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Immagina Mancante

XVII° edizione del Premio Letterario Nazionale Carlo Levi

22 Novembre 2014

22 novembre 2014, Aliano (Mt). Il Comune di Aliano (Mt), il Circolo Culturale “Nicola Panevino” e I Parchi Letterari® Carlo Levi Vi invitano a partecipare alla XVII° edizione del Premio Letterario Nazionale Carlo Levi
 

  I Parchi Letterari® Carlo Levi
Aliano
(Mt)

Il Comune di Aliano (Mt) e il Circolo Culturale “Nicola Panevino”
in collaborazione con la Società Dante AlighieriI Parchi Letterari®Fondazione Carlo LeviFondazione Enrico Mattei Banca Popolare di Bari presentano la 

XVII° edizione del Premio Letterario Nazionale Carlo Levi

Aliano, Sabato 22 novembre ottobre 2014 ore 16.30

Auditorium Comunale dei Calanchi



Il Premio Letterario Nazionale Carlo Levi, nato nel 1988 per promuovere un concorso letterario destinato alle tesi di laurea sull'opera letteraria e pittorica di Carlo Levi, è oggi diventato un appuntamento importante nell’ambito della cultura lucana ed è senza dubbio, insieme al Parco Letterario® dedicato all’Autore piemontese, un tributo che la comunità di Aliano rende riconoscente a Carlo Levi, esule nel piccolo paese -“Gagliano” nel Cristo si è fermato ad Eboli - durante il periodo fascista negli anni 1935 – 1936 e sepolto nel cimitero di Aliano nel 1975.


Il Premio vede ogni anno la presenza di personaggi di primo piano nell'ambito della letteratura italiana che hanno reso la manifestazione, nel corso del tempo, sempre più affermata nel panorama della cultura letteraria regionale.

La benemerita iniziativa del Circolo Culturale “Nicola Panevino” è stata avviata nel 1988 premiando gli autori delle migliori tesi di laurea su Carlo Levi; successivamente i riconoscimenti sono andati a nomi prestigiosi quali Dinu Adamesteanu, Alberto Bevilacqua, Isabella Bossi Fedrigotti, Vincenzo Cerami, Raffaele Crovi, Gerardo D’Ambrosio, Antonio De Rosa, Piero Guccione, Giuseppe Lupo, Lorenzo Mondo, Giorgio Montefoschi, Raffaele Nigro, Gianni Oliva, Walter Pedullà, Giuseppe Pontiggia, Michele Prisco, Maurizio Restivo, Gianni Riotta, Stefano Rodotà, Francesco Rosi, Giovanni Russo, Clara Sereni, Ariel Toaff, Mario Trufelli, Dacia Maraini Giorgio Otranto, Andrea Di Consoli, Pino Aprile, Donato Sperduto, Giovanni Russo e Pasquale Vena, Carmine Abate, Silvana Arbia, Franco Arminio, Domenico Notarangelo, Ilenia Fulco, Guido Conti, Enzo Vinicio Alliegro, Dritero Agolli, Andrè Vauchez.

Si giunge così oggi al prestigioso traguardo della XVII edizione, che vede premiati, Ettore Catalano, Laura Pariani, Tahar Ben Jelloun, Vincenzo Celano, Claudio Martelli, conferma che la letteratura e l’arte aiutano ad esaltare il senso dell’appartenenza con la valorizzazione delle diversità.

Anche quest’anno, grazie alla rete nazionale de I Parchi Letterari® e alla Sede Centrale ed ai Comitati della Società Dante Alighieri in giro per il mondo, il messaggio del premio sarà trasmesso ancora una volta in tutta Italia ed a molte delle comunità italiane all’estero. Schede dei vincitori di Vito Angelo Colangelo

Programma XVII edizione del Premio Letterario Nazionale Carlo Levi
Aliano (Mt), 22 Novembre 2014
 Ore 10.30 e 16.30 - Auditorium dei Calanchi



