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Eventi

Inaugurata la rassegna “IL CAMMINO DELLE PAROLE”

Oltre duecento persone sono intervenute nel pomeriggio dello scorso 23 novembre all’inaugurazione della rassegna “Il cammino delle parole”, promossa insieme alla Società Dante Alighieri [continua...]

Giosue Carducci: Pittore e scultore di immagini e uomini

23 novembre 2011, Roma - Palazzo Firenze. La Società Dante Alighieri e Paesaggio Culturale Italiano Vi invitano a partecipare all'incontro letterario ed enogastronomico "Giosue Carducci: Pittore e scultore di immagini e uomini" [continua...]

Buon compleanno Giosue

27 luglio 2011, Castagneto Carducci (Li). In occasione del 176° compleanno di Giosue Carducci, il Comune di Castagneto Carducci presenta: "Buon compleanno Giosue" [continua...]

Giosue Carducci - Castagneto Carducci (Livorno)

Gli Scenari


In molte poesie, che vengono definite "Poesie di Maremma", Carducci scrisse dei luoghi conosciuti durante la fanciullezza, luoghi che non poté scordare mai:

Casa Carducci



 

CASA CARDUCCI
A Castagneto si trova la casa che ospitò la famiglia Carducci dal 1848 al 1849, di proprietà della famiglia Espinassi Moratti. La casa è stata aperta al pubblico nel mese di giugno del 1992 grazie alla proprietaria, la Sig.ra Maria Bianca Cancellieri, la quale, con il patrocinio dell'Amministrazione Comunale, ha provveduto a restaurare e ripristinare l'appartamento dei CARDUCCI. Durante la permanenza a Bologna Giosuè Carducci, per circa 15 anni, dal 1879 al 1894, ritornò nei luoghi della sua fanciullezza, e fu ospitato nella stessa casa in cui anni prima aveva soggiornato con i familiari. 

BOLGHERI 
Dall'VIII° secolo fin verso il Mille, il nome ricorrente era Sala del Duca Allone, residenza di caccia e di riposo del duca longobardo Allone. Il nome di Bolgheri prese a comparire nel X° secolo e finì col sostituire il toponimo precedente, in coincidenza con l'avvicendamento del dominio pisano al precedente dominio lucchese. Quando nel 1406 Pisa fu assoggettata a Firenze, insieme al proprio contado, i fiorentini crearono i comuni di Bolgheri, Castagneto e Donoratico, dando loro la possibilità di darsi degli statuti. Verso la fine del secolo Pisa si ribellò a Firenze e chiamò in difesa l'imperatore di Germania Massimiliano I d'Asburgo, il quale, in attesa di rinforzi, pose l'assedio a Livorno.
In quell’occasione, le truppe imperiali, i Lanzichenecchi, furono lasciate libere di far preda nel contado e giunsero fino a Bolgheri: forse i bolgheresi si ribellarono, forse i tedeschi furono inebriati dal vino di Bolgheri, comunque si verificò l'irreparabile e Bolgheri fu distrutto.

Castello di Bolgheri

Fu ricostruito ai primi del 1500 nella posizione attuale. Nei secoli che seguirono Bolgheri divenne il centro prediletto dei conti Della Gherardesca. La sua storia di si vivacizzò nella seconda metà del '700: sorsero alcune case coloniche, iniziò qualche timida forma di mezzadria, nacquero alcune infrastrutture(cantina, granaio, ecc…). Nel 1838 giunse a Bolgheri il dottor Michele Carducci con la famiglia: una decina d'anni di aperta sfida ai tre poteri dominanti dell'epoca, "la chiesa, il Granduca, il conte". Ancora oggi nel paesino si ritrovano testimonianze del vissuto della famiglia Carducci: largo "bionda Maria", Casa Carducci, cimitero di nonna Lucia. 

Il Viale di Cipressi - 1  I Cipressi di Bolgheri

Castagneto Carducci

 CASTAGNETO CARDUCCI
Compare nell'atto di donazione dei beni all'Abbazia di San Pietro in Palazzuolo di Monteverdi, redatto dal fondatore Walfredo di Ratcauso nel 754 d. C.. La comunità che vi si andò formando si distinse sempre per i vivaci contrasti con gli antichi dominatori. Quando Pisa fu sottomessa a Firenze, Castagneto rimase sempre all'erta contro prevaricazioni e soprusi. La lotta per gli usi civici (caccia, pesca, legnatico e pascolo) si protrasse fino al 1778 quando il giudice Martini emise una precisa sentenza: la proprietà dei territori ai Gherardesca, il godimento degli usi civici ai castagnetani. La soddisfazione per questo riconoscimento non scalfì il vivo disappunto per la mancanza di terra, per cui, 10 anni dopo quella sentenza, si arrivò ad una definizione: ai Gherardesca gli usi civici di pascolo e legnatico, ai castagnetani la terra. Negli anni successivi la terra ritornò agli antichi proprietari e il conte Guido Alberto introdusse un progressivo stato di conflittualità per venire in possesso anche dei due rimanenti usi civici, la caccia e la pesca. Questo stato fu esasperato da processi, attentati e incendi alle proprietà Gherardesca, finchè nel 1848 scoppiò una rivolta totale a Castagneto. Il 6 gennaio 1849, con l'intervento del Granduca Leopoldo II, il conte Guido Alberto concesse le "preselle", la proprietà dell'ex-palazzo pretorio, la chiesina di San Sebastiano, il locale della scuola. La "comunità Gherardesca" fu sostituita da Castagneto Marittimo, Bolgheri e Donoratico. Nel 1907 con la morte del poeta, avvenuta il 16 febbraio a Bologna, la denominazione di Castagneto Marittimo fu cambiata in Castagneto Carducci.
 Castagneto Carducci








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