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Simboli in pietra. Faccette apotropaiche e mascheroni in Casentino

30 Giugno 2025
Simboli in pietra. Faccette apotropaiche e mascheroni in Casentino
Un libro che esplora i volti scolpiti nei borghi del Casentino: antichi simboli apotropaici tra paganesimo, cristianesimo e cultura popolare.

Simboli in pietra/Faccette apotropaiche e mascheroni in Casentino” è un libro che accompagna il lettore alla scoperta di un aspetto peculiare e poco noto della vallata, quello di volti e mascheroni posti sulle facciate di abitazioni o fontane di cui è stato interessante approfondire il valore simbolico/apotropaico.

I volti in altorilievo si trovano nell’area geografica dell’Appennino tosco-emiliano e ligure ma nella vallata del Casentino è presente una particolare concentrazione di attestazioni. 

Il valore della pubblicazione sta nello sforzo di raccolta e organizzazione sistematica dei dati al quale si associa un importante patrimonio di conoscenze tradizionali e locali che permettono agli autori di affrontare il tema con una preziosa pluralità di sfaccettature e profondità di analisi.

Come affermato nella prefazione al testo dall’archeologo professor Marco Pacifici dell’Università per Stranieri di Siena, il volume rappresenta una significativa fonte di informazioni e riflessioni su un fenomeno peculiare, una guida che accompagna tra le strade dei borghi o nelle navate delle pievi romaniche che caratterizzano il territorio, perché proprio dai rilievi scolpiti nei capitelli delle colonne architettoniche, sembra aver preso ispirazione la comunità locale per riproporre, seppur in forme semplificate e sommariamente scolpite, alcuni elementi di cui aveva saputo cogliere l’aspetto protettivo.

La tipologia simbolica casentinese delle imagines agentes appartiene soprattutto alle comunità di luoghi alpestri confinanti con l’area boschiva che poteva nascondere presenze ignote e pericolose dalle quali si riteneva opportuno difendersi. Volti ghignanti, impavidi, beffardi come guardiani attenti, sono posizionati sugli architravi delle porte, nelle pietre d’angolo o sulle fontane in funzione apotropaica, come segni di allontanamento formale e rituale da insidiose presenze. 

Derivanti da un antico retaggio pagano iteratosi nel tempo e andato ad assumere valenze cristiane riscontrabili nella simbologia allegorica dei Vizi, i volti In materiale litico locale, se utilizzati come bocche di fontane, si caricavano di ulteriori significati simbolici seguendo una tradizione che derivava dall’antichità classica.

Pur nella molteplicità di forme bizzarre, i mascheroni in particolare, sono riconducibili alle fattezze della Gorgone, del Fauno e del Sileno nonché un richiamo alle maschere fittili teatrali utilizzate per mettere in scena la dialettica del mostro, metafora distruttiva delle catastrofi naturali e anch’esse ritenute capaci di assolvere al duplice ruolo di esorcizzare il male e di annientare la paura e lo sgomento cosmico.

Edito da AGC Edizioni, Pratovecchio Stia, il libro è opera di Massimo Ducci e Alberta Piroci 

www.cianferoni.com


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