Contenuti del Parco
Eventi
Teggiano (Sa), 10 agosto 2010, I Parchi Letterari® Pomponio Leto presentano gli Atti del Convegno "L'assedio di Diano del 1497", Teggiano (Sa) Ore 20.00 [continua...]
I Parchi Letterari Pomponio Leto propongono un fine settimana tra Paestum e il Vallo di Diano nel Parco del Cilento Patrimonio dell'Umanità [continua...]
Parco Letterario® Pomponio Leto: La battaglia nel Rinascimento meridionale: moduli narrativi tra parole e immagini [continua...]
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Pomponio Leto - Teggiano (Salerno)
Gli Scenari
Il Parco è dedicato ed intende promuovere la figura di Giulio Pomponio Leto, protagonista dell’Umanesimo e fondatore dell’Accademia Romana, cenacolo di letterati devoti alla classicità.
Nato a Teggiano, Pomponio Leto era un discendente naturale dei Sanseverino che di Teggiano erano i feudatari.
Il paese conserva il volto di una antica città medioevale e domina dall'alto il Vallo di Diano nel Parco del Cilento. Per la sua posizione strategica la città divenne un centro prestigioso di potere e di cultura nonché roccaforte inespugnabile durante la Congiura dei Baroni del 1485 contro gli Aragona. Al potere e allo splendore dei Sanseverino in campo civile e militare, di cui il castello ed i resti delle fortificazioni sono la prova, si affianca la gloria di Diano (Teggiano) e della sua valle in campo religioso, reso manifesto dalle innumerevoli chiese e conventi (Teggiano è Sede Vescovile), dall'antichissimo Seminario e dalla vicina Certosa di Padula.

Tra i centri storici della Provincia di Salerno, Teggiano (m. 637 s.l.m. e 8.348 ab.) è certamente quello che ha conservato meglio la sua antica fisionomia di roccaforte ed è con tale aspetto che si presenta a chi raggiunge il suo Centro Storico. L'aspetto naturale di Ioppidum romano, ricordato ancora oggi dalla conservazione in pianta del Cardo e del Decumano viene rinnovato in epoca normanna e in età federiciana. Ma è soprattutto in epoca medioevale che l'allora Diano ha avuto un ruolo predominante nella storia del Vallo di Diano. Difatti la potente famiglia Sanseverino vi costruì il Castello e la elesse a roccaforte dove potersi rifugiare in caso di pericolo. Lì Antonello Sanseverino, Principe di Salerno e signore dello Stato di Diano, insieme a molti altri feudatari della zona, ordì la Congiura dei baroni, una sorta di sommossa fiscale contro il re di Napoli Federico d'Aragona e conclusa nel 1487 con l'accordo fra le parti. A quell'epoca oltre al Castello era protetta tutta la città poichè Diano era cinta da alte mura con 25 torri di guardia e quattro porte di accesso e fu ritenuta inespugnabile dopo che resistette per 3 mesi all'assedio del nuovo re di Napoli Ferdinando d'Aragona.
(Pro loco Teggiano)
Il Castello dei Principi Sanseverino
Sorto in epoca normanna in seguito al processo di incastellamento degli antichi abitati in atti in tutta Europa, il Castello di Teggiano è fra i più importanti dell'Italia meridionale.
Nei primi anni del Quattrocento, quando Diano era stata incamerata nel demanio regio per la cacciata dei suoi feudatari, i Sanseverino, conti di Marsico, il Re di Napoli Ladislao di Durazzo dispose un primo restauro del Castello, ordinando che alle spese occorrenti contribuissero tutti i paesi del Vallo di Diano.
Un altro restauro è documentato nel 1417, disposto questa volta dai Sanseverino, ai quali si deve perciò l'ampliamento della costruzione che fece assumere al Castello quell'aspetto monumentale che notiamo ancora oggi.
Il Castello è citato nella storia del Regno di Napoli per due fatti memorabili avvenuti in esso:
- la Congiura dei Baroni contro il Re Ferdinando I° d'Aragona. e l'Assedio di Diano del 1497
Nel 1485, sotto la guida del Principe Antonello Sanseverino, i Baroni della zona, stanchi di contribuire in maniera sempre crescente alle spese militari del Re, si ribellarono riunendosi a Diano.
Chiesa - Convento di San Francesco
La costruzione della Chiesa e dell'annesso Convento risale ai primissimi anni del XIV secolo, come attesta l'iscrizione posta sull'architrave del portale, datato 1307. Il Convento è considerato, verso il 1340, appartenente alla custodia di Principatus dell'Ordine dei frati Minori Conventuali di San Francesco. Il Convento verrà soppresso con le leggi napoleoniche nel 1808.Nel 1745 un controsoffitto, dipinto dal De Martino , nascose le capriate, e le monofore poste in alto alle pareti laterali.BellissimiI gli affreschi sulle scene della vita di San Francesco, eseguiti da ignoto maestro nella prima metà del XIV secolo e Santi Francescani con San Michele Arcangelo, della seconda metà del XV secolo.
Chiesa - Convento della SS. Pietà
Il complesso, sorto in epoca trecentesca come convento benedettino maschile, fu trasformato da Antonello Sanseverino, Principe di Salerno e Signore di Diano, dopo il 1475, in convento dei frati Minori Osservanti di San Francesco..La chiesa presenta, all'esterno, un bellissimo portico rinascimentale con tre archi poggiati su artistici capitelli attribuiti a Francesco da Sicignano e uno splendido portale in pietra (1476) con al centro, nella lunetta, una scultura raffigurante la "Pietà" e un portone ligneo scolpito e dipinto della stessa epoca.All'interno una grande navata con, sul lato sinistro, con archi a vela poggiati su basse e robuste colonne in pietra, una navatella laterale su cui si affacciano due cappelle, accoglie affreschi del XIV e XV secolo, tavole dipinte e statue del XV secolo e, nell'abside, un bel coro ligneo con gli schienali su cui sono dipinte le immagini dei Santi e, al di sopra, su un palchetto, il gruppo "del Compianto " una serie di sei statue lignee policrome (1505) attribuite a Giovanni da Nola e raffiguranti la deposizione con il Cristo morto, l'Addolorata, San Giovanni Battista, la Maddalena, Roberto e Antonello Sanseverino.All'interno del Convento vi è il grande chiostro con colonne in pietra lavorata e affreschi sulle vele e le lunette del XIV e XV secolo. Nel refettorio si conserva l' Andata al Calvario, un grande, incredibile affresco del 1476.

