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Premio Letterario Carlo Levi XXed. Cerimonia di premiazione

09 Dicembre 2017

9 dicembre, Aliano (Mt). Il Parco Lettario Carlo Levi Vi invita alla cerimonia di premiazione della XX edizione del Premio Letterario Nazionale Carlo Levi.
 Premio Levi

 


La giuria (Raffaele Nigro presidente, Giuseppe Lupo, Rocco Brancati, Angelo Colangelo, Antonio Colaiacovo presidente Parco Letterario, don Pierino Dilenge presidente del Circolo Culturale Panevino, Luigi De Lorenzo sindaco di Aliano, Antonio Avenoso) ha scelto le opere vincitrici dell’Edizione 2017


I vincitori della XX edizione del Premio Carlo Levi


La XX edizione del Premio Letterario Carlo Levi sarà presentata in anteprima il 15 novembre alle ore 11 presso Palazzo Lanfranchi a Matera, capitale europea della cultura per il 2019. La manifestazione finale avrà luogo ad Aliano il prossimo 9 dicembre con la premiazione dei vincitori, di cui qui di seguito si propone una scheda di presentazione.

Nell'anno in cui taglia il prestigioso traguardo della XX edizione, il Premio Letterario Nazionale “Carlo Levi” vede ancora protagoniste opere di notevole rilievo: L'amore prima di noi di Paola Mastrocola per la Narrativa Nazionale, Lettere dal Sud di Mario Aldo Toscano per la Saggistica Nazionale, Il paese dei segreti addii di Mimmo Sammartino per la Sezione Regionale.

Un premio speciale è stato assegnato a Giuseppe De Tommaso per la sua significativa attività giornalistica. Lucano di Tursi, Di Tommaso è inviato di importanti programmi televisivi Rai, come Unomattina e La vita in diretta, per cui racconta nel bene e nel male l'Italia del nostro tempo. E' anche autore del romanzo NO V.I.A., un thriller sull'affaire petrolio in Basilicata.

Meritevole di segnalazione è risultato il saggio Prima della notte di Mimmo Cecere, stiglianese trapiantato da cinquant'anni a Segrate. Docente di Discipline pittoriche in licei artistici milanesi, nella sua opera propone una interessante esplorazione e ricostruzione storico-antropologica dell’universo pastorale in un lembo della Basilicata-Lucania.

Come migliore tesi sull'opera leviana è stata premiata la tesi di Master “L'immagine del Mezzogiorno in Cristo si è fermato a Eboli e Tutto il miele è finito” di Dalia Abdullah Ahmed Abdullah. L'autrice, egiziana di 33 anni, è attualmente docente associata al Dipartimento di Italianistica nella Facoltà di lingue presso l'Università di Ain Shams.

Paola Mastrocola
, nata a Torino nel 1956, ha al suo attivo una significativa attività letteraria, che l'ha imposta da tempo all'attenzione della critica e del pubblico, prima come autrice di libri per ragazzi, poi di romanzi e di saggi di successo. Al primo romanzo uscito nel 2000, La gallina volante, seguirono fra gli altri Palline di pane, finalista al Premio Strega nel 2001 e Una barca nel bosco, che le valse il Campiello nel 2004. Notevoli anche i più recenti Non so niente di te e L'esercito delle cose inutili, che affrontano importanti temi esistenziali. Dei saggi piace qui ricordare La passione ribelle, un pamphlet che invita alla ricerca dello studio perduto e conferma l'attenzione dell'autrice al mondo della scuola.
Ne “L’amore prima di noi”, Paola Mastrocola mediante una scrittura leggera e delicata propone una rilettura fine e seducente dei miti greci, facendo scorrere davanti agli occhi del lettore una fantasmagorica rassegna di “storie di amore che hanno inventato l’amore”.
Amore è una e mille cose insieme. E’ gioia, rapimento, cambiamento, ombra, lontananza. L’amore è anche eccesso, come mostrano Pasifae e Fedra; è viaggio, come attestano Teseo e Arianna o Giasone e Medea; è segreto per Ero e Leandro, Ares e Afrodite. Dedalo e Icaro testimoniano che l’amore salvifico è divieto ed è anche trasgressione al divieto. Ma è soprattutto dono, se si pensa alla tragica e struggente figura di Alcesti.
E, alla fine, la parola stessa, che celebra l'Amore e la Vita, diventa mito: “è il mito poetico dell’umanità creante”, come ci ricorda il grande studioso del mondo antico Vincenzo Cilento.

