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Ispirazione

20 Ottobre 2021
Ispirazione
Vento, o nugolo di storni. L’ispirazione è un treno capriccioso, senza orari, senza coincidenze. Oppure con troppi orari e tutt’insieme troppe coincidenze.

Vento, o nugolo di storni. L’ispirazione è un treno capriccioso, senza orari, senza coincidenze. Oppure con troppi orari e tutt’insieme troppe coincidenze. Parlo per mia esperienza personale. L’ispirazione immagino sia un’esperienza soggettiva, un dialogo interno forte e crudele. Quando si affaccia cambia tutto. Bisogna imparare a scrutarsi e a non soffrirne durante i periodi di mancanza. Imparare ad alzare le vele quando arriva e accoglierla.
Spesso sento dire: vieni a trovarmi, qui troverai l’ispirazione. Credo che l’ispirazione non si debba cercare. È lei a fare capolino, come un folletto magico e dispettoso.

A volte mi è capitato di dovermi difendere da questa burrasca che ti porta via le notti, esperienza quasi dilaniante per la spossatezza, per l’urgenza dolce che prende.
Il metodo di lavoro di ciascuno di noi è diversissimo. Un giorno, parlando con Laura Lilli, scrittrice, femminista e poeta, giornalista culturale per la Repubblica scomparsa nel 2014, di cui curo la memoria, mi disse che prima di scrivere un pezzo per il giornale ne cercava il senso, la chiave. Solo dopo, iniziava scrivere. A me accade il contrario. Inizio e solo dopo trovo, scrivendo, il senso di quello che cercavo.
Accade così anche per la stesura delle poesie. L’ispirazione è vitale, parola oggi giorno spoglia forse del senso argentino e pungente che reca con sé. Parola in sé usurata e vilipesa, respiro artistico, respiro di vita. Se potessi renderle la pienezza del suo significato vedrei un gesto di accomunamento del mondo attorno in un gesto di introiezione, di fare sé qualcosa che là fuori, nel mondo, o dentro di noi ci ha segnato. Il momento successivo è l’espirare, il restituire al mondo ciò che abbiamo fatto nostro introducendo elementi esterni.

L'ispirazione è meravigliosa quando arriva, ma lo scrittore deve sviluppare un approccio per la parte restante del tempo... L'attesa è semplicemente troppo lunga.Leonard Bernstein. La parte restante del tempo talvolta non esiste. Ci sono periodi in cui le nostre fibre, scosse da forti tensioni, non possono che sfociare in poesia, disegni o stesura di testi in prosa, musica o ciò per cui siamo nati.
Mi chiedo se sia possibile eludere un talento. Ho iniziato a disegnare a quarantuno anni, senza avere mai pensato nella mia vita a volere, a potere disegnare. Questo mondo astratto mi ha avvolto come un mantello per il freddo della vita con dolcezza e prepotenza al tempo stesso. Ho iniziato per scherzo, perché qualcosa mi ha spinto su questo sentiero dolce e ispido al tempo stesso. Ispido perché quando il vento scende, quando nascono disegni o parole a volte deludenti si è spinti verso l’insoddisfazione più acuta, e forse l’ispirazione non è formata solamente dall’insieme di esperienza e quel fattore magico inafferrabile, come una anguilla nera che fa come le pare. C’è anche dell’imprevedibile, come tutto quello che deriva dall’essere umani per quanto forte, doloroso, inaccettabile possa essere. Per quanto di divino c’è nell’essere attraversati da queste scosse. Atto di creazione, che ci rende dei per un attimo dei su terra. “Qualunque cosa un poeta scriva con entusiasmo e ispirazione divina è bello”, scrive Democrito.

Ginevra Sanfelice Lilli

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