La Certosa di Padula
La nascita si fa risalire al IX-X secolo quando la popolazione, cessata la furia demolitrice dei Saraceni, preferì sistemarsi sulla collina meno elevata e più prossima ai collegamenti della via consolare, dove ancora sorge Padula. Le notizie storiche disponibili confermano l'esistenza di Padula dopo l'anno mille, facendo a volte riferimento anche ad un insediamento sui monti come quello di Mandrano. Alla nascita di Padula certamente non furono estranei i monaci Basiliani, come stanno a testimoniare la chiesa di S. Nicola alle Donne ed i ruderi dell'antico Monastero di S. Nicola al Torone. Nel 1296 Tommaso II Sanseverino entrò in possesso di Padula. La sua attenzione fu poi attratta dal sito in cui sorgeva la Grancia di S. Lorenzo dell'Abate di Montevergine. Nel 1305 ottenne, per permuta con l'Abate Guglielmo, tutti i beni della Grancia e li donò ai Certosini di S. Brunone. Con l'atto stipulato il 28 Gennaio 1306 incominciava a sorgere il primo nucleo della Certosa, che nei secoli assunse le grandiose dimensioni che ancora oggi è possibile osservare. Nel periodo risorgimentale, sebbene madre di molti spiriti liberali, ha conosciuto la tragica fine dei trecento seguaci di Carlo Pisacane (dal sito Web della Certosa).

Certosa di Padula e Vallo di Diano (da Siti Unesco.it)
La Certosa fu fondata nel 1306 da Tommaso S. Severino, dedicata a San Lorenzo che la donò all'ordine dei Certosini. La storia dell'edificio copre un periodo di circa 450 anni.
Originariamente Certosa di San Lorenzo, è ora chiamata di Padula per la vicinanza all'omonimo paese.La parte principale della Certosa è in stile Barocco sulla quale sono edificate oltre 320 stanze, un enorme grande chiostro (circa 12.000 m²) contornato da 84 colonne, è uno dei più grandi monasteri del mondo.
Il Vallo di Diano è inserito nella prestigiosa rete delle Riserve della biosfera del Mab-Unesco (dove Mab sta per "Man and biosphere"): su tutto il pianeta si contano circa 350 di queste particolari aree protette che servono a tutelare le biodiversità e promuovere lo sviluppo compatibile con la natura e la cultura. Così il Parco del Vallo di Diano oggi, oltre ai suoi preziosi habitat naturali, può salvaguardare quegli scenari consacrati dalla storia dell'uomo e permeati dalle sue tradizioni: borghi e antichi sentieri.

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