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Sito in Fase di Aggiornamento

Don Giuseppe de Luca - Potenza (PZ)

Evento del Parco

Su quei monti di faggete eterne
24.08.2008

Il Parco Letterario® De Luca in collaborazione con il Club Alpino Italiano (sezione di Potenza) e l’Associazione Ameno di Potenza e il patrocinio del Comune di Sasso e del GAL CSR Meandro

Presenta:
 
SU QUEI MONTI DI FAGGETE ETERNE
ITINERARIO TRA NATURA, CULTURA, SPIRITUALITA’
 
DOMENICA 24 AGOSTO 2008
 
 
Una escursione con narrazione sulle cime dei monti lucani, sui passi di Don Giuseppe De Luca.
 
Durante questo affascinante e suggestivo sentiero di circa tre Km di percorrenza, in tre soste si assisterà alla drammatizzazione delle opere di De Luca riguardanti il periodo della sua giovinezza e il suo rapporto con la Lucania antica. La voce narrante sarà femminile, come le tre icone fondamentali della vita del prete “Romano” (la madre, la Madonna di Czestochowa, l’mata Terra) nell’immenso e sconfinato promontorio di una dolce e mistica grande Lucania.
 
La partecipazione è gratuita. E’ necessario portare in dotazione:
scarpe da trekking o da montagna
zainetto con il minimo occorrente
 
Il percorso ha inizio dal parcheggio della stazione sciistica di Piefaone, proseguirà all’ombra di faggeti e alberi secolari e toccherà la cima del Monte Arioso vetta tra le più alte e suggestive della Regione.
 
Per aderire
Inviare una mail a parcodeluca@alice.it specificando il numero di partecipanti o chiamare il 393.5452141 dopo le 18.30 entro e non oltre il 21 agosto c.a.

I Partecipanti potranno usufruire del "Menù cortesia" . Per Informazioni e prenotazioni si veda il file allegato 
 




PROGRAMMA
Ore 9.00
Raduno dei partecipanti al parcheggio piste sci Pierfaone
Ore 9.30
Partenza itinerario con soste e interpretazione sul posto
Ore 13.00
Rientro al parcheggio
 
Come arrivare
Da Potenza percorrere la Tito-Brienza (SS95), uscire a Sasso di Castalda e seguire le indicazioni “Piste da sci” Sellata – Pierfaone.
Da Salerno percorrere la A3, uscire a Polla, seguire le indicazioni per Satriano di Lucania/Potenza, immettersi sulla Tito-Brienza (SS 95) direzione Brienza, uscire a Sasso di Castalda e seguire le indicazioni “Piste da sci” Sellata-Pierfaone.
 
 
 
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Chi era De Luca:
fu l’uomo dalla personalità complessa, collaboratore negli anni ’30 di quasi tutti gli organi della stampa cattolica . Ha animato e stimolato il mondo della cultura italiana, europea ed americana intessendo rapporti con letterati e filosofi senza mai dimenticare né nascondere d’essere "prete romano". I suoi interlocutori sono Prezzolini, Papini, Bargellini, Ungaretti, Palazzeschi, Manzù ma anche Cantimori, Jacques Maritain, Croce, i futuri Papi Roncalli e Montini, Bottai, Togliatti, De Gasperi e Sturzo. Alla sua morte, avvenuta nel 1962, all’età di 64 anni, tutto un mondo laico gli renderà omaggio e si scopri quanto intense e profonde fossero le amicizie e le confidenze che quest’uomo, pieno di progetti, era riuscito a costruire.

La qualità dell’uomo, che già aveva giganteggiato, diventava ancor più forte in una trasparenza d’animo delicatissima e in una carica progettuale che non conosceva la fatica. Guardando Oltralpe il giovane sacerdote, nato a Sasso di Castalda nel 1898, scopriva quanto fosse provinciale l’Italia e quanto i nostri letterati e critici, teologici e storici si perdessero dietro particolarismi accademici trascurando la tradizione dei capisaldi del pensiero occidentale. Un mondo europeo che andava indagato per ridare voce a figure determinanti, ma dimenticate.

Don Giuseppe De Luca andò sempre fiero delle sue origini meridionali, paesane e contadine, e meditò a più riprese di scrivere la propria biografia. La sua biografia è la storia di un protagonista sotterraneo ma cruciale del Novecento italiano.



Chi era Frassati:
nasce a Torino il 6 aprile del 1901 da genitori biellesi. Il padre Alfredo è fondatore e direttore del quotidiano "La Stampa", senatore nel 1913 e ambasciatore a Berlino nel 1921-1922. La madre Adelaide è un'appassionata ed affermata pittrice.
Con la sorella Luciana, di un anno minore, frequenta il Liceo-Ginnasio Massimo d'Azeglio e consegue la maturità classica all'Istituto Sociale dei padri Gesuiti. Nel 1918 s'iscrive al Regio Politecnico di Torino nel corso di Ingegneria industriale meccanica con specializzazione mineraria al fine di dedicarsi "a Cristo tra i minatori".
Sviluppa prestissimo una profonda vita spirituale: Gesù nell'Eucaristia e la Santa Vergine - da lui particolarmente onorata nel santuario alpino di Oropa - sono i due poli della sua devozione.
S'iscrive e partecipa attivamente a numerose associazioni (Fuci, Gioventù Cattolica, Club Alpino Italiano, Giovane Montagna), ma il campo della sua massima attività è la Conferenza di San Vincenzo, dove si prodiga nell'aiuto ai bisognosi, ai malati, agli infelici, donando loro tutto se stesso. Nel 1922 entra nel Terz'ordine domenicano assumendo il nome di fra' Gerolamo in ricordo del Savonarola.
Due mesi prima della laurea, a soli 24 anni, la sua esuberante fortezza viene stroncata in cinque giorni da una poliomielite fulminante. Muore il 4 luglio del 1925. I suoi funerali sono un'apoteosi. La tomba di Pollone diviene subito meta di pellegrinaggi. Il suo corpo riposa ora nel duomo di Torino.
Il 20 maggio del 1990 Giovanni Paolo II proclama Beato quel giovane che nel 1980 aveva chiamato "un alpinista tremendo" e nel 1984 aveva indicato come modello agli sportivi del mondo intero.

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Nel luglio del 1923 Pier Giorgio scriveva ad un amico: "Domenica è stata una di quelle giornate magnifiche e dal ghiacciaio il mio pensiero è corso agli amici lontani: li avrei voluti avere tutti qui per godere con me quello spettacolo meraviglioso."

E oggi Pier Giorgio, ispirando la bella iniziativa del Club Alpino Italiano, protende ancora la mano forte ai giovani tutti per reggere la cordata di quelli che vogliono "vivere e non vivacchiare".
Indica loro IL SENTIERO perché facciano come lui "di ogni scalata sulle montagne un itinerario che accompagna quello ascetico e spirituale, una scuola di preghiera e di adorazione, un impegno di disciplina ed elevazione, unendo a ciò … l'ammirazione per l'armonia del Creato, l'ammirazione di Dio stesso." (Giovanni Paolo II, Cogne, agosto 1994)

Dal sito Sentieri trassati di Wanda Gawronska


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