Plinio Il Giovane - Napoli
Gli Scenari
“Ogni volta che la penna vuol descrivere, mi vengono sempre sott’occhio immagini della fertilità del suolo, del mare sconfinato, delle isole vaporanti nell’azzurro, della montagna fumigante, e mi mancano i mezzi per esprimere tutto questo”… Napoli, 17 marzo 1787.
“Nel sole fulgido la massa incandescente assumeva una tinta fosca; una tenue fumosità saliva nell’aria pura. Mi prese il desiderio d’avvicinarmi al punto dove la lava esce dal vulcano; lì, disse la guida, essa si ricopriva istantaneamente di una volta e di un tetto, sul quale egli aveva spesso sostato. Per vedere e verificare anche questo fenomeno risalimmo la montagna […] ci trovammo davvero su quel coperchio, simile ad una poltiglia capricciosamente indurita, che però si protendeva tanto in avanti da non lasciarci vedere il flusso della lava. Tentammo di fare ancora qualche decina di passi, ma il suolo si faceva sempre più caldo; un fumo impenetrabile ci turbinava intorno, oscurando il sole e soffocandoci. La guida, che mi precedeva, tornò indietro di corsa, mi afferrò per un braccio e ci sottraemmo in fretta a quel diabolico fumo. […] Un superbo tramonto, una sera celestiale deliziarono il mio ritorno; ma sentivo chiaramente l’effetto sconvolgente di quel mostruoso contrasto. La terribilità contrapposta al bello, il bello alla terribilità: l’uno e l’altra si annullano a vicenda, e ne risulta un sentimento d’indifferenza. I napoletani sarebbero senza dubbio diversi se non si sentissero costretti fra Dio e Satana”.
Napoli, 20 marzo 1787
J. W. Goethe, "Viaggio in Italia."
(traduzione di E. Castellani, Milano, Mondadori, 1983).
Il Parco Nazionale del Vesuvio
Istituito nel 1995 a tutela dell’unico complesso vulcanico continentale ancora attivo in Europa, il Parco Nazionale del Vesuvio è situato in provincia di Napoli, si estende per 8.482 ettari sul territorio di 13 comuni: Boscoreale, Boscotrecase, Ercolano, Massa di Somma, Ottaviano, Pollena Trocchia, Sant’Anastasia, San Giuseppe Vesuviano, San Sebastiano al Vesuvio, Somma Vesuviana, Terzigno, Torre del Greco e Trecase. Comprende al suo interno due siti di importanza Comunitaria (SIC), una Zona di Protezione Speciale (ZPS), una Zona Wilderness ed una Riserva Forestale Statale, a testimonianza dello straordinario interesse naturalistico-ambientale che riveste questo territorio. Il Parco è custode inoltre di un ricco patrimonio folkloristico e culturale, fatto di feste religiose, danze, canti e musiche, e di un prezioso artigianato del corallo, della pietra lavica e del rame. Il parco dispone di una rete sentieristica che attraversa gran parte del territorio.
I sentieri
La rete dei sentieri del Parco Nazionale del Vesuvio è articolata in 9 tracciati che permettono al visitatore di vivere le bellezze e le peculiarità offerte dall’intero complesso vulcanico e garantiscono di godere del contatto profondo con la magia del paesaggio vesuviano.
Sentiero n. 1 La Valle dell’Inferno
La Valle dell’Inferno separa la vecchia caldera del Monte Somma dal Vesuvio, ed è invasa dalla lava dell’ultima eruzione del 1944, colonizzata dal lichene Stereocaulo Vesuvianum.
Sentiero n. 2 Lungo i Cognoli
Il tracciato risale le creste dei Cognoli di Ottaviano e dei Cognoli di Levante; su questi ultimi si può ammirare la più bella formazione di lava a corda del complesso vulcanico, incisa da una profonda crepa. Habitat di numerose specie di felci.
Sentiero n. 3 Il monte Somma
Il sentiero percorre le creste del Monte Somma sino a raggiungere Punta Nasone, la cima più alta dell’antica caldera e ridiscende lungo il tracciato utilizzato dai fedeli durante le festività. E’ il primo sentiero sperimentale del parco sulle tecniche d’ intervento con l’ingegneria naturalistica.
Sentiero n. 4 Attraverso La Riserva Tirone
Il sentiero percorre gran parte della Riserva Forestale Tirone Alto Vesuvio, alterna tratti chiusi in pineta e lecceta a tratti aperti in macchia, e raggiunge la colata lavica del 1944, da cui si ammira il golfo di Napoli.
Sentiero n. 5 Il Gran Cono
Il sentiero è la risalita storica al Vesuvio estremamente panoramica che permette di ammirare l’imponenza del vulcano e di osservare da vicino nuclei di betulla, specie relitta, diffusasi in Italia durante le glaciazioni.
Sentiero n. 6 Lungo la strada Matrone
Il sentiero ripercorre la strada, in uso sino agli anni ’80, tracciata negli anni ‘20-’30 dai fratelli Matrone per risalire sino al cratere. Le curve e i tornanti permettono di godere di scorci panoramici mozzafiato.
Sentiero n. 7 Il Vallone della Profica Il sentiero attraversa diversi ambienti: i campi coltivati, testimonianza dell’antico legame tra le genti vesuviane e i fertili suoli vulcanici, i boschi di caducifoglie e la pineta, habitat ideali per la ricca avifauna vesuviana. Sentiero n. 8 Il trenino a cremagliera
Il sentiero percorre in parte il tracciato del trenino a cremagliera che conduceva dalla stazione di Pugliano, oggi demolita, alla stazione inferiore della funicolare, resa famosa dalla celeberrima canzone “Funiculì funiculà”.
