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Immagina Mancante

Diario ordinario, mostra personale di Ginevra Lilli

22 Novembre 2014

22 novembre 2014, Roma. La Galleria ARTISTI AI BANCHI presenta la mostra personale di Ginevra Lilli. Testo critico di Elena Giulia Rossi
Diario ordinario:
poesia e disegni, parola e immagine nel mondo inedito di Ginevra Lilli

Poesia e disegni, parola e immagine. È il cerchio in cui si muove Ginevra Lilli con Diario ordinario, raccolta in versi illustrata dall’autrice, pubblicata da Marco Saya edizioni di Milano con prefazione di Alida Airaghi.
Diario ordinario è un caso dichiarato di poesia autobiografica: “Gli avvenimenti descritti in questa raccolta non sono ipotetici, ma rappresentano frammenti di vita vissuta”.

In mostra, diciannove disegni, in parte inseriti nel volume, affiancati a brevissimi testi poetici. La personale di Ginevra Lilli ha quindi la duplice funzione di mostra e di presentazione del libro, in una cascata di rimandi tra parola poetica e immagine.
Bianco e nero, immagini morbide e graffianti a svelare talvolta la pienezza, talvolta la desolazione della vita stessa. Piccoli fronte-retro che nascondono un segreto rivolto verso il muro.

I versi hanno la capacità di non invadere la lettura e l’interpretazione dell’immagine da parte del fruitore e, anzi, ne amplificano le prospettive. Aprono mondi, percorsi nuovi, ritmi e narrazioni originali.
 
DIARIO ORDINARIO – mostra personale di GINEVRA LILLI
Testo critico di ELENA GIULIA ROSSI

Galleria ARTISTI AI BANCHI
via dei Banchi Nuovi 21/c – 00186 Roma – tel. 346 7614334 – mail: lenasalv@gmail.com
Dal 22 al 29 novembre 2014
Inaugurazione: sabato 22 novembre, ore 17. 
Finissage musicale con le note di Antonella Aprea e Stefano Nunzi, sabato 29 novembre ore 18 in galleria
Ogni giorno alle 18.30 l’autrice terrà una lettura di poesie Orario di galleria: 11-19 – dal lunedì alla domenica

GINEVRA LILLI. DIARIO (STRA)ORDINARIO
di Elena Giulia Rossi
 
La poesia non ha a che fare con il dire, ma con l’essere
(Yves Bonnefoy, 2007)

Un mondo interiore ricchissimo e una versatilità letteraria innata sono i contorni del profilo della personalità e dell’arte di Ginevra Lilli che di questi suoi doni ne ha messo (in parte) a fuoco l’entità e la portata solo in tempi recenti, quando una sua prima raccolta di poesie si apre al mondo esterno con Diario ordinario (Marco Saya edizioni, Milano 2014). Questo inizio di consapevolezza ha coinciso, poi, con la necessità di spingersi oltre la parola. Il mondo interiore cerca altri varchi per liberare un’energia creativa che se si potesse materializzare nello spazio, non basterebbe l’universo intero a contenerla.

Schizzi monocromi, astrazioni in bianco e nero entrano in scena per danzare con le poesie che trovano in questi una loro estensione, nuove formulazioni verbo-visive, visioni trasversali che richiedono letture multiple, tante quanti sono gli stati d’animo con cui l’emotività le recepisce e le accoglie, tante quanta è la curiosità di navigare attraverso i molteplici piani e tempi in cui poesia, parole e disegni si scompongono e si ricompongono nello spazio.

Diario ordinario è il titolo della mostra e anche quello del libro. Il diario, la sfera intima e affettiva che abbraccia la personalità del lavoro di Ginevra, è comun denominatore di momenti creativi diversi e complementari: quello della poesia e quello del suo proseguimento nelle immagini e nello spazio. Da qui inizia un nuovo gioco creativo: la poesia esce dalle pagine del libro per incontrare le immagini e tutto ciò che le contiene. Nascono nuovi racconti che lasciano alle parole poetiche la libertà di mutare e trasformarsi per ricostituire un ritmo più disteso rispetto a quello sincopato dei versi, armonia della vista e racconto dei sensi, involucro poetico e filtro catartico di emozioni violente e irruenti.

La cornice, il vetro – cifra stilistica di questa sua serie di lavori -, il fronte e il retro, diventano tutti attori di una «meta-poesia» che dal mondo interiore si consegna allo spazio. E allora, l’immagine diventa scrittura e la parola immagine; tutto diventa parte di un tutto, universi si aprono dentro altri universi che sensibilità e istinto rendono visibili, o meglio, percepibili. La poesia vive nelle singole cose, nella trasparenza del vetro, nelle poesie slacciate dal titolo, nelle firme segniche sul retro, nell’insieme del tutto, nella necessità del doversi spingere vicino e oltre, dove poter «ascoltare» un linguaggio sintonizzato da mondo interiore a mondo interiore su «frequenze» poetiche decifrabili attraverso le corde sensibili.

Per maggiori informazioni vedi la pagina facebook dedicata alla mostra della GALLERIA ARTISTI AI BANCHI


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