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Incontro con Giorgia Moscarelli

30 Ottobre 2018

Il Parco Letterario Rosso di San Secondo vi invita alla presentazione del libro che Giorgia Moscarelli ha scritto per illustrare le poesie e i quadri del nonno Pino Costa
Il Parco Letterario Pier Maria Rosso di San Secondo, con il Comitato Dante di Caltanissetta e la Strada degli Scrittori,  
vi invita a


Incontri con l’Autore 2018
Giorgia Moscarelli


presentazione del libro di Giorgia Moscarelli ha scritto per illustrare le poesie e i quadri del nonno Pino Costa, morto nel 2003

martedì 30 Ottobre 2018 ore 17,00

Aula Magna I.I.S.S. “S. Mottura”

Indirizzi di saluto
Laura Zurli, Dirigente Scolastico

Interventi
Marisa Sedita Migliore, Marina Castiglione, Luigi Ruggeri (Editore Magi)

Lettura dei testi
Alessandra Iacono


Giuseppe Costa, in arte Pino, fu uno di quegli uomini che, a mio parere ed un po’ come accade a tanti artisti, contribuì a valorizzare la Sua città ed il patrimonio umanistico italiano, pur venendo alla luce, artisticamente, dopo averci lasciato. È un paradosso comune, un destino che, come dicevo, accomuna tante personalità, ma che ci permette di perpetrarne la bellezza che Egli stesso, con le Sue poesie e le Sue pitture, ha creato. Il Nostro intento è proprio quello di proporre l’arte di Pino a quanti non hanno ancora avuto il piacere di goderne, certi che, nonostante il Suo riserbo, tale gesto possa giovare a tutti noi ed alla Sua memoria. Mi è sembrato, altresì, costruttivo argomentare le tematiche affrontate dal Poeta, relative a quelli che sono i temi esistenziali, più che mai contemporanei e propri di ogni uomo, al fine di includere un pubblico che, pur essendo meno vicino all’arte o allo stesso Autore, possa comprendere ed interessarsi al filo morale che la vita di ognuno percorre. Per quel che posso ricordare di Lui e per quello che ho elaborato negli anni della Sua assenza, Pino è stato un uomo austero, di poche parole, una figura distinta che preferiva esprimersi per mezzo di penne e colori, un uomo il cui sguardo trasmetteva tanto e nascondeva molto; tenebroso, per certi versi; ironico, per altri.

La Sua quotidianità era tanto comune, quanto esemplare e si svolgeva prevalentemente in solitudine. O meglio, questo è ciò che appare. In realtà Pino non era mai solo: c’erano i Suoi pensieri a fargli compagnia; i dubbi ed i tormenti a tenergli testa; la natura ed i felini della Sua campagna; e quando posava il pennello, Pino impugnava la zappa, per dedicarsi ad un’altra semina, ad un’altra creatura, il Suo “Angolo di Paradiso”. Era lì, nella Sua terra, la Sua casa, il Suo rifugio, che Pino nutriva i Suoi pensieri e partoriva i Suoi frutti, quelli che saziano il nostro stomaco e quelli che alimentano i nostri intelletti. Quella terra, la Sua Recanati, la Sua siepe, che Pino amava e a cui dedicava gran parte delle Sue giornate, ha contribuito alla creazione delle Sue opere, nella misura in cui ne è stato il grembo. Due angoli ed uno spigolo delimitavano lo spazio in cui l’uomo si sedeva a contemplare il paesaggio, nello spiazzale del suo “Paradiso”; l’orizzonte immortalato tra due tigli era la parte di paesaggio contemplata. In questo intermezzo, in questo spazio, tra il ce6 mento e le foglie, tra Lui ed il mondo, soffiava un vento gravido di coscienza.
Non so dirVi a cosa pensasse di preciso, quali furono le Sue spine; Pino ha avuto solo il tempo di presentarmi le rose, quelle rose che tutt’oggi adornano il Suo spiazzale e riempivano il Suo cuore. Il resto lo teneva nascosto, per palesarlo in sporadici “Mah!” senza un seguito, per fissarlo segretamente nei Suoi versi. È l’immagine che si fissa nella mia mente: un uomo indefesso sotto un cappello di paglia, da cui difficilmente si separava nelle ore di lavoro. Una zappa, una carriola, un rastrello, erano i suoi attrezzi; i cipressi, i pini, gli ulivi ed i gerani, i suoi pazienti osservatori. Il tempo, lo spazio, l’animo, sono i soggetti dei Suoi quesiti; la nostalgia, il Suo stato d’animo; la disillusione, la sua meta. Tenteremo una critica di quelli che furono i Suoi grovigli interiori, gli stessi che qualsiasi uomo può essersi posto nella vita, almeno una volta; gli stessi a cui è difficile dare un’esaustiva risposta. I temi che Pino affronta rievocano le riflessioni e le emozioni che ognuno di noi percepisce come familiari, nell’atto della lettura delle Sue opere. Non solo; sono gli stessi quesiti esistenziali che, nel tempo, personalità di ogni epoca e campo disciplinare hanno provato a risolvere, da Sant’Agostino a Steven Howking.

Ne sottolineeremo le assonanze, analizzeremo le analogie e cercheremo di cogliere i significati più reconditi, di scoperchiare ogni verso e colore, al fine di scoprire le vie che l’autore ha intrapreso nel corso degli anni. Anni in cui si è mostrato indefesso, a partire dall’età di diciotto anni, nel rimuginare sui Suoi pensieri e nel dare valore poetico e senso pittorico a quella che è stata la Sua posizione nel mondo.

Colgo l’occasione per ringraziare la Prof.ssa Rosa Seddio Costa, moglie del Poeta e scintilla che ha tenuto sempre viva in me la fiamma del Suo ricordo. Ringrazio il Dott. Luigi Ruggeri, editore ed amico della famiglia Costa, promotore della memoria poetica di Pino e fautore dei progetti a Lui dedicati. Ringrazio Pino, nonno Pino, per gli anni in cui ha vissuto accanto a me e per quelli in cui è stato presente, seppur non fisicamente, più di chiunque altro, vicino e dentro me. Lo ringrazio per i Suoi insegnamenti, per i Suoi ricordi, per l’amore che mi ha trasmesso e che mi trasmette ancora oggi; per il vento con cui mi abbraccia e per i versi con cui mi sprona; lo ringrazio per avermi insegnato, consapevolmente e non, lo bello stilo che m’ha fatto onore.
Giorgia Moscarelli

In allegato la locandina dell'evento e la scheda su Pino Costa


ALLEGATO

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