Sentiero n. 9 Il fiume di lava
Il sentiero attraversa gli ambienti di bosco e di macchia e raggiunge la lingua di lava del 1944, dal tipico aspetto grigio per la presenza dello Stereocaulon Vesuvianum. Lungo il tracciato si rinvengono le testimonianze delle opere idrauliche dei Borbone in area vesuviana.
Il complesso vulcanico
Il Vesuvio è l’unico vulcano attivo dell’Europa continentale, il più abitato (20 comuni per complessive 600.000 persone), il più studiato d’Europa. Le eruzioni verificatesi tra 25.000 e 27.000 anni fa, hanno in parte demolito il vulcano più antico, il Monte Somma, all’interno del quale si è successivamente formato il Gran Cono del Vesuvio. L’insieme delle due strutture prende il nome di complesso vulcanico Somma-Vesuvio e rappresenta un tipico esempio di vulcano a recinto. Alla base del cratere si trovano diverse bocche eruttive dalle quali sono uscite molte delle colate laviche di epoca storica, a partire dal 1631 fino al 1944, anno dell’ultima eruzione. Attualmente sul Gran Cono del Vesuvio sono presenti piccole fumarole, segno del suo stato di riposo
L’Osservatorio Vesuviano – sede storica e museale
Inaugurato nel 1845 da Ferdinando II Re delle Due Sicilie, L'O.V. è il primo osservatorio vulcanologico del mondo. Ha permesso per oltre centocinquanta anni l’osservazione minuziosa delle eruzioni vesuviane e dei loro fenomeni. Oggi vigila sullo stato di attività dei vulcani campani.
Nel Parco Nazionale del Vesuvio, visite a:
Il cratere – la visita
Con condizioni di tempo favorevoli, la visita è effettuabile tutto l’anno, fino al tramonto; ha una durata di circa 45 minuti e prevede l’accompagnamento obbligatorio di guide autorizzate.
Sentiero n. 1 Visita
Una delle passeggiate più suggestive del Parco Nazionale, il luogo chiave per l’osservazione diretta della tipica struttura del complesso vulcanico Somma – Vesuvio. Lungo il percorso i visitatori possono osservare la capacità di adattamento delle specie non autoctone al suolo vesuviano, tra le quali la Robinia, la ginestra dell’Etna, Pino marino e nero ecc. Tra le specie erbacee autoctone il sentiero ne presenta una discreta varietà tra le quali la valeriana, l’elicriso delle lave, il papavero giallo, il romice, le felci, l’ombelico di Venere. Fra queste, svariate presentano proprietà medicinali. Sulle colate laviche si può osservare la prima fase di colonizzazione dell’ambiente vulcanico ad opera del lichene (stereocaulon vesuvianum), che ha la capacità di sgretolare la roccia vulcanica creando le condizioni che favoriscono la crescita di altre specie. Il sentiero è “teatro” fra i preferiti dal Parco Letterario® per svolgere i suoi percorsi e i Viaggi sentimentali®. Si presta particolarmente a percorsi didattici per scolaresche.
Sentiero n. 3 “Il monte Somma”
E’ il percorso per raggiungere Punta Nasone, attraverso l’alternanza di tratti chiusi e ombreggiati del bosco misto mesofilo e dei tratti aperti dei ginestreti. Per un primo tratto di circa 800 metri il sentiero è accessibile a tutti, è infatti dotato di interventi che ne consentono la fruizione a disabili motori e della vista. Il sentiero è uno degli scenari naturalistici scelti dal Parco Letterario Plinio per i suoi percorsi e i Viaggi sentimentali ®.
Sentiero n. 4 Attraverso la Riserva Tirone
Il percorso attraversa la Riserva Forestale Tirone-Alto Vesuvio formata da pinete e da leccete con sottoboschi ricchi di ginestre e, nelle radure aperte, di valeriana rossa , elicriso e verbasco. In prossimità delle baracche forestali si può godere di uno splendido tratto panoramico alternando lo sguardo sui tratti ombreggiati del bosco e sul Somma - Vesuvio. Il sentiero è “teatro” fra i preferiti dal Parco Letterario per svolgere i suoi percorsi e i Viaggi Sentimentali®. Si presta particolarmente a percorsi didattici per scolaresche.
All’Osservatorio Vesuviano
Sede storica e museale, Via dell’Osservatorio ad Ercolano.
La visita: La visita alla sede storica dell’Osservatorio Vesuviano è una tappa obbligatoria per capire i vari tipi di eruzioni vulcaniche con particolare interesse a quelle del Vesuvio. Oggi la sede storica è stata trasformata in un museo, con monitor che permettono di capire, attraverso le immagini, i fenomeni vulcanici, i segni premonitori e le eventuali eruzioni esplosive del Vesuvio stesso. Proseguendo nelle altre sale, sempre attraverso monitor e calchi si comprendono l’eruzione esplosiva che distrusse Pompei ed Ercolano e quella effusiva del 1944, ultima eruzione in ordine di tempo. La visita prosegue tra antichi e moderni strumenti di rilevazione, e una collezione di rocce, tra manufatti inglobati dalle varie eruzioni, il tutto inserito in una struttura architettonica ed un paesaggio che difficilmente è possibile trovare altrove.