome della famiglia La Gurna, una fra le più antiche famiglie nobili della città fu scelto dal Verga e non è quello del casato a cui apparteneva il Palazzo. "Nella casa antica dei La Gurna, presa in affitto da Don Gesualdo Motta, si aspettavano gli sposi".  da
Mastro Don Gesualdo 

   Casa di Mastro Don Gesualdo   Palazzo La Gurna

Piazzetta  di Santa Teresa
 La Chiesetta di Santa Teresa, caratterizzata da un prospetto settecentesco e l'Osteria della 'gna Nunzia,
"Turiddu, adesso che era tornato il gatto, non bazzicava più di giorno per la stradicciuola e smaltiva l'uggia all'osteria, con  gli amici. La vigilia di Pasqua avevano un desco un piatto di salsiccia.  Come entrò compare Alfio, soltanto dal modo in cui gli piantò gli occhi addosso, Turiddu comprese che era venuto per quell'affare e posò la forchetta sul piatto".... "Turiddu da prima gli aveva presentato il bicchiere, ma compare Alfio lo scansò colla mano". "Si scambiarono il bacio della sfida. Turiddu strinse fra i denti l'orecchio del carrettiere, e così gli fece promessa solenne di non mancare".  Da Cavalleria Rusticana

          Casa di Lola (Cavalleria Rusticana)     Chiesa di Santa Teresa

'A Cunziria
Situata a Nord di Vizzini, in un luogo non privo di attrazioni naturalistici, costeggiato da collinette e circondato da fichidindia, posto a valle, si trova l'antico borgo artigiano chiamato la "Cunziria". Si tratta di un villaggio ottocentesco, luogo , vero e proprio esempio d'archeologia industriale, costituito da un congruo numero di case, alcune a più piani, dall'aspetto semplice ma pittoresco.

L'ubicazione è stata dettata dalla presenza di una sorgente d'acqua, indispensabile per conciare il cuoio, presente sopra le concerie comunemente chiamata "Fontana", che contribuiva a realizzare un prodotto molto apprezzato.  All'interno della Cunziria" si trova ancora oggi la chiesetta dedicata a Sant'Eligio, della quale oggi rimane solo la struttura.  In questa chiesa, ogni domenica, si celebrava la S. Messa per gli artigiani che non potevano recarsi in paese.  Non si conosce con certezza l'epoca di insediamento delle concerie, ma si ritiene di poterne riportare le origini all'antica Bidi.

La "Cunziria" ha un interesse letterario ed è inserita nei percorsi Verghiani, collegata al duello fra compare Turiddu e compare Alfio, svoltosi lì, fra i fichidindia. "Turiddu annaspò un pezzo di qua e là tra i fichidindia e poi cadde come un masso" da Cavalleria Rusticana

Di recente proprietà della provincia di Catania, è in restauro ai fini della valorizzazione storico-letteraria.

Vizzini. Uno dei luoghi più affascinanti e rappresentativi della Cavalleria Rusticana: 'a cunziria. La Conceria famosa nel mondo come  dove si consumò la mitica sfida d'onore tra Turiddo Macca e compare Alfio. 
 
  Osteria Gna Nunzia in Piazzetta Santa Teresa (Cavalleria Rusticana)

VIZZINI

Le origini di Vizzini sono da rintracciarsi in un nucleo di pastori agricoltori dell’età neolitica. Vizzini è citata da Cicerone nelle sue Verrine ed è elencata da Plinio tra le città stipendiarie di Roma. Nel medioevo Vizzini fece parte della Camera Reginale. La città ha una particolare importanza storica artistica. La sua storia millenaria ci ha regalato monumenti d’indiscusso valore che meritano di essere visitati.
Vizzini, in provincia di Catania, si trova seduta su due colli, monte Castello e monte Calvario, da dove guarda il fiume Dirillo, il celebre Achates degli antichi greci. Vizzini è una delle città più antiche della Sicilia come testimoniano le innumerevoli grotte abitazioni-officine che circondano il monte Castello.
L’attuale Vizzini, Bidenum in latino e spesso denominata Bizinio dagli scrittori e lessicografi, discende dall’antica Bidis di cui parla Cicerone nelle sue Verrine (“ [...] Bidis oppidum est tenue sane non longe Syracusa [...] ”) e Plinio che la elenca tra le città stipendiarie di Roma.

