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Per Pino e con Pino

19 Settembre 2016

Palermo, 19 settembre 2016. Il Comune di Aliminusa e il Parco Letterario Giuseppe Giovanni Battaglia Vi invitano a passare insieme una giornata nel nome del poeta della Piccola Valle di Alì
Il Comune di Aliminusa e il Parco Letterario Giuseppe Giovanni Battaglia
Vi invitano alla mostra

Per Pino e con Pino
e al Convegno dedicato alle tematiche religiose e laiche nella poesia di Battaglia

Programma
(VEDI PROGRAMMA COMPLETO IN ALLEGATO)

Lunedì 19 settembre 2016
0re 17,00
Chiesa di San Giovanni Decollato, Palermo

Mostra "Per Pino e con Pino" di Vincenzo Ognibene

ore 17,30
Convegno
Laicità e religiosità nella poesia di Giuseppe Giovanni Battaglia

Saluti del Sindaco di Aliminusa Filippo Dolce
introduce il Professore Roberto Sottile, docente di linguistica italiana all'Università di Palermo
Poesie lette da Patrizia D'Antona

relatori:
Nuccio Vara, giornalista Ri
Francesco Virga, critico letterario
Don Francesco Lobianco, parroco di Aliminusa
Rav Pinhas Pierpaolo Punturello, rappresentante di Shavei Israel in Italia
Don Cosimo Scordato, Teologo

"La Genesi, in seguito diventata la prima sala del "Il Trono Vuoto", ha rappresentato per me qualcosa di analogicamente vicino all'impegno di un musicista nella composizione di un requiem: una testimonianza laica dell'ordine concettuale che rende possibile concepire l'unità.

L'idea di dipingere i sette quadri della creazione del mondo, reprimendo in me l'idea del ridicolo che una tale impresa poteva far scaturire, mi venne dopo un incontro, a Firenze, con il vecchio Chagall. Quel mito vivente, che ebbe in dono dal suo Dio la tracotanza dell'eterna giovinezza, non si dava pace nell'affermare una presunta limitatezza della pittura yiddish, rispetto alle possibilità polisense della tradizione rinascimentale italiana. Un po' scherzando, un po' sul serio, Chagall s'atteggiava a povero ebreo errante, incapace di capire il proprio personale successo per aver dipinto un epica minore di un popolo di così scarsa importanza..!

Fu in quel clima ironico che mi invitò a lasciar perdere "l'intelligenza non intelligente" dei pittori troppo critici, sempre in crisi, sempre affettati, specialmente quando si mascherano di un impossibile rigore, mi invitò a riprendere il contatto con me stesso e con la "forza della tradizione". Chagall mi disse che non bisognava dar troppa importanza al potere del linguaggio fino a quando non si aveva qualcosa di importante da dire. Fu una lezione di leggerezza e di dannazione nello stesso tempo: così capita a chi va in cerca di maestri invece di darsi alla bella vita."
  Giuseppe Giovanni Battaglia.

 Primo giorno
L'arido regni dov'è terra e l'oscuro dov'è cielo,
luce dia dunque risalto alla mia luce
affinché io possa definire il mio contrario.
Il giorno sia del puro e sia dominio,
la notte del perso nel proprio equivoco.

 Secondo giorno
Somma e chiara azzurro le dia senso e generi
sapienza e mancamento. Leggera e passiva
sia principio e patria ma d'essa provenga
perdita e allontanamento. Limpida s'incanti
per nutrizione e torbida avvolga disamore.

 Terzo giorno
L'asciutto sia allora attraversato da vene
sotterranee e sorgenti, ma l'acqua sia il mare.
La Terra germogli e sia della sapienza
specchio e deformazione; inferma, sacrifichi
di suo andare per istruimento.

Quarto giorno
Dal sole e la luna consegua generazione
e corruzione. Sia il tempo, e sia una scatola
chiusa dove chiara e torbida è l'aria.
Vengano contati i giorni per innalzamento e caduta
e i luminari mi siano di presidio e mutamento.
Quinto giorno 
Vaghino gli animali d'acqua nel molle ventre
della passiva luna e gli animali d'aria
negli antri del sole. A ciascuno il suo
affinché da corrispondenze e dissimilazioni
consegua significato e svotamento.

Sesto giorno
Vengano gli animali dell'asciutto e dimora
abbiano e nocumento. Sia l'uomo e sia Uno,
maschio e femmina affinché abbiano
dominio e mancamento; d'altezze
s'inebrino per emendamento.

Settimo giorno
(sospensione)

M'abbandono, e mi dona altra vaghezza
il perdurare nell'umido e nel secco.


San Giovanni Decollato a Palermo
La Chiesa di San Giovanni Decollato si trova nell'omonima Piazzetta di Palermo, dirimpetto il trecentesco Palazzo Sclafani.
Sotto l'abside un tempo scorreva il Torrente Kemonia, detto "Fiume del maltempo". Il piccolo edificio di culto fu voluto, nel XVI secolo, da una Congregazione di Nobildonne (Dame) che lo dedicarono all'Annunziata dello Scutino.
La chiesa assunse il nome di San Giovanni Decollato soltanto nel 1718, quando la Confraternita di San Giovanni La Galca era già subentrata anni prima alle Dame dell'Annunziata, e cosi divenne Compagnia. I confrati vi si erano trasferiti con gli arredi provenienti da un altra chiesa dismessa e tra i vari oggetti vi era un'artistica statua del Battista.
Il Tempio dopo lunghi anni di abbandono è stato messo in sicurezza e recentemente restaurato. E' stato ricostruito il tetto che prima era inesistente con possenti capriate lignee ben visibili all'interno. Nell'aula rimangono tracce di quelle che furono mirabili decorazioni in stucco del XVIII Sec. In particolare attorno all'arco che accoglie l'altare parietale di destra e nell'abside, si possono scorgere dei residui di affreschi raffiguranti delle testoline alate di angiolini ai lati della colomba-Spirito Santo. Il Cappellone dalla forma pentagonale, è preceduto da un arco trionfale che conserva colonnine parietali, leggermente aggettanti, decorate con motivi vegetali e capitelli corinzieggianti con foglie d'acanto e volute ben conservate. L'altare maggiore presenta ai lati due colonnine di pietra scura che reggono un semplice architrave sormontato da una finestrella ad arco ellittico. La facciata, dal gradevole frontone mistilineo, presenta sul cornicione di coronamento due loggette campanarie, di cui una a destra ricostruita interamente,e un oculo centrale che dà luce all'interno dove vi è una nicchia che un tempo ospitò il simulacro di San Giovanni Battista.


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