Giosue Carducci - Castagneto Carducci (Livorno)
La Cucina Letteraria
“Inter aves turdus c’era vergato su quel foglietto assassino. Ma il merlo, sempre grasso anche in annata grama, voleva giustizia. E siccome il passo dei merli era d’un visibilio fuor di memoria, fu deciso di concertare una gran merlata (…). Procacciarsi una ventina di merli fu uno scherzo per Goccino e soci (…). Decisi cinque assaggi, il sabato pomeriggio dette il via strinando i merli, levandogli teste e zampe”.
Appassionato cacciatore, non meno che divoratore di pennuti, Carducci in queste note – vergate a Castagneto Marittimo negli anni a cavallo tra fine Ottocento e Novecento - racconta anche il lavoro in cucina.
Ecco la preparazione dei merli per i crostini. “Furono messi in fusione quindici merli, con cipolla, odori, olive e funghi rinvenuti, grappa e aceto. Poi furon manipolati con salvia e ramerino, arroselliti in olio con metà rigaglie, spruzzati di vino rosso e lasciati cuocere con cincini d’acqua, in fine tritati e impastati con acciughe e panna”.
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