  
Nel Medioevo Vizzini fece parte della Camera Reginale occupando il 28° posto nel Parlamento del Regno Siciliano ed ebbe l’appellativo di Urbis obbedients con diritto di giurisdizione civile e criminale.
Dove adesso ci sono i ruderi del vecchio carcere circondariale, si erigeva una fortezza attorno alla quale era l’abitato dentro le mura.

Nel 1500, la popolazione crebbe a dismisura e, non bastando più il territorio, la città si espanse oltre le mura edificando sull’altra collina detta monte Calvario. Nel 1693 fu distrutta dal terremoto che sconvolse la Sicilia orientale e con essa crollò anche la sua fortezza. Si contarono duemila e cinquecento morti. Il 25 aprile del 1802, per real diploma dato in Palermo e reso esecutivo con dispaccio del 15 maggio dello stesso anno, Ferdinando III concesse il titolo di Senato come ci ricorda la lapide posta sull’ingresso del palazzo comunale S.P.Q.B. (SENATUS POPULUS QUE BIDINENSIS).

Vizzini offre al visitatore , il piacere di passeggiate distensive tra le facciate delle case che si contrappongono, l’una di fronte all’altra, nelle strette viuzze del centro storico e nel suo riccoe prezioso patrimonio artistico costituito da chiese, palazzi, dipinti ed altri oggetti di pregevole valore.
 
Il palazzo comunale
In stile neoclassico, costruito da Don Corrado Mazza nel 1800, ha tre ordini: il primo corinto, composto il secondo ed attico il terzo.
Palazzo Comunale 
 
Salita Lucio Marineo Paòlazzo Cafici

La Chiesa Madre
Intitolata a S.Gregorio Magno, è edificata sull’antico palazzo senatoriale e sulle rovine dell’antico monastero dei Benedettini.Presenta due prospetti di valore artistico, ma con stili architettonici differenti: il barocco ad ovest ed il gotico a sud. Il lato sud è impreziosito da un magnifico portale gotico-catalano del XV secolo. L’interno, a tre navate suddiviso in due file di arcate a sesto acuto che poggiano su colonne ottagonali, è arricchito da dipinti di notevole pregio tra i quali spiccano due opere del maestro fiorentino F.Paladini (1610-1611), un battistero del 1614 e il soffitto in legno del Bonajuto (1786).

Chiesa dell’ Annunziata
Si ammirano gli affreschi tardo barocco tra i più riposati della Sicilia.

Chiesa di S.Agata
Fondata da Isabella de Daquile nel 1390 e in seguito distrutta dal terremoto del 1693. La facciata è ottocentesca mentre la porta a tramontana è in stile gotico. All’interno, una grande pala del Bonino e la splendida cappella del sacramento in stile tardo barocco.

L’attuale Basilica di S.Giovanni
Fu eretta nel periodo che va dal 1695 al 1712. La facciata è elegante e fastosa nella sua architettura. All’interno, gli altari laterali in rococò ed un organo in stile barocco-rococò.

Degni di nota sono ancora: la chiesa e il monastero di S.Maria dei Greci, la chiesa della Madonna del Pericolo (ricavata originariamente in una grotta e dove si conserva il dipinto della vergine meta di pellegrinaggio), la chiesa di S.Sebastiano, la Chiesa di S.Maria di Gesù con la statua della madonna del Gagini (1527), il convento dei Cappuccini, Palazzo Cafici con la sua facciata a petto di colomba e, la biblioteca comunale con gli arredi settecenteschi e i suoi testi cinquecentini.

S. Giovanni  Matrice
 
Chiesa Madre

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