Mario Aldo Toscano
, lucano di Abriola, dove è nato nel 1941, è stato a lungo docente ordinario, presso l'Università di Pisa, di Storia e teoria sociologica. Tra i numerosi saggi scientifici e manuali didattici, che sono il frutto di molte e importanti ricerche condotte sul campo in Italia e all'estero, qui si ricordano Introduzione alla sociologia, Altre sociologie, Xenia, L'utopia della memoria, In quell'epoca, meridione. E, infine, Storia di Dan, sulla storia d'Israele dalla fondazione ad oggi e Ostmark 1916, un racconto di viaggio di Max Weber e della sorella Lili, che offre un approccio al pensiero del grande studioso tedesco.
Come s'intuisce dal sottotitolo “Ricordare per esserci”, “Lettere dal Sud” è un libro polimorfo, perché passa da descrizioni tipiche della letteratura odeporica al reportage memorialistico, dal documento antropologico all’impressionismo paesaggistico. L’autore rappresenta la complessa e contraddittoria realtà della Lucania-Basilicata sempre più tormentata da un tasso spaventevole di disoccupazione e da una endemica emigrazione di massa, che fa temere, con lo spopolamento delle aree interne, un'autentica “deriva territoriale”.
Mario Aldo Toscano non manca, poi, di affrontare il problema urgente e drammatico delle estrazioni petrolifere nella nostra regione e focalizza, infine, il tema del tumultuoso passaggio alla modernità, segnata dal consumismo culturale e dal consumo dissennato di beni materiali. Come prova tragicamente il fatto che “il cibo prodotto nel mondo ammonta a due miliardi di tonnellate e che la metà di esso finisce nella spazzatura”.

Mimmo Sammartino
, giornalista lucano e responsabile della redazione potentina de La Gazzetta del Mezzogiorno, esordisce come scrittore nel 2004 con Vito ballava con le streghe. Ha pubblicato poi molte e significative opere narrative e teatrali, tra cui piace ricordare Un canto clandestino saliva dall'abisso, struggente narrazione lirica del naufragio, peraltro sempre negato, nel Canale di Sicilia, che nella notte dopo Natale del 1996 provocò la morte di 283 migranti.
Il paese dei segreti addii di Mimmo Sammartino è un romanzo corale di impronta antropologica. Protagonista è il vecchio Geremia, il Senzanome, figura misteriosa e veneranda, che possiede il dono profetico di saper leggere il vento e interpetrare il canto dolente dell’usignolo. Intorno a lui, a Pietrafiorita, un borgo dell’Appennino sospeso oltre i confini del tempo e dello spazio, una comunità, composita e marginale, di profeti e sciamani, zingari e truffatori, cantastorie e beghine, sbirri e preti, consuma la sua grigia vita rutinaria. Che comunque è lambita dalla flebile eco di eventi lontani: l’8 settembre, l’eruzione del Vesuvio, la tragedia di Marcinelle.

Il Premio Letterario Carlo Levi e molte altre iniziative antiche o recenti, realizzate con la sinergica attività del Circolo Culturale “Nicola Panevino” e del Parco Letterario, sostenuti da tempo dall'Amministrazione Comunale di Aliano, confermano che la cultura, anche se non è risolutiva dei gravi e complessi problemi socio-economici del nostro tempo, può comunque concorrere allo sviluppo del territorio.
Angelo Colangelo


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