La storia di un premio
di A. Colangelo
Proiezione Videoclip “Le Ragioni di un Premio” di A. Colangelo V. Caruso M. Rizzo
Ore 10,30 
Saluti
Pietro DilengePresidente Circolo Culturale “N. Panevino” 
Luigi De Lorenzo, Sindaco di Aliano
Antonio Colaiacovo, Presidente Parco Letterario “Carlo Levi” di Aliano
Francesco De Giacomo , Presidente Provincia di Matera
Gianpiero Perri, Direttore APT Basilicata
Piero Lacorazza , Presidente Consiglio Regionale Basilicata

Cineturismo nei luoghi di Carlo Levi.
“ i videoclip
Istituto luce Un volto che ci somiglia di pietro marcello
Ernesto Galli Della Loggia Viaggio ad Aliano
Fuoco di Raha Shirazi. Trailer - Fuoco
Nicola Palma - Viaggio ad Aliano sulle Tracce di Carlo levi con Enzo De Caro, Antonello Faretta -
Presentazione trailer - Montedoro.
Quattro giorni in quattro minuti ….. di Paolo Muran

Interventi 
Cristiano Re, Fondazione Eni Enrico Mattei
Luigi Di Gianni, Presidente Lucana Film Commission

Intermezzo Musicale :
Omaggio Alla Lucanità di A. Onorato e E. Bavuso

Conferimento del Premio a:
Laura Pariani : sezione narrativa nazionale
Ettore Catalano: sezione saggistica nazionale
Tahar Ben Jelloun: sezione narrativa straniera
Vincenzo Celano: sezione narrativa regionale
Claudio Martelli : premio speciale per la testimonianza storica ù

Intervista
Ai Vincitori del Premio di Rocco Brancati

Tesi di laurea
Riconoscimenti

Conclusioni
Marcello Pittella, Presidente Giunta Regione Basilicata

Coordina
:
Rocco Brancati – Giornalista Rai

Momenti musicali a cura del giovane Violinista Alianese Giuseppe Rubilotta.


  

I vincitori della XVII edizione del Premio Letterario Carlo Levi
di Angelo Colangelo

Ancora nomi prestigiosi per la XVII edizione del Premio Letterario Carlo Levi, ospitata nell’auditorium comunale di Aliano il 22 novembre. Fuori concorso è stato assegnato un riconoscimento a Claudio Martelli, che con l’opera autobiografica Ricordati di vivere ha fornito una significativa testimonianza di cinquant’anni di vita politica e civile italiana.

Per la sezione regionale è stato premiato Vincenzo Celano con L’animale a sei zampe, un romanzo antropologico in cui l’Infero Paese, che fa da cornice al racconto, rappresenta metaforicamente, nella prima metà del ‘900, un borgo lucano, dove la vita contadina scorre con grigia monotonia.
Tutta la narrazione ruota intorno alla famiglia Anatrella, la cui saga vede protagonista Antonio, detto il Capitano, un massaro laborioso e perspicace. Le vicende sue e dei suoi numerosi parenti fanno rivivere con vividezza l’antico mondo contadino, alla cui rappresentazione corale concorre una folla non solo di persone, ma anche di animali. Fra questi ultimi spicca Ida, la giumenta del Capitano, che vive in simbiosi con il suo padrone e diventa appunto l’animale a sei zampe.

Ma sullo sfondo di una vita rutinaria, impastata di invidia e solidarietà, rancori e riappacificazioni, perfidia e bontà s’intravedono i più ampi orizzonti degli eventi nazionali, che toccano drammaticamente anche comunità dimenticate ed esistenze anonime: l’emigrazione oltreoceanica, le due guerre mondiali, gli sconvolgimenti sociali del dopoguerra.

Con questo romanzo l’autore, nato nel 1935 a Castelluccio Inferiore, un piccolo paese della provincia di Potenza, conferma le apprezzabili qualità di scrittura già manifestate ne La beccaccia e il professore, una raccolta di racconti in cui la caccia è solo il pretesto di una narrazione che vede felicemente combinarsi realtà e finzione. Di lui si ricorda anche una silloge poetica, Senza trucchi di finale, che colpisce per «l’asprezza espressionistica», con cui si rappresentano l’uomo e la natura.

