Ernst Bernhard

Ernst Bernhard

Ferramonti di Tarsia (Cosenza)

Gli Scenari

TARSIA è senza dubbio tra i più antichi borghi della valle del Crati.
Il territorio del Comune di Tarsia ha una superficie di 49,35 kmq con un'altitudine media di 206,5 metri sul livello del mare. Il territorio si distribuisce in tre distinte aree, nelle quali si riscontrano situazioni d'uso diversificate: l'area circostante il "capoluogo", sede dei principali processi d'urbanizzazione, nella quale si svolgono attività agricole minori con prevalente utilizzo a pascolo; l'area del fiume Follone (Contrada Le Caselle) prevalentemente pianeggiante; l'area del fiume Crati, suddivisa da una zona montana ad est (Quercia Rotonda), dalla zona dell'invaso della Diga di Tarsia (inclusa nella Riserva Naturale) e dall'area dell'ex Campo di Concentramento di Ferramonti.
Queste aree, oltre ad essere ricche di valori antropici e paesaggistici, sono sede delle principali attività agricole specializzate. Su uno sperone roccioso, all'estremità dell'abitato, si trovano i resti di un castello normanno ed ancora più a nord una torre della stessa epoca, a guardia, verso i territori di Sibari e la foce del Crati.
Ma le origini di tarsia sono ben più lontane. Secondo il Barrio, il Fiore ed altri scrittori, Tarsia è l'antica Caprasya , o Caprisia o Caprese. Per quanto riguarda il sito, quei tre nomi non hanno a che vedere con l'odierna Tarsia. Lo Sforza, ritiene che quella città si trovasse nell'attuale frazione di Caselle. In verità, l'attuale Tarsia che domina a mezzogiorno la lunga valle del Crati e osserva di fronte anche i contrafforti silani, ha caratteristiche strategiche medievali. Maestri nelle scelte di simili posizioni che si affrettavano e fortificavano con torri e castelli erano i normanni, e, all'epoca normanna deve risalire Tarsia. Infatti, Ferrante Della Marra, duca di Guardia, dice che "antiquissimi et nobilissimi son quelli di Tarsia", ed aggiunge che la famiglia Tarsia l'aveva edificata ai tempi dei normanni. In epoca medievale, con l'inizio del feudalesimo, Tarsia raggiunse un primato di notevole importanza: fu elevata a Contea (solo cinque in tutto il territorio della Calabria). Tale privilegio si spiega per la sua felice posizione geografica e per i suoi vasti possedimenti.
La Contea di Tarsia passò nel corso del XIV° secolo ai Ruffo, ai Sangineto, ai Sanseverino e, infine, nel 1606 agli Spinelli, che nel 1642 vi incardinarono il titolo di principato. Tra le emergenze monumentali si rileva l'Abbazia di S. Maria di Camigliano, fondata dai Benedettini nel Medioevo. Rinvenimenti archeologici di stanziamento in età classica greca si sono avuti presso la stazione ferroviaria. Fino alla metà di questo secolo la popolazione ha vissuto prevalentemente nel centro storico.

Riserve naturali del Lago di Tarsia e della Foce del fiume Crati
Le Riserve naturali del Lago di Tarsia e della Foce del fiume Crati, situate in provincia di Cosenza, sono state istituite dalla Regione Calabria nel 1990 (L. R. della Calabria n. 52 del 5 maggio 1990 e ss.mm.ii.) su proposta dell'Associazione di protezione ambientale “Amici della Terra Italia". A tutt’oggi sono le due uniche riserve istituite dalla Regione Calabria. Le Riserve sono anche Siti di Importanza Comunitaria (SIC) per la Rete Natura 2000, ai sensi della Direttiva Habitat (92/43/CE).
Esse coincidono con due importanti aree umide poste lungo il corso del fiume Crati: il Lago di Tarsia, grande invaso a monte della diga delle Strette di Tarsia, ricadente nel territorio dei comuni di Tarsia e di Santa Sofia d'Epiro, e la Foce del fiume Crati, ricadente nel territorio dei comuni di Corigliano Calabro e di Cassano allo Ionio (tra le frazioni Thurio e Laghi di Sibari). L’estensione delle due aree è nell’insieme di circa 600 ettari e la loro gestione è attribuita ad Amici della Terra Italia.
Ricca e diversificata si presenta la biodiversità animale e vegetale di queste due aree protette. Per la fauna vertebrata sono presenti 194 specie che rappresentano il 15% circa delle specie distribuite in Italia. Per la flora le specie complessive presenti sono 947 e rappresentano il 36% circa di tutte le entità censite in Calabria.

