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Parchi Letterari virtuali alla Florida Atlantic University di Boca Raton

29 Maggio 2020

“Poetic Geography of Italy” il primo corso universitario statunitense ad ‘entrare’ nella rete dei Parchi Letterari. Di Ilaria Serra, Professor of Italian and Comparative Studies, Florida Atlantic University

Parchi Letterari virtuali alla Florida Atlantic University di Boca Raton

Poetic Geography of Italy”. Il primo corso universitario statunitense ad ‘entrare’ nella rete dei Parchi Letterari.

di Ilaria SerraProfessor of Italian and Comparative Studies, Florida Atlantic University

Anche dagli Stati Uniti ci siamo uniti all’iniziativa #iorestoacasa dei Parchi Letterari, per ragioni logistiche, oltre che virali. Come studiare in modo nuovo, ad un oceano di distanza, i grandi poeti della letteratura italiana? Nel corso “Poetic Geography of Italy”, ci siamo dati due risposte: una virtuale e una critica. Virtualmente: attraverso la costruzione di progetti Google Earth, che ci hanno portato di luogo in luogo con una capillarita’ impossibile senza questo avanzamento tecnologico. La risposta critica: attraverso una figura retorica, coniata per l’occasione per fare da filo conduttore e concettuale, la “geometafora.” 

 La nostra geometafora e’ simile al correlativo oggettivo, ma molto piu’ specifica. Nella specificita’ sta la sua grandezza: nell’appartenenza a un esatto angolo d’Italia. Lascio agli studenti stessi dare la definizione di geometafora, raffinata da tre mesi di corso: “un oggetto geografico che chiarisce la poetica di uno scrittore radicata nei luoghi che ne hanno formato la visione” (Odra Dorante). “Implica una profonda connessione per cui il poeta si fonde con un luogo e ha sentimenti molto forti per esso” (Talya Dunleavy). “La geometafora non risulta dalla lettura dei versi e dall’immaginarne la scena naturale, ma l’inverso. La natura e’ catalizzatrice di poesia” (Domenica Diraviam). “La geometafora si trova soprattutto nella lirica che si presta meglio a esprimere idee in metafore” (Angelo Bribiesca).

E’ cosi’ che, mentre i Parchi Letterari chiudevano le porte, costretti dalla pandemia, in Florida si aprivano i sentieri virtuali di questi e altri parchi. Siamo entrati nella casa di Carlo Levi ad Aliano e abbiamo camminato tra i calanchi, leggendo i versi della raccoltaConfino” scritta qui da Levi. Abbiamo scostati i cancelli di parecchi giardini liguri cercando un pomario e un muro assolato, vicino a cui leggere le poesie di “Ossi di Seppia” di Eugenio Montale (1896-1981). Abbiamo esplorato le rovine greche di Siracusa e di Tindari, immaginando le profondita’ del vento (dello specifico vento di Tindari) con Salvatore Quasimodo (1901-1968). 

 Ma abbiamo anche cercato vie nuove. Come apripista, abbiamo segnalato i sentieri di altri parchi letterari che per ora esistono solo nei nostri progetti in Google Earth. Il ciottolato irregolare nel paese annidato nel vulcano spento di Santu Lussurgiu, su cui camminava e scriveva “Mi conosce un vento” il poeta Giovanni Corona (1914-1987). Le salite sui colli carsici di Trieste con Umberto Saba che questa citta’ la portava come una seconda pelle. Ma anche le strade appestate e i navigli intombati della Milano de “Le case della Vetra” di Giovanni Raboni (1932-2004) e i vicoli allegri e teatrali della Napoli porosa cantati da Salvatore Di Giacomo (1860-1934). 

Tre i poeti contemporanei, ci siamo inoltrati nella ricchezza paesaggistica e letteraria del Veneto. Abbiamo seguito i passi nell’acqua della laguna di Anna Toscano, poetessa contemporanea che vive a Venezia e di Venezia, citta’ che chiama barometro dell’anima. Abbiamo sceso le “erte strade da trascino” che danno senso e titolo alla raccolta di Luciano Cecchinel, erede poetico di Andrea Zanzotto, nella sua Revine Lago. Ed abbiamo scalato le rocce del monte Toc e del passo del Fadalto con Mauro Corona e la sua donna ertana, cantata nell’omonima ballata. Toscano e Cecchinel ci hanno accompagnato, sempre virtualmente, nella passeggiata, raccontando come e perche’ certi luoghi siano entrati nelle loro poesie e siano diventati geometafore. 

Il nostro viaggio non e’ stato solo fisico, a braccetto con l’omino di Google Earth, ma e’ stato anche retorico-critico: la nostra esplorazione andava oltre le strade e i paesaggi per vederli trasformati e trasfigurati nella “doppia visione” dei poeti. L’agave ligure, il telamone siculo-greco, il naviglio milanese e il vicolo napoletano, l’acqua di Venezia e quella del Vajont, la strada da trascino e il porto di Trieste: queste le geometafore che ci hanno svelato l’Italia fisica degli scrittori. 

In tutti i casi, le poesie son state assaporate per la loro musicalita’ e per i loro significati profondi, ma anche nel loro profumo locale e per quegli specifici, esatti colori che si sono riflessi negli occhi dei loro autori. Infine, la presenza all’ultima discussione del corso del presidente Stanislao de Marsanich ha reso “Poetic Geography of Italy” il primo corso universitario statunitense ad ‘entrare’ nella rete dei Parchi Letterari.

 Ilaria Serra, 21 maggio 2020

Professor of Italian and Comparative Studies, Florida Atlantic University


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