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9 e 16 Maggio, I Parchi Letterari Giosue Carducci presentano La notte dei Musei promossa dal Ministero della Cultura francese [continua...]
I Parchi Letterari Giosue Carducci partecipa alla notte dei musei promossa dal Ministero della Cultura francese [continua...]
Apertura dei Musei Carducciani nella Giornata Mondiale del Libro [continua...]
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Giosue Carducci - Castagneto Carducci (Livorno)
La Vita
1835 - Giosuè Carducci nasce il 27 luglio, da Michele e Ildegonda Celli, a Valdicastello in provincia di Lucca
1838 - Il 25 ottobre la famiglia Carducci giunge a Bolgheri in quanto Michele Carducci vince il concorso per medico presso la località toscana.
1842 - Muore "nonna Lucia", figura determinante nell'educazione e formazione del piccolo Giosuè tanto che il poeta la ricorderà con grande affetto nella poesia "Davanti San Guido".
1848 - Nella notte tra il 21 e il 22 maggio, la finestra di casa Carducci viene presa a fucilate da ignoti in seguito all'acuirsi del conflitto tra Michele Carducci e la parte più conservatrice della popolazione bolgherese, capeggiata dal pievano Don Bussotti. Seguono altre fucilate che costringono la famiglia a fuggire da Bolgheri e a trasferirsi a Castagneto, dove rimane per quasi un anno.
1849 - Il 28 aprile i Carducci giungono a Firenze. Giosuè frequenta l'Istituto degli Scolopi e conosce la futura moglie Elvira Menicucci, figlia di Francesco Menicucci, sarto militare, e della prima moglie dell'uomo.
1853 - L'11 novembre Carducci entra alla Scuola Normale di Pisa. I requisiti per l'ammissione non collimano perfettamente, ma è determinante una dichiarazione di padre Geremia, suo maestro, in cui garantisce: "… è dotato di bell'ingegno e di ricchissima immaginazione, è colto per molte ed eccellenti cognizioni, si distingue persino tra i migliori. Buono per indole si condusse sempre da giovine cristianamente e civilmente educato". Giosuè sostiene gli esami svolgendo brillantemente il tema "Dante e il suo secolo" e vince il concorso.
1856 - Il 3 luglio si laurea in filologia e filosofia con il massimo dei voti
1857 - Insegna retorica al liceo di San Miniato al Tedesco. Compone le “Rime di San Miniato” il cui successo è quasi nullo, salvo una citazione su una rivista contemporanea del Guerrazzi. La sera di mercoledì 4 novembre si uccide il fratello Dante squarciandosi il petto con un bisturi affilatissimo del padre: mille le congetture. Tra queste, l’essere stanco dei rimbrotti familiari specialmente del padre, che era diventato intollerante e duro anche con i figli.
1858 - Dopo il suicidio di Dante, la salute del padre comincia a peggiorare fino alla morte, per cancro. La sua carriera è durata meno di 25 anni, durante i quali aveva dovuto affrontare ben 10 trasferimenti: sempre in rotta, una fuga perenne da se stesso, dalla propria lingua pungente che non rendeva giustizia ai suoi nobili sentimenti.
1859 - Il 7 marzo Giosuè Carducci si sposa con Elvira Menicucci. Donna paziente e sottomessa, rimase accanto al poeta anche nei momenti più dolorosi della sua vita, diventando alla fine un punto di riferimento.
1860 - Il poeta si trasferisce a Bologna dove insegna eloquenza italiana all'Università. Trova casa in via del Carbone e fa venire le sue 3 donne: la moglie e le 2 figlie, Beatrice e Laura. Nel nuovo ambiente non lo attraggono le amicizie: studia con caparbietà e frenesia e si comincia a delineare la sua posizione culturale, artistica e politica.
1870 - Il 9 novembre muore il figlioletto Dante con il quale il rapporto è particolarmente tenero. Il Carducci è duramente colpito dalla sua morte: torvo, lo sguardo fisso nel vuoto, si porta dietro il suo dolore ovunque, in casa, all'università, a passeggio. Nel giugno 1871 ripensando al figlio perduto compone "Pianto antico".
1872 - Durante il soggiorno bolgherese il Carducci conosce Maria Rosa Banchini, con la quale instaura un’amicizia. Con il tempo si trasforma nel primo amore dell'adolescenza che sfocia in un finto matrimonio: un misto di fantasia giovanile e di colore paesano, celebrato a Bolgheri. Vent'anni dopo quel fantasioso matrimonio il Carducci, immerso nella nebbia di Bologna e con il pensiero fisso al sole di Bolgheri, compone l' "Idillio Maremmano".
1879 - Durante le “ribotte”, il poeta si incontra con gli amici castagnetani con i quali si intrattiene degustando piatti tipici locali, bevendo vino rosso, chiacchierando e recitando i numerosi brindisi composti per quelle occasioni conviviali.
1885 - Il poeta interpreta per la prima volta di fronte agli amici la poesia "Traversando la Maremma Toscana".
1886 - Carducci compone la bozza definitiva della poesia "Davanti San Guido",la poesia più famosa di Carducci in cui si coglie la consapevolezza di non poter più tornare indietro alla vita semplice di un tempo.
1894 - Termina la lunga serie di "ribotte" a Castagneto.E' l'ultimo atto conosciuto di un legame affettivo con la gente e i luoghi della sua Maremma. Le avvisaglie della malattia che già ci sono state, si materializzerenno 3 anni dopo quando Carducci resta irreversibilmente paralizzato.
1906 - Al poeta viene assegnato il Premio Nobel per la Letteratura. Le condizioni di salute non gli consentono di recarsi a Stoccolma per ritirare il premio che gli viene consegnato nella sua casa di Bologna.
1907 - Il 16 febbraio Giosuè Carducci muore nella sua casa di Bologna. I funerali si tengono il 19 febbraio e il Carducci viene seppellito alla Certosa di Bologna dopo varie polemiche.
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