Tra i servizi avviati dall’Ente gestore i più importanti sono: i Centri Visitatori di Tarsia (via Garibaldi, 4 - Palazzo Rossi), di S. Sofia d'Epiro (Largo Trapesa, 1 - Palazzo Bugliari), di Schiavonea di Corigliano Calabro (Torre del Cupo).
Tutti i Centri sono ospitati in strutture messe a disposizione dai Comuni delle Riserve.

Interessante si presenta il Museo di Storia Naturale della Calabria con Sezioni: a Tarsia, ospitante i Diorami dedicati alle Aree Protette della Calabria; a S. Sofia d'Epiro, l’Erbario del Crati; a Schiavonea di Corigliano Calabro, presso Torre del Cupo, hanno sede i Diorami dedicati agli Acquari del Mediterraneo; a Cassano Ionio è stato previsto l’allestimento dedicato alle Scienze della Terra (raccolte mineralogiche e geologiche della Calabria).

Altri servizi assicurati dalle Riserve, soprattutto a favore delle scuole di ogni ordine e grado, sono: il Laboratorio di Botanica; la Biblioteca Naturalistica Calabrese con l'annesso Centro di documentazione ambientale sulle aree protette della Regione Calabria, il Campo sperimentale della Vite selvatica, il Centro di Grafica Naturalistica, il Laboratorio di Analisi Ambientale e l' lnfo Point ambientale regionale, il Centro di Esperienza Ambientale della Rete InFEA “A Scuola nelle Riserve” ospitati a Palazzo Rossi, uno dei più bei palazzi patrizi di Tarsia, anche sede Direzionale e del Polo didattico-scientifico delle Riserve.
Particolare importanza è dedicata alla ricerca, con il monitoraggio ambientale delle acque e i rilevamenti floro-faunistici. Notevole interesse scientifico rivestono le pubblicazioni a carattere scientifico-divulgativo curate dall’Ente gestore delle Riserve.

Per informazioni e visite:
Riserve naturali regionali Lago di Tarsia – Foce del Crati
Amici della Terra Italia/Ente gestore
Palazzo Rossi, Via Garibaldi n. 4 9- Tarsia (Cs)
Tel. e fax: 0981.952185
Mail: info@riservetarsiacrati.it
www.riservetarsiacrati.it
https://www.facebook.com/riservetarsiacrati

CIRCOLO IPPICO DELL’ARCIONE

Non lontano dal Parco letterario si trova il Circolo Ippico dell’Arcione, nel territorio del comune di Bisignano.
Sul finire degli anni ‘60 Nino Boscarelli presso l’azienda agricola (ora agrituristica) Paglialonga creò, in collaborazione con un gruppo di allevatori e appassionati della provincia di Cosenza, una delle prime scuole di equitazione della Calabria, la cui direzione fu affidata ad un istruttore, maresciallo Vito Zotti, proveniente dalla prestigiosa Scuola Militare di Cavalleria di Pinerolo.
Questa esperienza riuscì a coniugare la secolare tradizione locale di allevamento del cavallo con i dettami della Scuola di Equitazione Militare Italiana creando solide basi per la costituzione del futuro Circolo Ippico dell’Arcione (C.I.D.A.) oggi CIDA-Paglialonga.
Il CIDA-Paglialonga si costituisce e si aggrega alla F.I.S.E. (Federazione Italiana Sport Equestri) nel 1980, ottenendone l’affiliazione nel 1983. E’ un’associazione sportiva dilettantistica, che si pone come scopo sociale la conoscenza del cavallo, la pratica e la diffusione dell’equitazione sia a livello agonistico sia amatoriale. Tra gli scopi sociali ha inoltre la valorizzazione di tutti i rapporti che legano il mondo del cavallo all’ambiente, all’escursionismo ed al tempo libero in genere, ha il fine di rieducare e riabilitare i portatori di handicap attraverso la Terapia con il Mezzo del Cavallo (T.M.C.). Ottimi sono stati i risultati conseguiti dagli allievi, tanto che hanno valso il riconoscimento dalla FISE di Scuola Federale. Nel corso degli anni ha ricevuto numerosi riconoscimenti: nel ’93 Scuola Federale di Base, nel ’95 dal C.O.N.I. come C.A.S. (Centro di Avviamento allo Sport), dal ’96 al 99 Scuola Federale di Agonismo, classificandosi 7° nell’apposita graduatoria nazionale delle società sportive (1996). Il C.I.D.A.-Paglialonga è anche affiliato all’A.N.I.R.E. (Associazione Nazionale Italiana di Riabilitazione Equestre), dalla quale ha ottenuto nel ’94 il riconoscimento di C.R.E. (Centro di Riabilitazione Equestre) dal 2005 riconosciuto anche dalla FISE come Centro Federale di Riabilitazione Equestre. Nel 2006 ha ottenuto l’attestato di Benemerenza Sportiva dalla Provincia di Cosenza e dal C.O.N.I. Comitato provinciale di Cosenza.
 
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