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A merenda con il cardinale Angelo Maria Durini

10 Giugno 2018

10 giugno. La Casa della Poesia di Monza con Il Parco Letterario Regina Margherita e Parco Valle Lambro e la Reggia di Monza Vi invitano " A merenda con il cardinale Angelo Maria Durini", a Villa Mirabello nel Parco di Villa Reale a Monza
La Casa della Poesia di Monza con Il Parco Letterario Regina Margherita e Parco Valle Lambro e la Reggia di Monza
Vi invitano il 10 giugno 
A merenda con il cardinale Angelo Maria Durini
a Villa Mirabello nel Parco di Villa Reale a Monza 

ore 17,00
Letture e Conversazioni a cura de Il cenacolo dei poeti e letterati del cardinale Angelo Maria Durini 
ore 18,00 Merenda in costume del ‘700 sul prato antistante

Angelo Maria Durini
Angelo Maria Durini nacque a Milano il 29 maggio 1725 in seno alla famiglia Durini, subentrata ai De Leyva nel feudo di Monza. Era figlio di Giuseppe, secondogenito di Gian Giacomo II, e di Costanza Barbavara.
Avviato alla carriera ecclesiastica, perfezionò poi i suoi amati studi letterari a Parigi dove nel 1744 accompagnò lo zio vescovo Carlo Francesco che ivi era nunzio apostolico. A Parigi Angelo Maria rimase sino al 1754 per poi tornare a Roma ove studiò al Collegio Romano e poi all'Università La Sapienza, ottenendo il dottorato utroque iure il 9 giugno 1757. Fece quindi ritorno in Francia come ablegato della nunziatura apostolica a Parigi con l'incarico assegnatogli dal pontefice di portare la berretta cardinalizia e la nomina a suo zio.
Nel settembre 1757 fece definitivamente ritorno a Roma ove venne ammesso alla curia pontificia quale Referendario del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica. Internunzio in Francia, dal dicembre del 1759 divenne Inquisitore a Malta ove rimase per sette anni. Nel frattempo ottenne in commenda le abbazie di San Bassiano a Lodi dal giugno del 1765, quella di Sant'Abbondio di Como dal gennaio del 1769 e quella di San Dionigi a Milano dall'aprile del 1776. Il 20 dicembre 1766 venne ordinato sacerdote ed il 22 dicembre successivo venne eletto arcivescovo titolare di Ancira per poi essere consacrato il 28 dicembre nella cappella del Palazzo del Quirinale per mano di papa Clemente XIII, assistito da Scipione Borghese, arcivescovo titolare di Teodosia, e da Ignazio Reali, arcivescovo titolare di Atena.
Il Durini venne quindi nominato legato pontificio a Varsavia dal 1766 al 1776 e divenne contestualmente primo presidente e deputato della legazione di Avignone e del Contado Venassino dal 22 gennaio 1774.
Il 20 maggio 1776 papa Pio VI lo elevò al rango di cardinale presbitero, ma il Durini, ormai ritiratosi intanto a vita privata, non si recò mai a Roma a ritirare il titolo cardinalizio corrispettivo, preferendo anzi per l'occasione far costruire nello stesso anno la villa Mirabellino di Monza per ospitarvi i numerosi e illustri ospiti della sua villa padronale del Mirabello che successivamente, nel 1787, abbandonerà per quella ancor più prestigiosa di Balbiano sul lago di Como dove, sul dosso di Lavedo, farà costruire quella più piccola del Balbianello sulla falsariga del Mirabellino di Monza.
Fu un letterato e mecenate delle arti.
Morì il 28 aprile 1796 all'età di 70 anni e fu sepolto a Como nella chiesa di Sant'Abbondio


Villa MIrabello
Secondo la leggenda la Villa sorge sulle rovine di un antico castello di proprietà dei De Leyva, nobile famiglia d'origine spagnola, da cui nacque Virginia Maria De Leyva, meglio conosciuta come la Monaca di Monza.
Mirabile esempio di architettura voluta dal conte Giuseppe Durini (1612-1671), fu costruita tra il 1666 e il 1675 secondo il progetto dell'ingegner Gerolamo Quadrio, che strutturò il Mirabello con una planimetria a U attorno a due corti, una nobile e una rustica, e con il viale di carpini d’accesso in corrispondenza dell’asse di simmetria. 
Aperta verso il paesaggio fluviale, la villa costituisce un concreto esempio del passaggio dalla tipologia del castello/palazzo chiuso fra mura, tipico del 1400-1500, al nuovo concetto di residenza di campagna, “luogo di delizie e cenacolo di letterati”, aperta verso uno scenografico giardino, di cui si conserva tuttora l’impianto. 

La Villa Mirabello decantata dai poeti Balestrieri e Verri  "Ecco di nuovo la soave melodia mi rapisce, accarezza l’aria e acuisce l’ingegno con uno stimolo più vivace. Con quale varietà di ritmi la festevole Musa regola la misura di questo canto. Forse che i secoli antichi riconducono i dotti giochi? Conosco il cantore: state lontano, Muse del volgo. L’industriosa Monza dispiega i verdi colli dove zefiro soffiando più dolcemente ricrea il cielo e avviluppa le ali variopinte nelle selve in pendio, questa è la sede deliziosa della tua villa, o Durini, qui c’è il tuo palazzo avito. Per Giove quanto rimane profondamente impressa la casa nella mente e nell’animo…"  "Da sveglio ripenso alla preziosa dimora: tutte le volte che il sonno mi ristora, ritorna nel suo Tasso, ti alzi ilare commensale e tratti il plettro, sereno nel tuo volto di luna piena. Risuona solo il nome di Mecenate , a te o Durini il tuo fedele protetto consacra questo canto. Con tono più elevato cantiamo le tue lodi e le cose grandi da te nobilmente compiute. Esalta la colonna della fede, l’uomo saldo nella giustizia e impavido nelle avversità di fronte ai terribili rischi; che è illuminato di nuovo splendore dalla grazia del re di Francia. Sicuramente un Dio ci ha concesso questa tranquillità. Risuonano soavemente nell’aria la lira di Orazio e la zampogna di Virgilio."
A cura di  Antonetta Carrabs,  Presidente La Casa della Poesia di Monza

ALLEGATO

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