Per la saggistica nazionale è stata premiata l’opera Strategie di scrittura nella letteratura italiana. In ventidue capitoli, che propongono un lungo percorso critico dal XIII secolo ai giorni nostri, Ettore Catalano registra e analizza le molte, diverse e profonde trasformazioni della scrittura nella storia letteraria italiana, a partire da Dante, che osò misurarsi nella titanica sfida di esprimere l’ineffabile e, vincendo tale sfida, fondò la lingua e la letteratura nazionali, prima ancora che l’Italia fosse una nazione.

Dopo «aver attraversato la palude della retorica montiana», l’autore dedica pagine molto significative a Massimo D’Azeglio, che considera una personalità complessa e affascinante. Nel romanzo Ettore Fieramosca rinviene «una sorta di rivincita della scrittura come memoria epica» e nel saggio Ultimi casi di Romagna uno dei primi esempi di scrittura politica risorgimentale, che, per «il coraggio civile e il potere dell’opinione», è degno erede della grande tradizione rinascimentale.

Di grande significato sono poi le analisi di Luigi Pirandello e di Elio Vittorini, mentre gli ultimi capitoli sono dedicati a scrittori contemporanei, come Raffaele Nigro e Costanziano Serricchio, che hanno rappresentato nelle loro opere saghe e miti mediterranei attraverso una scrittura capace di comunicare le struggenti «suggestioni della malinconia di vivere».

Ettore Catalano, nato Bari nel 1946, già docente all’Università Aldo Moro di Bari, è ordinario di letteratura italiana presso l’Università del Salento. Si è occupato in vario modo di autori “classici” dell’Ottocento e del Novecento, come testimoniano i titoli di alcune opere tra le più significative di una lunga e intensa attività critica, fondata su rigorosi criteri metodologici: Foscolo “Tragico” del 2000; La metafora e l’iperbole. Studi su Vittorini del 2007; El otro, el mismo del 2012. Non ha mai trascurato, comunque, gli autori contemporanei e notevole interesse ha mostrato per la letteratura regionale, dedicando al tema interessanti saggi, come I cieli dell’avventura, o curando opere di grande respiro, come Letteratura del Novecento in Puglia e Narrativa del Novecento in Puglia.

Per la narrativa nazionale si è affermata Laura Pariani.
La scrittrice, nata a Busto Arsizio nel 1951, vive gli anni dell’infanzia nella vicina Magnago, in un ambiente a quel tempo ancora contadino. A 15 anni compie con la madre un viaggio in Argentina, per cercare il nonno materno Cesare, mai più rientrato dopo essere partito dall’Italia 40 anni prima per motivi politici. Tale evento la segna sul piano umano e ispira pagine importanti della sua opera letteraria.

Conseguita la laurea in filosofia a Milano, la Pariani inizia a lavorare nel campo della pittura e del fumetto e nel tempo collabora a importanti giornali come La Stampa, Avvenire, Corriere della sera, Sole 24 Ore. Dopo l’esordio nella narrativa nel 1993 con la raccolta di racconti Di corno o d’oro, pubblica molte opere, che le valgono importanti riconoscimenti.

Oltre a Nostra signora degli scorpioni, ancora fresco di stampa, a La perfezione degli elastici (e del cinema), a La signora dei porci, piace ricordare Milano è una selva oscura. E’ una commossa esplorazione della città attraverso gli occhi del protagonista Dante, un anziano e colto barbone. Questa guida eccezionale, la cui esistenza si conclude nel giorno della strage di piazza Fontana, ci accompagna nei meandri dei bassifondi sociali, mentre la città è percorsa dai fremiti inquietanti della contestazione giovanile, degli scioperi e della lotta armata.

La valle delle donne lupo, invece, è un avvincente romanzo antropologico. L’anziana protagonista Fenísia, ricordando la sua vita, racconta all’autrice «in un purpurrì di dialetto e italiano», impregnato di sapidi motti e proverbi, le dolenti storie e le suggestive credenze, di cui rigurgita un paesino perso fra i monti dell’alto Piemonte. Sono storie tanto più preziose in un tempo in cui la sopravvivenza della memoria è minacciata dall’illusione della modernità.

