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Le terre rosse, i dimenticati dalla storia

06 Gennaio 2018

Il Parco Letterario Carlo Levi ed il Comune di Aliano vi invitano sabato 6 gennaio alla proiezione del film di Giovanni Brancale girato in Basilicata
Il Parco Letterario Carlo Levi ed il Comune di Aliano vi invitano sabato 6 gennaio alla proiezione del film girato in Basilicata

Le Terre rosse
i dimenticati dalla storia

regia di Giovanno Brancale

Aliano, sala convegni ore 18
ingresso gratuito


Interpreti del film sono due giovani attori, Valentina D’Andrea e Simone Castano, direttore della fotografia è Francesco Ritondale.

Girato in Basilicata, - il nuovo film di Giovanni Brancale, "Le Terre Rosse", prodotto dalla Estravagofilm. Un film evocativo già dal titolo in quanto tratterà di luoghi come la Basilicata che nei secoli ha subito soprusi e prevaricazioni, ma che ha anche visto reazioni di massa come il Brigantaggio post-unitario, evento che la Storia non ha ancora del tutto chiarito e metabolizzato.

Il film del toscano Giovanni Brancale, (lucano di origini, è di Sant’Arcangelo) partirà proprio dal fenomeno postunitario, lambito in parte, per approfondire maggiormente le microstorie della comunità lucana. Le terre rosse è tratto dal romanzo Il Rinnegato dello scrittore lucano Giuseppe Brancale (1925-1979), padre del regista; segue le vicende di un personaggio, Giuseppe Prestone, e la sua comunità, in un arco temporale di poco meno di trent’anni, dal 1860 fino a 1887.

Il regista cerca dunque di analizzare un preciso periodo storico nella sua terra di origine, per raccontarne le vicende che hanno come elemento conduttore la terra, intesa come patria, luogo di origine ed "imprinting: terra di lavoro e sudore ma pure rossa di sangue. Il film viene girato interamente in Basilicata, alle pendici del Vulture, dove si sviluppò il fenomeno del Brigantaggio; quindi sarà ad Aliano, per omaggiare la figura di Carlo Levi, a Sant’Arcangelo e infine nei punti più arcaici dei Sassi di Matera, utilizzando, i volti, i costumi, la lingua, i luoghi che ancora conservano assonanze storiche e culturali. La realizzazione del film si avvale della esperienza dello scenografo-artista Gaetano Russo e dispone della collaborazione attiva del CineClub “Vittorio De Sica”, che da oltre venti anni opera nella diffusione della cultura cinematografica.

Interpreti del film sono due giovani attori, Valentina D’Andrea e Simone Castano, direttore della fotografia è Francesco Ritondale. Utilizzate anche molte comparse del luogo, grazie all’entusiastico apporto di Associazioni teatrali, come “I Briganti di Crocco”, legata al fenomeno del Brigantaggio e la “Rivonigro”. Il film di Brancale è il primo di una trilogia che la casa di produzione toscana Estravagofilm intende portare a compimento. Da diverso tempo opera nel settore della produzione cinematografica con la realizzazione di alcuni film quali Il Maestro e Margherita, La Formula, Nel nome del padre, Salvatore Rabbunì, diretti dallo stesso Brancale, che hanno riscosso un apprezzabile successo di critica e di pubblico.

Ora questa nuova prova, si ispira all’opera di Brancale senior. Recentemente la studiosa Elena Gurrieri ha dedicato ’In carte vive’ (Mauro Pagliai editore) alcuni preziosi saggi a questo autore, la cui opera è stata presa in esame dal Centro studi umanistici guidato da Luca Nannipieri in Toscana, dal Premio Basilicata e dall’ateneo del Salento. Con la pubblicazione, nell’ottobre 2007, proprio del romanzo Il rinnegato, da cui viene tratto il film Le terre rosse, ha preso il via il progetto «Giuseppe Brancale. Opere complete» per Polistampa di Firenze, in quattro volumi.

Giuseppe Brancale è stato autore di quattro romanzi, oltre che di alcuni racconti, tutti ambientati in Basilicata, nella Valle dell’Agri (da alcuni anni in qua terra di estrazioni petrolifere) e di un saggio sulla Questione meridionale, che appassionò generazioni intere a partire dagli studi del meridionalista Giustino Fortunato, originario proprio di Rionero in Vulture. Le opere lasciate da Giuseppe Brancale coprono le vicende di due secoli, l’Otto e il Novecento, con una puntata, venata da tratti gotici, nell’età romana in Echi nella valle, pubblicato nel 1974. Per questo libro Carlo Levi, amico dello scrittore Brancale, disegnò il bozzetto di copertina. ’Echi nella valle’ ottenne il Premio della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Il tema di fondo che caratterizza il film di Brancale, per ispirazione connaturata, è dunque il ritorno nei luoghi, nella memoria, nella Storia, intrecciato alla dimensione della speranza. La sua trilogia cinematografica, dopo Le terre rosse, approfondirà il periodo storico degli anni ’50 del secolo scorso, per concludersi quindi dagli anni ’70 fino ad oggi: come filo conduttore le emigrazioni e le lotte sindacali nella continuità e nei confronti generazionali.

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