La casa del Poeta
Il rifugio che fu inizio e ritorno
Arroccata tra i boschi dell’Appennino parmense Casarola è la Corte d’origine della famiglia Bertolucci. Fu qui che il padre del poeta Attilio Bertolucci nacque, e fu qui che Attilio arrivò per la prima volta negli anni ’20, percorrendo a piedi una mulattiera nei boschi per raggiungere quella che appariva, ai suoi occhi di bambino, come un luogo incantato, “staccato non solo dalla pianura ma dal mondo”.
Negli anni, la casa del Poeta si è trasformata in un luogo simbolico e vivo, un crocevia di cultura, memoria e ispirazione, dove l’arte ha preso forma nella poesia, nel cinema e nel teatro, attraverso il talento e la sensibilità di Attilio, Bernardo e Giuseppe Bertolucci.
Come ha raccontato Giuseppe Bertolucci, il desiderio di creare era per loro un modo “per ritrovare una soggettività, una prima persona”, dando voce a un’eredità interiore nata proprio a Casarola.
Ogni stanza, ogni oggetto, ogni scorcio della casa racconta la simbiosi profonda tra natura e creatività intellettuale. Un’energia coltivata non solo da Attilio Bertolucci, sua moglie Ninetta Giovanardi e i suoi figli Bernardo e Giuseppe, ma anche dagli amici e ospiti illustri che l’hanno frequentata negli anni, rendendola un laboratorio di idee e visioni.
Casarola fu il fondale dell’opera poetica più celebre di Attilio, "La camera da letto", e risuona ancora nei versi intensi della poesia "La teleferica":
“Affrettatevi, la teleferica è lontana e Bernardo, che ha le gambe lunghe dei quattordici anni, la smania dello storyteller…”
Attilio Bertolucci da La teleferica (Viaggio d’inverno, 1971)
“Casarola è l’origine di tutto, parte tutto da lì.“
Bernardo Bertolucci
Oggi, la casa del Poeta è il cuore pulsante del Parco Letterario, un luogo dove la bellezza dei paesaggi incontra la profondità della parola, e dove si continua a riflettere, creare, raccontare.
La casa del Poeta, di proprietà della Fondazione Bertolucci, è tutelata dalla Soprintendenza delle Belle Arti e Paesaggio di Parma e Piacenza ed è un esempio di tutela storico-relazionale: non una casa natale, ma un luogo vissuto, generatore di visioni poetiche e artistiche. Un riconoscimento che celebra non solo la memoria, ma il presente vivo di questo spazio, oggi sede di visite guidate, incontri poetici e presentazioni di libri, rassegne musicali e teatrali, laboratori e percorsi educativi.
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