L’opera, con cui la Pariani si è aggiudicato il Premio Levi 2014, è Il piatto dell’angelo. Il titolo allude a una tradizione secondo cui nei giorni di festa si aggiungeva un posto a tavola per una persona lontana che, ospite atteso invano per lungo tempo, sarebbe potuto giungere in qualsiasi momento. Come il nonno Cesare, dalla cui storia prende l’abbrivio una intensa narrazione. Questa si estende per tredici capitoli, segnati dal refrain, “Ieri è oggi”, chiave di lettura del drammatico fenomeno dell’emigrazione, che è sempre, oggi come ieri, sradicamento, lacerazione, violenza. Lo testimonia una serie innumerevole di storie strazianti: fughe di uomini e donne, dettate da mille ragioni, prima fra tutte una miseria disperante, accompagnate da sogni, destinati a svanire presto, e da dolori, destinati a durare per sempre.

Per la sezione riservata agli autori stranieri, dopo Dritëro Agolli un altro nome di grande prestigio internazionale: Tahar Ben Jelloun. E’ nato nel 1947 a Fès, città santa adagiata in una fertile vallata del Marocco settentrionale e famosa per la sua medina, la parte storica della città araba, oltre che per essere sede della più antica Università del mondo.
Dopo gli studi di filosofia all’università di Rabat, si trasferisce in Francia e nel 1975 consegue alla Sorbonne di Parigi il dottorato con una tesi di psichiatria sociale sulle condizioni di vita e di lavoro degli immigrati nordafricani in Francia. Si afferma, da allora, come uno degli intellettuali e scrittori più autorevoli con una serie sterminata di saggi, romanzi e poesie, scritti in lingua francese e tradotti in tutto il mondo. Basti ricordare L’estrema solitudine; Notte fatale; Dove lo Stato non c’è, una raccolta di racconti ambientati nel Sud dell’Italia; Il razzismo spiegato a mia figlia, un testo di grande valenza pedagogica, che è valso all’autore un riconoscimento dell’ONU.

Ben Jelloun, collaboratore in Francia del prestigioso Le monde e in Italia de la Repubblica e l’Espresso, recentemente si è fatto apprezzare anche come pittore, tenendo una prima mostra al Museo San Salvatore in Lauro a Roma e realizzando tre affreschi per il Museo di Lipari.
Emblematiche della sua intera produzione letteraria sono, oltre le opere già citate, i romanzi La réclusion solitaire, in italiano Le pareti della solitudine, del 1976, L’enfant de sable, Creatura di sabbia, del 1985 e Partir, Partire, del 2007. Nel primo, un romanzo animato da una forte tensione civile e da rara potenza espressiva, Ben Jelloun tratta il tema dell’immigrazione. Immedesimandosi nel protagonista Mômo e condividendone le tristi condizioni di lavoratore e di malato, egli mostra come il mondo sia attraversato da una drammatica crisi globale, non generata dall’opposizione fra Nord e Sud, ma fra ricchi e poveri. E assegna alla letteratura non una funzione salvifica, ma l’irrinunciabile compito di «far riflettere e di dimostrare l’assoluta ignominia del razzismo».

Creatura di sabbia, invece, racconta la storia di Mohamed Ahmed. E’ una bambina, nata dopo sette sorelle, che il padre, un ricco vasaio, destina ad essere comunque “maschio”, per impedire il saccheggio del patrimonio accumulato. Questa identità, costruita e obbligata, produce effetti paradossali, turbamenti e violenze. Il libro, che è anche una vigorosa denuncia contro la condizione di subalternità delle donne, è caratterizzato da una narrazione polifonica ed onirica, sospesa fra invenzione, tradizione e memoria in una incantata atmosfera di fiaba orientale. Partire, infine, è uno stupendo affresco realizzato con una narrazione densa e poetica. Tema dominante è il forte malessere dei giovani, impazienti di fuggire dall’Inferno del Marocco, maledetto dal cielo e violentato dagli uomini, per rincorrere i sogni nel chimerico eldorado d’Europa.
Angelo Colangelo

ALLEGATO

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